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Gianluca Lotti: l’assassino torna ad uccidere 15 anni dopo a colpi di accetta

Nel 1998 uccise la fidanzata a colpi di bastone. Assassinio per il quale è stato condannato e ha poi terminato a scontare la pena. Oggi è accusato di aver ucciso ancora, stavolta a colpi di accetta. Si tratta di Gianluca Lotti, 38enne di Pistoia,  stamane fermato dalla polizia di Montecatini, e sotto interrogatorio, con l’accusa di aver massacrato la scorsa notte il compagno di stanza, Massimo Tarabori, 55enne di Pescia, con un’accetta recuperata nella stanza degli attrezzi accanto all’abitazione.

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GIANLUCA LOTTI: COLPI DI ACCETTA DOPO UNA LITE – L’omicidio è avvenuto in una casa famiglia a Massa e Cozzile, in provincia di Pistoia. Da una prima ricostruzione, fanno sapere le agenzie di stampa, l’aggressione è giunta al culmine di una lite per futili motivi. Tutto sarebbe cominciato per la luce accesa nella camera dove Lotti e Tarabori dormivano insieme. Gli addetti alla sorveglianza della struttura hanno sentito urla e rumori, ma quando sono arrivati nella stanza, hanno trovato la vittima in un lago di sangue. Il litigio poi degenerato sarebbe scoppiato poco dopo la mezzanotte, quando i due erano da poco rientrati nella stanza dopo aver visto la televisione.

GIANLUCA LOTTI: L’ASSASSINIO DELLA FIDANZATA NEL ’98 – Il 16 settembre ’98 Gianluca Lotti a Pistoia colpì mortalmente la fidanzata Silvia Gianni, 20 anni. La giovane venne colpita con un bastone e poi finita con una trivella. In primo grado a Lotti fu riconosciuta la seminfermità mentale e venne condannato a 16 anni di carcere. Silvia fu uccisa il giorno prima del 21esimo compleanno, in un vialetto lungo via della Quiete. Poco dopo l’uccisione Lotti fu rintracciato con i pantaloni ancora sporchi di sangue nella sua abitazione di viale Italia. Confessò subito. Ricostruiva così nel 2000 il quotidiano Il Tirreno:

Silvia Gianni abitava con i genitori in via Mozza. La sera della sua morte era uscita a cena con Gianluca per festeggiare il proprio compleanno, con un giorno di anticipo visto che all’indomani avrebbe dovuto farlo insieme ai genitori. Poi i due ragazzi erano andati a fare due passi, lungo il vialetto privato di un’antica villa di via della Quiete. Un luogo molto appartato, spesso meta di coppiette in cerca di intimità. Mentre i due giovani erano da soli, successe un qualcosa che fece scattare in Gianluca Lotti il raptus omicida, incontrollabile. Prima con un bastone, poi con una trivella colpì ripetutamante la fidanzata alla testa, uccidendola.