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La sperimentazione animale e lo scontro della Lav con la senatrice 5 Stelle

“Vivisezione ecco perché non partecipiamo al convegno al Senato”. Il post, pubblicato su Lav, spiega per filo e per segno perché la Lega Antivivisezione non aderisce al convegno a Palazzo Madama, intitolato “Sperimentazione animale, diritto alla conoscenza e alla salute” che si è tenuto in queste ore alla Sala Zuccari (Palazzo Giustiniani). A spiegarlo è Michela Kuan (Responsabile nazionale LAV settore Vivisezione):

Non è un campo neutro di confronto, non è un confronto alla pari. Per questo non parteciperò martedì 14 gennaio al convegno sulla sperimentazione animale formalmente promosso dalla Commissione Sanità del Senato ma, di fatto, gestito solo dalla Presidente De Biasi e dalla senatrice a vita Elena Cattaneo, uniche due parlamentari previste nel programma. Ed è proprio strano che la richiesta di partecipazione sia giunta, come minimo irritualmente, proprio dal segretario di una senatrice a vita – indicando per l’accredito al convegno un indirizzo email di altra persona all’Università di Milano – e non dall’Ufficio di Presidenza della Commissione.

Ma la Lav non è neanche “ben amata” dalle altre realtà animaliste. Da una parte, come denuncia Lav, il “fuoco amico” della senatrice Fattori. Dall’altra le eterne polemiche con Pae e Ugda (Comitato Ufficio Garante Diritti Animali). Che succede nel fronte della lotta per la sperimentazione animale?

sperimentazione animale Lav MoVimento 5 Stelle (4)

IL FUOCO AMICO DI FATTORIAccuse. Sono quelle che partono da Lav verso la senatrice Elena Fattori alla luce del parere (perplesso) dato in Commissione Senato sul recepimento direttiva Ue:

Nel lungo e complesso iter di quella che sarà la nuova legge sulla vivisezione, c’è da registrare l’incredibile parere approvato ieri dalla XIV Commissione politiche europee del Senato. Sostanzialmente si dice che lo Schema di Decreto Legislativo, nelle pur minime parti di restrizione dei test su animali, è “anti Unione Europea”, anche per il comma di chiusura definitiva di Green Hill non toccato, almeno quello, dalla scure utilizzata dal Governo per calpestare l’articolo 13 della Legge 96 di delegazione europea. Chi se ne importa della posizione contraria di diversi luminari del diritto comunitario, evidentemente inutile il pronunciamento del Ministro degli Affari Europei, Moavero. Ma la cosa davvero strana è che proponente, relatrice di questo provvedimento, è stata la senatrice Elena Fattori del Movimento 5 Stelle. Nell’incontro avuto con lei prima di Natale, e ancora ieri mattina via telefono con il suo assistente, avevamo avuto assicurazione che diversi nostri richiami erano stati fatti propri dalla senatrice. D’altronde, abbiamo pensato, con gli ancora recenti pronunciamenti di Beppe Grillo contrari alla vivisezione, era un bene che fosse stata nominata relatrice del provvedimento, in quella Commissione, una grillina. Che ieri ha riscosso il Si della Commissione ma il voto contrario fra gli altri, di suoi due compagni di gruppo

e ancora…

La senatrice Fattori si è affrettata a scrivere ieri che la questione era tecnica (allora la prossima volta eleggiamo un Parlamento di tecnici, non di cittadini e politici) e che la vera battaglia deve essere l’abolizione della direttiva europea. Certo, infatti le firme sono state raccolte anche per quell’obiettivo, ma lei da parlamentare nazionale ha servito su un piatto d’argento alla lobby baronale e oscurantista della vivisezione una bandiera bianca, peraltro fatta non di streaming e contatto con le persone ma di chiusura nella sua stanza del Palazzo. E, incredibile ma vero, lei era, con tutto il suo gruppo, appena sette mesi fa, proponente di emendamenti, all’allora articolo 12, che avrebbero rafforzato, se approvati, quell’essere “anti Unione Europea” del provvedimento. La senatrice Taverna, ora capogruppo M5S, allora criticò, a verbale, anche noi associazioni animaliste perché ci “accontentavamo” di quell’articolo (che guarda caso, tanto è concreto, che ha scatenato una campagna contraria senza precedenti). Allora eravate al Senato, a differenza della Camera, per il +1. Ieri lei è stata per il –tutto, assieme a Giovanardi e Chiti. Dov’è un minimo di coerenza senatrice Fattori? Ah, giá, lo stavamo dimenticando, lei fino a poco tempo fa ha fatto sperimentazione sugli animali.

guarda la gallery:


(Getty Images)

E LA DIRETTIVA? – La senatrice Fattori del MoVimento 5 Stelle però non ci sta e domenica riprende su Facebook un comunicato Pae: «La Lav in Italia finge di contrastare la direttiva sulla sperimentazione animale ma in sede europea ha votato a favore. Ecco spiegata la manovra denigratoria di Felicetti nei confronti del MoVimento 5 Stelle: la direttiva contestata non solo fu sostenuta a livello europeo dalla LAV, ma Felicetti si è “dimenticato” di emendarla in tempo utile entro Novembre 2010 per introdurre le norme anti Green Hill senza cadere in infrazione. Ora pretendeva che il MoVimento 5 stelle nascondesse che tale inadempienze costranno pesantemente agli italiani in termini di procedura di infrazione». Il link però contiene un comunicato del Partito Animalista Europa di maggio che parla del “tradimento” da parte del Eurogroup for animals:

