Le talpe sulle indagini parlavano di Gianni Letta
27/06/2011 - Uno dei fascicoli svelati dalle spie di Bisignani riguardava il sottosegretario di Berlusconi L’uragano Milanese scuote la maggioranza. Lo strano caso del consigliere politico del ministro Tremonti, che si è dimesso ieri per aver parlato con i magistrati, mentre non
Uno dei fascicoli svelati dalle spie di Bisignani riguardava il sottosegretario di Berlusconi
L’uragano Milanese scuote la maggioranza. Lo strano caso del consigliere politico del ministro Tremonti, che si è dimesso ieri per aver parlato con i magistrati, mentre non aveva avuto la stessa sensibilità quando erano uscite le notizie di indagini su di lui, potrebbe allargarsi. Perché, come scrive Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, tra le indagini svelate dalle talpe nella GdF spuntano quelle su Gianni Letta:
Milanese viene interrogato un paio di mesi fa. Il suo nome è noto ai magistrati di Napoli e di Roma che lo accusano di aver utilizzato la propria influenza per orientare le nomine ai vertici di società e per far assegnare appalti ad alcune aziende che in cambio erano disponibili a versargli tangenti. Gli viene chiesto se è a conoscenza che Bisignani fosse stato informato che c’erano indagini sul suo conto. E lui dichiara: «Durante una cena il generale Adinolfi mi disse di aver chiesto a Pippo Marra, direttore dell’agenzia di stampa Adn Kronos, di avvisare Bisignani ». La versione fornita dal diretto interessato, alla presenza dei suoi legali Fabio Lattanzi e Gianpiero Pirolo, è diversa: «Marra mi chiamò per una vicenda completamente diversa e mi disse: non parlare al telefono, stop. Dopodiché io ne parlai con l’onorevole Milanese che dopo un po’ mi disse che avevo il telefono… per via dell’inchiesta sui Casalesi, su un certo Schiavone… ». Versioni divergenti anche quando si è deciso di convocare Adinolfi come indagato e metterlo a confronto proprio con Milanese.
Il capo di stato maggiore ha negato con veemenza di aver mai parlato dell’indagine in corso:
«Chi mi accusa mente», ha ribadito anche ieri. In realtà, di fronte a Woodcock e Curcio, Milanese avrebbe confermato pure quanto era emerso su altre vicende che coinvolgono i vertici delle Fiamme Gialle fornendo nuovi dettagli e spianando la strada a ulteriori verifiche. Un atteggiamento di apertura che negli uffici giudiziari viene interpretato come il tentativo di alleggerire la propria posizione processuale. In questo quadro si inserirebbero anche i racconti della sua compagna Manuela Bravi, la portavoce del ministro, che ha confermato di aver partecipato ad almeno due cene durante le quali si parlava di «informatori» della Guardia di Finanza. E di aver ottenuto conferma anche dal direttore del Poligrafico dello Stato Roberto Mazzei. «Il Mazzei, commentando le notizie pubblicate su Bisignani—ha dichiarato a verbale la donna — mi disse espressamente che vi era un appartenente e più precisamente un ufficiale (non ricordo se maggiore o capitano) alla Guardia di Finanza di Napoli che passava notizie ». Gli accertamenti svolti in seguito avrebbero consentito di individuarlo e di verificare anche le altre dichiarazioni della coppia. «Al mio cliente — si limita a spiegare il difensore di Milanese — sono stati chiesti chiarimenti su alcuni episodi emersi nel corso dell’inchiesta e lui ha raccontato quanto era a sua conoscenza. Lo stesso ha fatto la signora Bravi ». Quanto basta per ritenere che ulteriori sviluppi possano arrivare nei prossimi giorni su questi due filoni che ormai corrono paralleli.
Il capitolo più interessante riguarda i nomi «secretati» e le soffiate:
Il generale Adinolfi non è l’unico ad essere sospettato di aver fornito notizie sulle indagini. Esiste un verbale di Bisignani, quando ancora non era stato arrestato, che è stato quasi interamente coperto dal segreto. E riguarda proprio le «soffiate ». Soltanto una frase è rimasta «in chiaro» e conferma come uno dei fascicoli «svelati» sarebbe stato quello che riguardava il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta e l’imprenditore Chiorazzo per le convenzioni sui centri per immigrati avviato dai magistrati di Lagonegro e poi in parte trasferito alla procura di Roma. È scritto nel verbale di Bisignani: «Vi dico che anche con riferimento alla vicenda che ha riguardato Chiorazzo (della Cascina e dell’Auxilium) e omissis vicenda giudiziaria omissis, il Papa mi disse di essersi informato e di aver acquisito informazioni attraverso omissis che era a suo dire una delle “fonti” omissis». È appunto sulle «fonti» di Bisignani e del suo presunto sodale Alfonso Papa—l’ex magistrato e ora parlamentare del Pdl per il quale è stato sollecitato l’arresto alla Camera—che si concentra questa fase dell’indagine. Ma anche sulla catena di comando interna alla Finanza che consente la veicolazione delle informazioni. Partendo proprio dall’episodio che coinvolge Adinolfi. Ad informarlo che un’indagine era stata avviata sarebbe stato Vito Bardi, comandante interregionale per l’Italia del Sud che è stato indagato per rivelazione del segreto d’ufficio. L’alto ufficiale nega la circostanza, annuncia denunce per calunnia. In ogni caso si dovrà stabilire se gli ufficiali sono tenuti alla riservatezza o se invece la loro gerarchia li obblighi ad informare i superiori sulle deleghe ottenute dall’autorità giudiziaria.
