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Bruna Bovino: un indagato per l’omicidio della ragazza nel centro estetico

La Procura di Bari ha formalmente iscritto una persona nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Bruna Bovino, la 29enne italo-brasiliana uccisa il 12 dicembre scorso nel centro estetico che gestiva a Mola di Bari. Sul corpo semicarbonizzato di Bruna, prima aggredita e poi uccisa brutalmente, furono subito scoperte lesioni multiple alla testa e al collo.

 

bruna bovino 1

 

ANALISI SU REPERTI – L’informazione di garanzia – fa sapere l’Ansa – è stata notificata a colui che, secondo il procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno e il sostituto Antonino Lupo, potrebbe essere l’assassino della ragazza o potrebbe aver avuto un ruolo nel delitto. Le indagini dei carabinieri, coordinati dalla magistratura barese, si sono concentrate in queste settimane sull’analisi dei reperti, oggetti, schede telefoniche e ogni altro elemento utile, sequestrati all’interno del locale dove la ragazza è stata uccisa probabilmente con un punteruolo. Si attende – continua l’Ansa – nelle prossime settimane il deposito della relazione sull’autopsia per avere certezza della causa della morte e aiutare gli inquirenti a ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Si aspetta, inoltre, anche l’esito degli accertamenti sulle cause dell’incendio appiccato dopo l’aggressione, che ha semicarbonizzato il corpo della vittima.

 

 

VITA TORMENTATA – Da quanto appreso nelle settimane scorse, probabilmente Bruna prima di essere uccisa ha tentato di difendersi con le sue forze dall’aggressore, il quale avrebbe provocato un incendio per cancellare le prove del delitto commesso. Con i tabulati telefonici gli inquirenti hanno fin da subito tentato di risalire agli ultimi contatti della giovane che in passato aveva avuto storie tormentate e che con l’apertura del centro estetico aveva provato a dare una svolta alla propria vita. Prima di avviare la sua attività, la giovane italo-brasiliana aveva lavorato, fino a due anni fa, come dipendente in un centro massaggi di Triggiano, sempre in provincia di Bari. In quel periodo Bruna fu coinvolta in una vicenda di induzione e favoreggiamento della prostituzione e per quello stesso caso, era parte civile in un processo in corso a Bari nei confronti del suo ex datore di lavoro.

ALTRI CASI DI FEMMINICIDIO A BARI – Bruna era mamma di una bambina nata da una storia recente e di un bambino di dieci anni avuto dall’ex marito. Quest’ultimo è stato interrogato in queste settimane insieme ad altri conoscenti e amici della ragazza. L’uccisione di Bruna rappresenta il terzo caso di femminicidio avvenuto a Bari e in provincia. A settembre, infatti era stata uccisa a Bari da un paziente la psichiatra Paola Labriola. A novembre, invece, Caterina Susca, una donna di 60 anni, è stata assassinata in casa da un giovane immigrato.