I lavori della Commissione dell’Unione Europea incentrati sulla revisione della Direttiva 86/609/CEE, iniziati nel novembre 2008, sono stati condizionati dall’industria e dalla lobby vivisettoria mentre del tutto inefficiente l’azione della lobby animalista rappresentata dall’ EUROGROUP FOR ANIMALS cui fa parte la LAV, unico membro italiano. Tale bieca irresolutezza ha lasciato la Direttiva sola, tuona l’europarlamentare Sonia Alfano «La proposta era in stato di abbandono. Nessuno salvo le lobby industriali, che minacciavano di andare via dall’Europa, pensava più alla vivisezione»

E nello specifico (secondo le accuse del Pae quello che la Lav non ha fatto a Bruxelles):

Due anni dopo la scandalosa approvazione della Direttiva 2010/63/UE sulla sperimentazione animale, i cittadini europei possono finalmente dire in forma istituzionale “noi questa legge non la vogliamo!” Il 19 aprile è stato depositato presso il registro della Commissione Europea il testo di STOP VIVISECTION. Entro 60 giorni la Commissione dovrà registrare ufficialmente l’iniziativa e a partire da quel momento sarà possibile raccogliere le firme, cartacee o digitali. La Direttiva 2010/63/UE (detta “per la protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici”), non ha avviato il percorso di abolizione di ogni forma di sperimentazione animale come previsto dai trattati europei, secondo i quali le politiche dell’UE devono tenere pienamente conto delle esigenze e del benessere degli animali in quanto esseri senzienti. I lavori della Commissione dell’Unione Europea incentrati sulla revisione della Direttiva 86/609/CEE, iniziati nel novembre 2008, sono stati condizionati dall’industria e dalla lobby vivisettoria mentre del tutto inefficiente l’azione della lobby animalista rappresentata dall’ EUROGROUP FOR ANIMALS cui fa parte la LAV, unico membro italiano. Tale bieca irresolutezza ha lasciato la Direttiva sola, tuona l’europarlamentare Sonia Alfano “La proposta era in stato di abbandono. Nessuno salvo le lobby industriali, che minacciavano di andare via dall’Europa, pensava più alla vivisezione”.

LA LETTERA PER LAV – Anche l’Ugda ha chiesto più prese di posizione da parte di Lav. Lo ha fatto con una lettera aperta:

Ad ogni modo non è che il mondo animalista chieda l’impossibile… Vorremmo, per cortesia, solo sapere:

1) perchè la LAV non ha ancora preso, come detto sopra, una posizione durissima , pubblica e mediatica contro politici e lobbies affaristiche come hanno fatto subito tante altre associazioni minori(solo per numero di iscritti e visibilità) . In genere la LAV “fà molto più rumore” in occasione delle sue campagne di tesseramento
2) perchè la LAV non sia stata la prima a proporre la manifestazione di protesta. In caso di ritardi o “negligenza” potrebbe, comunque, rimediare anche ora mettendosi alla testa del corteo e organizzandolo con tutti i potentissimi mezzi che ha a disposizione.Il tempo sarebbe più che sufficiente perchè la manifestazione sta già prendendo forma spontaneamente
3)perchè la LAV non si sia posta subito tra le associazioni italiane che hanno ostacolato la legge: vedi sempre intervista On. Sonia Alfano che in tal senso cita positivamente solo LEAL( con la quale fin dal primo momento ha collaborato Chiliamacisegua) e La Coscienza Degli Animali

Qui sotto la risposta di Felicetti, presidente Lav…

RISPOSTA DI FELICETTI, che ci rimanda al loro sito e non chiarisce nulla in merito alle nostre tre domande(neppure il sito). Non aggiungiamo altro e proseguiamo imperterriti nella nostra battaglia contro la legge scandalo. E “BRAVA” LEGA ANTIVIVISEZIONE!!!! “Buonasera. Vi ringrazio per aver chiesto direttamente informazioni. La nostra posizione su un argomento sul quale stiamo facendo inizative e una campagna nazionale da quasi tre anni è su http://www.lav.it/index.php?id=690 Qui troverete risposte alle vostre domande”.

LA CORSA ALLE EUROPEE – L’Eurogroup for animals influirà non poco alle elezioni a Bruxelles. Ha lanciato una campagna che impegna i deputati canidati a “garantire” una legge quadro sul benessere degli animali. Così come si chiede ulteriore controllo nel trasporto di animali vivi e nella legislazione sulla protezione degli animali e assicurare che sia applicata in tutta l’UE. Ma chi fa parte dell’Eurogroup? Solo la Lav.

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E ora la battaglia più che sul versante europeo si sposta su Montecitorio. Come annuncia via Twitter il prsidente Lav Felicetti il decreto in questione è in questi minuti tema della Commissione Affari sociali:

Ma il fronte non pare unito, mentre in rete si sfilano vecchie azioni e diffidenze. Come finirà?