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pubblicato il 13 luglio 2008 alle 11:49 dallo stesso autore - torna alla home

Chi ha incastrato Pino Daniele? La polemica dei “fischi” a Gigi D’Alessio in Piazza Plebiscito, un derby della napoletaneità doc fra due anime della città.

Scarrafone a chi ?
Premessa : i due artisti, Pino Daniele e Gigi D’Alessio, da tempo si schifano. Perché ? E’ la noble art del far soldi con l’arte nobile. Avendo la stessa casa discografica, quello che vende e guadagna l’uno lo sa anche l’altro. Così che quello dei due che guadagna e vende oramai di meno, come natura spesso dispone è il più vecchio, chiama incultura il successo dell’altro e cultura il proprio insuccesso. Ricambiato, chiamando, il proprio successo, invidia, da eguale acrimonia o se volete acribia solo Gigi ne sapesse il significato. Tutto il  Histoire d’O’(scarrafone), stracci e mazzate che volano in un piatto di lenticchiemondo, Napoli compresa, è (Stra)paese. I due personaggi diversissimi l’uno dall’altro, uno col culto della Famiglia da fare impressione che s’è fatto (e continua imperterrito a farsi) da solo e l’altro laico ed aperto al mondo, contaminato da far quasi senso, si schifano ma prudentemente, e commercialmente, non si schivano. Al concerto a pagamento (dei fessi) di Piazza Plebiscito, Pino ha invitato anche Gigi. Un compromesso storico a vantaggio sia del vecchio che il nuovo, più del vecchio però che però muore prima o comunque già puzza: tra le sette note si fa plateale sin dai tempi di Presley-Sinatra e poi Presley & The Beatles e in società si chiama passaggio del testimone (Gigi, non avere paura). E per fortuna di chi ha bisogno sempre di qualcosa da dire (e poi da scrivere), i buoni proponimenti hanno fatto la fine che meritano. Chi avesse ancora dei dubbi sulla serietà delle questioni di principio, può tranquillamente illanguidirsi.

TRASCORSI – Daniele, in realtà, dopo la scofanata di nobili ideali e sceltissime amicizie durata quasi tutta la vita si è ammorbidito. Uno che è stato pazzo a vent’anni d’altronde non può che finire savissimo. E’ pur sempre “senza potere” (come da suo carnet da balle) ma più vecchio, più povero e senza gli amici potenti in Regione. O altrove. Ha smarrito il favore dei grandi numeri, il Sud in favore di Gigi e ora rischia col Vento del Nord. Dopo sette anni ha perduto la querela di Bossi e ora dichiara che la Lega non è più mica “una vergogna” (come cantava, toh, proprio O’Scarrafone) ma è un partito maturo come maturati sono i soldi che le deve dare (forse spera in uno sconto). Ed allora a proposito di soldi e rifiuti (siamo pur sempre nella NeoNapoli di Bassolino) invita D’Alessio. Che, da scorfano che non si può rifiutare, vende ed arriva ovunqueGigi%20d%27Alessio%201 Histoire d’O’(scarrafone), stracci e mazzate che volano in un piatto di lenticchie, anche a Fanfulla, ed un po’ di potere l’ha costeggiato sin da quando faceva posteggia ai versi del Re di Forcella (pentiti entrambi, o quasi, Gigi non pervenuto). Per poi continuare senza sosta, con quella voce alta e leggera, da Costanzo alla fine del mese sin fino alla fine del mare. Gli manca, come a tutti i Soprani, soltanto il Loggione alla Scala. La malizia sta nel farlo entrare sul palco a cantare O’scarrafone. Proprio lui. E non, che so, l’occasione lo meritava, Iddio lo benedica, che Fica. Una istigazione al martirio, proprio.

TRIONFO ANTICAMORRA – Ed è infatti un trionfo di fischi, di insulti. Di anticamorra militante, persino (su uno striscione che verrà poi sequestrato). I paganti, forse per scaricare il costo del concerto che, andato in tv, solo loro in tutta Italia hanno pagato, sono tutti con Pino che, consapevole o meno, ci marcia, in un empito di follia senile, silurando D’Alessio con una Te ne vai o no alla chitarra, peggio di una Star spangled banner per Nixon a Woodstock. Lo spettacolo però deve ancora cominciare. La gente si riversa sui forum dove ha inizio l’Armageddon di civiltà ca pummarola n’coppa. Il primo Derby dichiarato tra arte alta e musica dei bassi. Fremono i siti. La “musica calata nel sociale” contro l’a-sociale Regina dei Cuori. L’asso che piace alla gente che piace contro l’asso che piglia (di) tutto (Tatangelo compresa). Tra una sgrammaticatura ed una piccata difesa della vera musica o della vera Napoli, emergono ritratti meschini in commenti agro-dolci. Un vero e proprio derby napoletano, tra O’razi e Cu’riazi, camorra ed eticamente a prova di clan, melodia ed internazionalismo, Maurizio Costanzo e Bassolino, reciproche accuse di esser delle saponette, Loigino Giuliano e il sottobosco dell’arte (prima di quella piccola e poi di quella vera) contro l’Uomo che cammina sulle acque e che fa pagare Piazza Plebiscito (che non si fa), uno scontro fratricida tra zulù, finalmente il Derby anche a Napoli, città di solito monomaniaca e compatta nelle passioni, a memoria d’uomo il primo.

