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Paolo Onofri: è morto il papà del piccolo Tommy scomparso nel 2006

È morto Paolo Onofri, il papà del piccolo Tommaso, meglio conosciuto come Tommy, il bambino rapito ed ucciso a Casalbaroncolo, in provincia di Parma, il 2 marzo 2006. L’uomo era stato colpito da un attacco cardiaco l’11 agosto del 2008 e da allora non aveva più ripreso conoscenza. Si è spento alle 3 e 30 circa di stamane nella clinica privata di Fontanellato, sempre in provincia di Parma, dove era ricoverato da tempo nel reparto di medicina. In seguito alla scomparsa di suo figlio era diventato volto molto conosciuto al pubblico. La vicenda della sua famiglia commosse l’Italia intera.

 

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IL RAPIMENTO E L’UCCISIONE DI TOMMY – Il piccolo Tommy fu ucciso poche ore dopo il rapimento da Mario Alessi e Salvatore Raimondi. Ma nei giorni successivi alla scomparsa, quando ancora il giallo non era stato chiarito, fu proprio il papà Paolo ad essere sospettato come responsabile di quanto accaduto. Per lui arrivò anche il sospetto di pedopornografia per alcuni file scoperti in un computer di sua proprietà.

LA RICOSTRUZIONE – Dalla sentenza del processo emerge che il piccolo Tommaso fu ucciso da entrambi i rapitori in un tentativo di rapimento a scopo estorsivo, compiuto per esotrcere denaro ai coniugi Onofri (Paolo e Paola Pellinghelli), per mettere le mani precisamente su cinque milioni di euro che avrebbero poi diviso anche con la complice Antonella Conserva, moglie di Alessi. Il piano andoò diversamente. Secondo i giudici che hanno ricostruito la vicenda, Alessi e Raimondi la notte del rapimento furono presi dal panico, non sapendo che fare quando forse non trovarono la Conserva ad attenderli, e il panico li avrebbe poi spinti a sbarazzarsi nel peggiore dei modi dell’incomodo ostaggio. Un vero riscatto non fu in realtà mai chiesto. Il primo dei colpevoli a confessare la partecipazione al rapimento fu Alessi, un mese dopo il delitto. Il corpo di Tommaso fu trovato in un casolare abbandonato sepolto sotto del fieno, proprio in un punto indicato da indicato dall’assassino, lungo l’argine del fiume Enza. Raimondi, intanto, veniva incastrato dalle impronte lasciate sul nastro adesivo utilizzato per legare i coniugi Onofri.

LA CONDANNA – La Cassazione nel 2010 ha confermato il carcere a vita per Alessi e la condanna a vent’anni di reclusione per Raimondi, giudicato con rito abbreviato. La Conserva, che avrebbe dovuto occuparsi del bimbo di 18 mesi dopo il rapimento, in attesa del riscatto mai pervenuto agli Onofri, è stata condannata a 24 anni di carcere. Il piccolo Tommaso morì pochi minuti dopo essere stato tolto dal seggiolone davanti ai genitori.