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Ecco perchè gli uccelli volano a V

Grazie alle osservazioni degli Ibis eremita (Geronticus eremita), una specie a rischio d’estinzione che un programma europeo sta cercando di salvare, si è scoperto perché gli uccelli volano in formazione a V.

Waldrappteam

DALL’ESTINZIONE ALLA RINASCITA – Pochi anni fa l’Ibis eremita era virtualmente estinto allo stato naturale come specie migratrice. L’intera popolazione mondiale era ridotta a un singolo soggetto presente nel Medio Oriente. L’Unione Europea decise allora di sovvenzionare la reintroduzione dell’Ibis eremita e del Waldrappteam, una squadra che si occupa persino d’insegnare a volare agli esemplari allevati in cattività, nell’ambito del programma finanziario LIFE + (LIFE+12-BIO_AT_000143). Entro il 2019, questa specie un tempo autoctona dovrebbe tornare a far parte dell’avifauna europea. Il progetto si basa su uno studio di fattibilità portato avanti per ben 10 anni che include anche i voli guidati dall’uomo, come quello che ha permesso lo studio sul volo in formazione.

LE NUOVE OSSERVAZIONI – Grazie all’utilizzo di una nuova tecnologia la squadra ha potuto monitorare 14 degli Ibis eremita durante il volo,registrando posizione, velocità, capofila ed ogni battito d’ali per periodi  di oltre 40 minuti consecutivi. I risultati evidenziano che i soggetti si sistemano nella posizione migliore dal punto di vista aerodinamico, è in accordo con le previsioni teoretiche aerodinamiche, ma anche che gli uccelli che volano dietro e al lato dell’uccello che li precede sbattono le ali in maniera sincrona. Questa sincronia permette all’ultimo uccello di guadagnare una posizione più elevata rispetto all’uccello che sta davanti. Gli uccelli cambiano spesso la loro posizione all’interno dello stormo e modificano la frequenza di battito d’ali per ottenere il maggior vantaggio aerodinamico possibile.

UNA REGOLA SEMPLICE – «La regola semplice è che l’aria che sale è buona e quella che scende è cattiva» hanno spiegato gli esperti, per questo gli uccelli tendono a disporsi in modo da sfruttare le turbolenze aerodinamiche di quelli che li precedono, senza tuttavia privarsi della visuale verso la direzione di marcia.