NAPOLI CONTRO NAPOLI – Nel forum di Yahoo o da qualche parte su youtube, almeno come si dice al vomero, si ciacola. G1CP9MMNDQ5S Histoire d’O’(scarrafone), stracci e mazzate che volano in un piatto di lenticchieIl Blasco la mette sul lei, Gigi, non sa con chi suono io : “Sono contento che sia stato fischiato. Non è un vero artista, si vende al miglior offerente anche per pubblicizzare la carta igienica. Fra un pò lo vedremo anche all’isola dei famosi. Voleva mettersi a paragone con un musicista con la M maiuscola. Uno che ha suonato con Santana, Pat Metheny, Richie Heavens, e chi più ne ha più ne metta”. Meno male che Hendrix è morto sennò avremmo visto pure lui nell’elenco degli Zio Tom, a cantare come un Rocky RobertsO’scarrafone..stasseri lo buccio”, Dio ti ringrazio. Rotola, di risulta, a proposito di carta igienica, il d’alessiano Fabiopex che ristabilisce le distanze : “Il vostro grande pino è stato fischiato da tutte le persone che erano fuori dalle transenne!!!”. Ne fa quindi una odiosa questione di censo, i ricchi al fischio e i poveri al ri-fischio. Inoltre ci tiene a precisare che “i cammorristi siete VOI! ..quando discrimini questa è camorra!” (sta a vedere adesso che D’Alessio è rumeno). Per poi concludere degnamente: “ringraziate che la piazza era chiusa ai soli fan di pino perchè se nò non si sarebberero permessi di fischiare Gigi a Napoli, perchè le avrebbero prese come si usa negli stadi (io non approvo ma questa è la realtà)”. E se pensate che vi basti non approvare il se nò, ovverosia il sennò di poi tagliato dalla odiosa transenna, sappiate che v’ho risparmiato un bel “Pino D’Aniele”(ma questa è la realtà). “Si gigi ha le sue colpe ma evidentemente si è fatto perdonare”: evidentemente. Dovesse morire sul palco come voleva fare Mick Jagger, lo perdonerebbero subito dalla contentezza e gratitudine, but i know, it’s only Gigi D’Alessio. Buone notizie intanto per il buco nel bilancio di Roma : “Anch’io c’ero!!!hi hi hi!che bello vedere umiliato quell’essere proprio nella sua (EX)città!”. Interviene a gamba tesa sul luogo comune dei D’Alessiani fate ignoranti Caterina con un uso scorrettamente corretto dei congiuntivi ed un “deprecabile” piazzato proprio al principio. Non ci son dubbi e non ne ho. Segnalo l’abuso a quelli del forum. I danielani la fan facile : “basta fare un ritornello orecchiabile e il successo è fatto”. Basta ? Credimi, amico, è più facile scarabocchiare due coltissimi e incomprensibili assoli in nome dell’arte per un nome di grido che inventare la nuova acqua calda. C’è chi, Bibi, avanza l’ipotesi che quei fischi fossero diretti a chi ha organizzato il concerto : fantastico, fischiare D’Alessio per fischiare Daniele, nemmeno Veltroni era arrivato a tanto per vincer perdendo. Stanchi di tanto lassismo, direttamente da Piazza Navona arrivano a Piazza Plebiscito i comici dell’intransigenza : “è un giudizio etico e morale quello che ci ha spinto a fischiare non un discorso di gusti”. E meno male che il gusto l’hanno escluso da soli. Siamo una cosa sola noi lazzari felici (o meno) qui a Napule na ? Non più.anna tatangelo Histoire d’O’(scarrafone), stracci e mazzate che volano in un piatto di lenticchie

Nel caso dei due Mascalzoni (uno Latino, l’altro dicon tout court), non siamo più una Cosa e solo nostra. Di cose nostre, siamo diventati almeno due. Ma e’ solo un bleccaut della Storia volemose bene tra i complementari chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato di questi posti. La Rivolta a schiacciare l’intruso o meglio il raffigurato intruso (o’)animale come nel finale kafkiano è da tradizione imbeccata e poi spenta dall’alto. Hanno pagato per sentire magari non un camorrista ma di sicuro un grande equilibrista. Ogni scarafone è bello a Pino suo. Il zozzo Gigi D’Alessio è ‘na carta sporca ed il professor Pino Daniele, il quale smesso il ’68 come Sarkò “vuole capire”, la raccoglie eccome. A parte una dichiarazione ancora bellicosa chè pauperista, “Le lenticchie mi piacciono”, Pino stesso, nel silenzio di Gigi cui han spiegato che se parla toglie ogni dubbio, prova a distendere gli animi pugnandi ed a stendere gli ultimi fans dei suoi vent’anni: «I fischi a Gigi mi hanno ferito, è razzismo» Vero, bisogna sempre rispettare chi sta peggio di noi, in fondo anche questa è sinistra, tranquilli miei Prodi. A D’Alessio glielo spiegano come un riconoscimento di negro biango dal nero a metà. Insieme, da anime nere, per “salvare la città”. Ma allora se non è stato (come lo è stato) Daniele a sobillar la rivolta, chi è stato ? a qualcuno dei nostri, fidato, va data la colpa. Sarà stato o’ munaciello o uno spirito ancor più dispettoso, fognesco e triviale. Chi vedesse la Bella ‘mbriana, ad esempio di zoccola rovina grandi famiglie, è pregato di portarla al comando di questa ritrovata Una faccia, Una nazione per attentato ad o’ scarrafone. Ed all’Unità nazionale.

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