Questa è l’indagine su Chiorazzo:
Il principale capo di imputazione individuato dalla procura di Potenza a carico di Letta, Morcone e dei Chiorazzo sarebbe quello di aver messo in piedi un’associazione a delinquere finalizzata a reati come turbativa d’asta e corruzione, in grado di operare sul territorio nazionale. Punto di partenza, la decisione di aprire a settembre 2008 il Centro di Accoglienza per i Richiedenti Asilo politico (C.A.R.A.) di Policoro. Negli stessi giorni veniva stipulata una convenzione tra la prefettura di Matera e la Auxilium, sottoscritta in data 12 settembre 2008. Lungo questi passaggi ci sarebbe stata l’intromissione illecita di Gianni Letta e del prefetto Morcone per favorire l’assegnazione della gestione del CARAe#8200;di Policoro alla Auxilium dei Chiorazzo. Una scelta che sarebbe addirittura stata imposta. E tanto per precisare meglio, piu’ avanti, si parla di “regia impositiva” svolta da Letta, di “procedura illecita”, clientelare e contraria agli interessi della pubblica amministrazione”, organizzando in epoca antecedente all’8 agosto 2008 l’affidamento diretto della gestione del centro CARA di Policoro a favore della Auxilum. Un rilievo di tutta valenza politica, visti i tempi e i modi di mettere in campo i provvedimenti sull’immigrazione. Una catena d’interessi, abusi e collusioni, quella che viene ipotizzata alla Procura, con i fratelli Chiorazzo e le loro societa’ in veste di monopolisti delle attivita’ economiche connesse all’emergenza immigrazione per ricavarne illeciti profitti. E che il business sia consistente, lo dicono le cifre: il gruppo La Cascina-Auxilium e’ all’opera presso i centri Cara di Bari (circa 1200 immigrati), Policoro (circa 200) e Taranto (400 immigrati, di prossima apertura). Il giro d’affari viene per giunta ammantato da intenti caritatevoli e solidali. Tanto solidali che i Chiorazzi avevano cercato di ottenere anche la gestione dei Cara di Crotone e Foggia, benche’ quest’ultimo fosse gia’ gestito dalla Croce Rossa.












Beh! non stiamo parlando dello stesso Letta, che ebbe a dire: NON POSSO ESCLUDERE CHE BISIGNANI MI PARLO’ DELL ‘ INCHIESTA … Ma va fanculo !!! rispondi si si si sapevo tutto!! Tanta merda dovrebbe sommergervi tutti : intanto Napoli già lo e’: che peccato!!!
In italiano si dice “NON POSSO ESCLUDERE CHE BISIGNANI MI avesse parlato DELL ‘ INCHIESTA”
o “NON POSSO ESCLUDERE CHE BISIGNANI MI abbia parlato DELL ‘ INCHIESTA”
non “NON POSSO ESCLUDERE CHE BISIGNANI MI PARLO’ DELL ‘ INCHIESTA ”
Preoccupante che personaggi teoricamente scolarizzati come Letta ed altri si esprimano in questo modo.
il succo ultimo di questa inchiesta alla fine è uno: in questa maggioranza ed in questo governo non esiste una sola persona al di sopra di ogni sospetto: sono tutti, come minimo, persone losche, che tramano nell’ombra per la realizzazione dei loro interessi oligarchici privati
http://www.myspace.com/francylla_neworld/blog
“persone losche”
ecco perchè, etimologia di “berlusco”
http://etimo.it/?cmd=id&id=2150&md=602466828cd2aad9d31d89ba60abcdeb
“nomen omen”
@Francesca , sottoscrivo tuttoòooooooooooo hai ragioneèeeeeee
La cosa assurda di questo bel tipetto e’ che essendo aquilano!? abruzzese di certo! vorrei tanto che con l’altro mentecatto di Vespa, si occupassero di una splendida città ..che solo Dio sa quando …risorgerà !!