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Reato di clandestinità: il Senato approva l’abrogazione

Via libera all’emendamento del governo che abroga il carattere penale del reato di immigrazione clandestina e lo trasforma in un illecito amministrativo. I sì sono stati 182, i no 16 e gli astenuti 7. Questo il testo: “abrogare, trasformandolo in illecito amministrativo, il reato previsto dall’articolo 10 bis del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n 286, conservando rilievo penale alle condotte di violazione dei provvedimenti amministrativi adottati in materia”. Il provvedimento, all’interno del pacchetto ‘svuota-carceri’, ha creato divisioni, dividendo le due anime che compongono Palazzo Chigi. Ieri a Palazzo Madama Ncd e Pd non sono riusciti a raggiungere un accordo, cosa che è avvenuta invece stamane con un emendamento blitz a Palazzo Madama. Si abroga il reato ma si conserva il “rilievo penale delle condotte di violazione dei provvedimenti amministrativi adottati in materia”. Qui sotto la prima pagina della Padania di oggi, partita col piede di battaglia:

reato clandestinità

 

Come è finita? Con un emendamento avanzato da Palazzo Chigi che però non ha convinto tutti. Il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri ha infatti presentato un emendamento sulla depenalizzazione e sulla messa alla prova che converte di fatto l’immigrazione clandestina in un illecito amministrativo. Nella proposta da Chigi rimane comunque la valenza penale per ogni violazione di provvedimenti amministrativi (riguardanti l’immigrazione) ovvero rientro in Italia dopo essere espulsione oppure obbligo di presentarsi in Questura. L’Aula del Senato ha approvato la proposta di mediazione messa a punto dal governo sul reato di immigrazione clandestina. Passa con 182 si, 16 no 7 astenuti.

LA CONTROPROPOSTA DEI LEGHISTI – Una delle norme punta della legge Bossi-Fini è stata trasformata in illecito amministrativo con i voti di Pd e MoVi­mento 5 Stelle. A tenere un liveblogging su Facebook della seduta è stato in queste ore il senatore Stefano Candiani della Lega Nord. Stamattina i leghisti erano di buone speranze:

Siamo al giro di boa. Si avvicina la votazione del nostro emendamento a firma Stefani, Bitonci che mantiene il reato di clandestinità e… si inchiodano i lavori! Il governo ha paura di andare sotto! Quindi chiede di attendere una “riformulazione” dell’emendamento. Forse facciamo breccia! Tra poco sapremo se esiste ancora un governo…
Se esiste, se è ancora di centro sinistra… O se Alfano è rimasto incastrato in un vero governo di sinistra…!

 

RIFORMULAZIONE DA CHIGI – Il problema è nato proprio da quella lettera b) indicata nel provvedimento. Ore di discussione, così, dopo la pausa, a mezzogiorno si torna a parlare dell’abolizione.  «Così come commetterà reato anche qualora violerà reati amministrativi in materia di immigrazione. Come già avviene per i cittadini italiani, con questo emendamento il Governo ha voluto ribadire la necessità di trasformarlo in illecito amministrativo», spiega il relatore. «Rimane il testo base, si specifica quello che è già contenuto nel secondo comma. Anche perché ci sono già alcuni provvedimenti delle autorità amministrative che limitano la libertà personale e necessitano di fatto già una convalida del giudice, si tratta di misure che consentono all’immigrato di scegliere tra espulsione coatta o volontaria». Di fatto però l’emendamento nelle Camere è diventato un emendamento di Palazzo Chigi utile a creare la pace tra NCD e PD:

 

SENATO PERPLESSO – A Madama si è chiesto per diversi minuti di riflettere sull’emendamento presentato da Palazzo Chigi. Il nodo starebbe nell’articolo due comma due. «Se dobbiamo accontare dobbiamo accantonare anche l’intero comma due», ha spiegato Sacconi di NCD. Anche Gianni Caliendo Fi ha premuto per un no: «Portare alle estreme conseguenze ci può portare a delle rotture dal punto di vista politico. Le chiedo di discutere prima di valutare gli altri emendamenti». Nitto Palma (FI) ha parlato di sede dell’emendamento del governo “sbagliata”. Epure per il no a CHigi hanno votato solo compatti Lega e FI.

reato clandestinità 5

Insomma una palude. Nel mentre i 5 Stelle twittano:

 

TUTTI PAZZI PER IL CLANDESTINO – Dal MoVimento 5 Stelle al Lumia e il suo Pd ed infine Sel. Il solo emendamento di Buccarella chiedeva abrogazione reato del 10 bis. Buccarella del MoVimento 5 Stelle ha risposto in aula ai timori di chi invece non accettava la proposta di Chigi: «Il reato di clandestinità non serve per l’espulsione. Da ultimo invito a verificare c’è una ordinanza del 21 marzo 2013 che ha chiarito che l’espulsione può esser applicata solo per stranieri. Quindi la proposta governativa di integrare il pezzo di base a noi può anche andar bene. Vi invito però di non rifare a capo il discorso». La Lega ha tentato nel formulare un subemendamento. Risultato? Le large intese si sono incartate sulla scelta del Governo. Maurizio Gasparri, per esempio, ha dichiarato il suo no in Aula.

 

Intanto Libero e Il Giornale twittano:

 

 

ANGELINO CHE FAI? – Non solo. In aula si è discusso anche sulla modalità di voto segreto in cui Buccarella e i suoi hanno espresso contrarietà. Alla fine, dopo una serie di discussioni (e il ritiro di due senatori GAL dalla proposta di scrutinio segreto), il voto è stato palese. Ma Alfano ed i suoi non ricevono complimenti in rete:

 

 

 

e ancora…

 

Nel mentre per l’opposizione sono spuntate strane alleanze o vecchi amori. Qui Lega e Fi intente nel loro contracco: