Chi ha incastrato Pino Daniele? La polemica dei “fischi” a Gigi D’Alessio in Piazza Plebiscito, un derby della napoletaneità doc fra due anime della città.
Scarrafone a chi ?
Premessa : i due artisti, Pino Daniele e Gigi D’Alessio, da tempo si schifano. Perché ? E’ la noble art del far soldi con l’arte nobile. Avendo la stessa casa discografica, quello che vende e guadagna l’uno lo sa anche l’altro. Così che quello dei due che guadagna e vende oramai di meno, come natura spesso dispone è il più vecchio, chiama incultura il successo dell’altro e cultura il proprio insuccesso. Ricambiato, chiamando, il proprio successo, invidia, da eguale acrimonia o se volete acribia solo Gigi ne sapesse il significato. Tutto il mondo, Napoli compresa, è (Stra)paese. I due personaggi diversissimi l’uno dall’altro, uno col culto della Famiglia da fare impressione che s’è fatto (e continua imperterrito a farsi) da solo e l’altro laico ed aperto al mondo, contaminato da far quasi senso, si schifano ma prudentemente, e commercialmente, non si schivano. Al concerto a pagamento (dei fessi) di Piazza Plebiscito, Pino ha invitato anche Gigi. Un compromesso storico a vantaggio sia del vecchio che il nuovo, più del vecchio però che però muore prima o comunque già puzza: tra le sette note si fa plateale sin dai tempi di Presley-Sinatra e poi Presley & The Beatles e in società si chiama passaggio del testimone (Gigi, non avere paura). E per fortuna di chi ha bisogno sempre di qualcosa da dire (e poi da scrivere), i buoni proponimenti hanno fatto la fine che meritano. Chi avesse ancora dei dubbi sulla serietà delle questioni di principio, può tranquillamente illanguidirsi.
TRASCORSI – Daniele, in realtà, dopo la scofanata di nobili ideali e sceltissime amicizie durata quasi tutta la vita si è ammorbidito. Uno che è stato pazzo a vent’anni d’altronde non può che finire savissimo. E’ pur sempre “senza potere” (come da suo carnet da balle) ma più vecchio, più povero e senza gli amici potenti in Regione. O altrove. Ha smarrito il favore dei grandi numeri, il Sud in favore di Gigi e ora rischia col Vento del Nord. Dopo sette anni ha perduto la querela di Bossi e ora dichiara che la Lega non è più mica “una vergogna” (come cantava, toh, proprio O’Scarrafone) ma è un partito maturo come maturati sono i soldi che le deve dare (forse spera in uno sconto). Ed allora a proposito di soldi e rifiuti (siamo pur sempre nella NeoNapoli di Bassolino) invita D’Alessio. Che, da scorfano che non si può rifiutare, vende ed arriva ovunque
, anche a Fanfulla, ed un po’ di potere l’ha costeggiato sin da quando faceva posteggia ai versi del Re di Forcella (pentiti entrambi, o quasi, Gigi non pervenuto). Per poi continuare senza sosta, con quella voce alta e leggera, da Costanzo alla fine del mese sin fino alla fine del mare. Gli manca, come a tutti i Soprani, soltanto il Loggione alla Scala. La malizia sta nel farlo entrare sul palco a cantare O’scarrafone. Proprio lui. E non, che so, l’occasione lo meritava, Iddio lo benedica, che Fica. Una istigazione al martirio, proprio.
TRIONFO ANTICAMORRA – Ed è infatti un trionfo di fischi, di insulti. Di anticamorra militante, persino (su uno striscione che verrà poi sequestrato). I paganti, forse per scaricare il costo del concerto che, andato in tv, solo loro in tutta Italia hanno pagato, sono tutti con Pino che, consapevole o meno, ci marcia, in un empito di follia senile, silurando D’Alessio con una Te ne vai o no alla chitarra, peggio di una Star spangled banner per Nixon a Woodstock. Lo spettacolo però deve ancora cominciare. La gente si riversa sui forum dove ha inizio l’Armageddon di civiltà ca pummarola n’coppa. Il primo Derby dichiarato tra arte alta e musica dei bassi. Fremono i siti. La “musica calata nel sociale” contro l’a-sociale Regina dei Cuori. L’asso che piace alla gente che piace contro l’asso che piglia (di) tutto (Tatangelo compresa). Tra una sgrammaticatura ed una piccata difesa della vera musica o della vera Napoli, emergono ritratti meschini in commenti agro-dolci. Un vero e proprio derby napoletano, tra O’razi e Cu’riazi, camorra ed eticamente a prova di clan, melodia ed internazionalismo, Maurizio Costanzo e Bassolino, reciproche accuse di esser delle saponette, Loigino Giuliano e il sottobosco dell’arte (prima di quella piccola e poi di quella vera) contro l’Uomo che cammina sulle acque e che fa pagare Piazza Plebiscito (che non si fa), uno scontro fratricida tra zulù, finalmente il Derby anche a Napoli, città di solito monomaniaca e compatta nelle passioni, a memoria d’uomo il primo.
NAPOLI CONTRO NAPOLI – Nel forum di Yahoo o da qualche parte su youtube, almeno come si dice al vomero, si ciacola.
Il Blasco la mette sul lei, Gigi, non sa con chi suono io : “Sono contento che sia stato fischiato. Non è un vero artista, si vende al miglior offerente anche per pubblicizzare la carta igienica. Fra un pò lo vedremo anche all’isola dei famosi. Voleva mettersi a paragone con un musicista con la M maiuscola. Uno che ha suonato con Santana, Pat Metheny, Richie Heavens, e chi più ne ha più ne metta”. Meno male che Hendrix è morto sennò avremmo visto pure lui nell’elenco degli Zio Tom, a cantare come un Rocky Roberts “O’scarrafone..stasseri lo buccio”, Dio ti ringrazio. Rotola, di risulta, a proposito di carta igienica, il d’alessiano Fabiopex che ristabilisce le distanze : “Il vostro grande pino è stato fischiato da tutte le persone che erano fuori dalle transenne!!!”. Ne fa quindi una odiosa questione di censo, i ricchi al fischio e i poveri al ri-fischio. Inoltre ci tiene a precisare che “i cammorristi siete VOI! ..quando discrimini questa è camorra!” (sta a vedere adesso che D’Alessio è rumeno). Per poi concludere degnamente: “ringraziate che la piazza era chiusa ai soli fan di pino perchè se nò non si sarebberero permessi di fischiare Gigi a Napoli, perchè le avrebbero prese come si usa negli stadi (io non approvo ma questa è la realtà)”. E se pensate che vi basti non approvare il se nò, ovverosia il sennò di poi tagliato dalla odiosa transenna, sappiate che v’ho risparmiato un bel “Pino D’Aniele”(ma questa è la realtà). “Si gigi ha le sue colpe ma evidentemente si è fatto perdonare”: evidentemente. Dovesse morire sul palco come voleva fare Mick Jagger, lo perdonerebbero subito dalla contentezza e gratitudine, but i know, it’s only Gigi D’Alessio. Buone notizie intanto per il buco nel bilancio di Roma : “Anch’io c’ero!!!hi hi hi!che bello vedere umiliato quell’essere proprio nella sua (EX)città!”. Interviene a gamba tesa sul luogo comune dei D’Alessiani fate ignoranti Caterina con un uso scorrettamente corretto dei congiuntivi ed un “deprecabile” piazzato proprio al principio. Non ci son dubbi e non ne ho. Segnalo l’abuso a quelli del forum. I danielani la fan facile : “basta fare un ritornello orecchiabile e il successo è fatto”. Basta ? Credimi, amico, è più facile scarabocchiare due coltissimi e incomprensibili assoli in nome dell’arte per un nome di grido che inventare la nuova acqua calda. C’è chi, Bibi, avanza l’ipotesi che quei fischi fossero diretti a chi ha organizzato il concerto : fantastico, fischiare D’Alessio per fischiare Daniele, nemmeno Veltroni era arrivato a tanto per vincer perdendo. Stanchi di tanto lassismo, direttamente da Piazza Navona arrivano a Piazza Plebiscito i comici dell’intransigenza : “è un giudizio etico e morale quello che ci ha spinto a fischiare non un discorso di gusti”. E meno male che il gusto l’hanno escluso da soli. Siamo una cosa sola noi lazzari felici (o meno) qui a Napule na ? Non più.
Nel caso dei due Mascalzoni (uno Latino, l’altro dicon tout court), non siamo più una Cosa e solo nostra. Di cose nostre, siamo diventati almeno due. Ma e’ solo un bleccaut della Storia volemose bene tra i complementari chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato di questi posti. La Rivolta a schiacciare l’intruso o meglio il raffigurato intruso (o’)animale come nel finale kafkiano è da tradizione imbeccata e poi spenta dall’alto. Hanno pagato per sentire magari non un camorrista ma di sicuro un grande equilibrista. Ogni scarafone è bello a Pino suo. Il zozzo Gigi D’Alessio è ‘na carta sporca ed il professor Pino Daniele, il quale smesso il ’68 come Sarkò “vuole capire”, la raccoglie eccome. A parte una dichiarazione ancora bellicosa chè pauperista, “Le lenticchie mi piacciono”, Pino stesso, nel silenzio di Gigi cui han spiegato che se parla toglie ogni dubbio, prova a distendere gli animi pugnandi ed a stendere gli ultimi fans dei suoi vent’anni: «I fischi a Gigi mi hanno ferito, è razzismo» Vero, bisogna sempre rispettare chi sta peggio di noi, in fondo anche questa è sinistra, tranquilli miei Prodi. A D’Alessio glielo spiegano come un riconoscimento di negro biango dal nero a metà. Insieme, da anime nere, per “salvare la città”. Ma allora se non è stato (come lo è stato) Daniele a sobillar la rivolta, chi è stato ? a qualcuno dei nostri, fidato, va data la colpa. Sarà stato o’ munaciello o uno spirito ancor più dispettoso, fognesco e triviale. Chi vedesse la Bella ‘mbriana, ad esempio di zoccola rovina grandi famiglie, è pregato di portarla al comando di questa ritrovata Una faccia, Una nazione per attentato ad o’ scarrafone. Ed all’Unità nazionale.























a mme me piace o blues e o’scarrafone…madò se stavo lì!
Ma non c’è proprio confronto tra D’Alessio e Pino Daniele!!…Le canzone di Gigi son canzonette d’amore, mentre la Pino Daniele attraverso la musica fa parlare Napoli!
Non dimentichiamo “Quando Quando” che è stata anche la colonna sonora di uno dei film del grande Troisi! Forza Pinooooooo!
Gloria…in qualcosa concordiamo…visto?!
Purtroppo non c’è nemmeno confronto tra il Pino Daniele di adesso e quello di una volta. Non per niente ma l’ispirazione è qualcosa di diverso dal mestiere e seppure il secondo ha sopperito al primo il risultato non è lo stesso.
Ergo, io trovo molto antipatico Gigi d’Alessio e ho pure gongolato a vederlo fischiato come dice Ricchiuti ma non penso proprio che sia giusto. E’ il gusto dello snobismo che si prendiamo qualche volta ma per piacere non cerchiamo di dire che abbiamo anche ragione.
Grazie Ricchiuti per averci messi al muro!
seguo da sempre pino daniele che considero un genio ed un innovatore oltre che uno storico ed un continuatore della tradizione musicale napoletana dal ‘200 per passare dal principe Gesualdo fino ad oggi
il suo lavoro è anche sperimentazione ed innovazione
al contrario Gigi d’ Alessio è una buona voce per musica orecchiabile di facile ascolto
d’ alessio è il presente senza radici e quindi senz futuro, daniele è il futuro perchè ha radici nel passato di cui è continuatore………
i confronti sono impossibili…il rispetto è d’ obbligo !
pino daniele e un grandeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee sei il piu grande pino.