Luigi Bisignani: dalla P2 alla P4 e quegli amici che volevano il Corriere
15/06/2011 - Trovare pane per la “macchina del fango”: questa la missione del giornalista arrestato. E mentre i colleghi di Rcs sono in rivolta, emergerebbero particolari su Letta e Bocchino Acquisire notizie riservate ed anche segretate su procedimenti penali in corso ma
Trovare pane per la “macchina del fango”: questa la missione del giornalista arrestato. E mentre i colleghi di Rcs sono in rivolta, emergerebbero particolari su Letta e Bocchino
Acquisire notizie riservate ed anche segretate su procedimenti penali in corso ma anche raccogliere informazioni sui dati sensibili strettamente personali e riservati “riguardanti
in particolare esponenti di vertice delle istituzioni e delle alte cariche dello Stato” per “infangare” ovvero per “poter poi ricattare ed esercitare indebite pressioni sui medesimi esponenti delle istituzioni”. E’ una delle accuse mosse al sodalizio di cui farebbero parte anche Luigi Bisignani e il parlamentare del Pdl Alfonso Papa, per il quale il tribunale di Napoli ha inviato al Parlamento la richiesta di autorizzazione a procedere per la custodia cautelare in carcere. Misura motivata dalla possibilita¯’ di inquinamento delle prove, dal pericolo di fuga e dalla possibile reiterazione del reato.
E A RCS TREMANO - Intanto i giornalisti di Rcs sono sul piede di guerra: Bisignani sarebbe infatti socio in affari dei Farina, accreditati come probabili acquirenti della testata. E affidano a due comunicati le loro preoccupazioni:
Come abbiamo richiesto al CDR questa mattina durante l’incontro informale che si è svolto nella redazione di Novella 2000, noi giornalisti delle testate coinvolte nell’ipotetico pacchetto di vendita chiediamo che venga convocata subito un’assemblea permanente dell’intera periodici. Comprendiamo l’esigenza attendista di alcuni, ma ormai non è più tempo di attendere, perché alla luce di quanto pubblicato oggi dal Sole 24 ore le ipotesi di cui si vociferava da mesi sono ormai una notizia. Con tanto di acquirenti, sull’onestà dei quali è la cronaca di oggi a parlare. Pertanto oltre all’assemblea, il cui scopo è quello ovviamente di bloccare i lavori, intendiamo coinvolgere gli organi di informazione nazionali per dare massima visibilità alla vicenda, e a tale scopo sarebbe più che opportuna una partecipazione dell’intera azienda alla protesta.
È indispensabile a questo punto far sentire forte la nostra voce, che sia per ottenere la tanto attesa smentita pubblica di ogni ipotesi di vendita o per costringere chi ha operato in maniera ignobile, a bloccare una trattativa svolta fin’ora sottobanco per ragioni ingiustificabili. In questa situazione anche le ore contano, e quindi richiediamo che in mancanza di risposte immediate (il silenzio aziendale significa una conferma delle voci) il CDR convochi l’assemblea permanente entro le 16:30.
I giornalisti della Rcs Periodici sono indignati per il colpevole silenzio di azionisti e vertici aziendali sulle voci di vendita di una parte delle nostre testate. Silenzio che oggi appare ancora più sconcertante alla luce delle notizie di cronaca sull’arresto di Luigi Bisignani, faccendiere piduista, nelle ultime ore coinvolto in un’altra inchiesta su una presunta organizzazione criminale, la P4. Bisignani è uomo legato alle aziende dei Fratelli Farina, accreditati tra i possibili acquirenti del pacchetto di giornali della periodici. Azionisti e management di Rcs Mediagroup vogliono davvero ac costare il proprio nome a questo tipo ambienti e personaggi? I giornalisti di Rcs Periodici diffidano l’azienda dal proseguire su questa strada e si aspettano una decisa smentita da parte dei soci che domani si riuniranno nel Comitato esecutivo. Una smentita che a questo punto appare improcrastinabile anche a tutela del buon nome delle testate giornalistiche e del gruppo editoriale
I giornalisti della Rcs Periodici da questo momento sono in assemblea permanente e si riservano ulteriori forme di mobilitazione a tutela e garanzia dell’occupazione, dell’indipendenza e dell’autonomia professionale.
“AVVISAVO LETTA” - Intanto emergono particolari sui verbali del neoarrestato. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta sarebbe stato informato di ‘tutte le vicende’ giudiziarie ‘che potevano riguardarlo direttamente o indirettamente’ ottenute da Luigi Bisignani attraverso il parlamentare del Pdl Alfonso Papa, che a sua volta le riceveva da fonti delle forze di polizia. E’ quanto ha fatto mettere a verbale, nell’interrogatorio del 9 marzo scorso, lo stesso Bisignani, arrestato oggi nell’inchiesta sulla P4. ‘Mi chiedete se io informassi Letta delle notizie e delle informazioni riservate di matrice giudiziaria comunicatemi da Papa – risponde l’ex giornalista ai magistrati napoletani -. A tal riguardo vi dico che sicuramente parlavo e informavo il dottor Letta delle informazioni comunicatemi e partecipatemi dal Papa, e in particolare di tutte le vicende che potevano riguardarlo direttamente o indirettamente come la vicenda riguardante Verdini, come la vicenda inerente al procedimento che riguardava lui stesso (cioe’ il Letta) e il Chiorazzo e come, da ultime, la vicenda inerente al presente procedimento’. Ad un certo punto, prosegue Bisignani nell’interrogatorio, ‘nel contesto delle indagini sulla cricca (l’inchiesta sugli appalti del G8 dei magistrati perugini, ndr), usci’ una conversazione in sui si parlava di uno ‘zio’; ricordo che si disse che poteva essere Letta, mentre si trattava del rettore dell’Universita’ di Tor Vergata, tale Renato Lauro’.
BOCCHINO - Sarebbe stato Italo Bocchino ad informare Luigi Bisignani dell’inchiesta napoletana sulla P4. Lo dice ai pm lo stesso ex giornalista nell’interrogatorio del 9 marzo e lo ribadisce in occasione del confronto tra i due che avviene una settimana dopo, il 14. Confronto nel quale Bocchino conferma di aver parlato dell’indagine ma di averlo fatto dopo che la notizia era uscita sui giornali. ‘Un giorno – dice ai magistrati il 9 marzo Bisignani – Bocchino mi disse di aver appreso che Papa (Alfonso Papa, ndr) era indagato e che a Napoli c’era una indagine e delle intercettazioni che riguardava alcune schede procurate e diffuse dal Papa…Bocchino parlo’ espressamente di una indagine di Napoli ma non fece mai il nome dei magistrati’. Parole confermate il 14 marzo: ‘…vi ribadisco che il Papa, quando io gli dissi delle intercettazioni e delle schede – informazioni passatami da Bocchino – mi diceva che aveva fatto i suoi giri negli ambiti della Guardia di Finanza…’. Lo stesso giorno i magistrati sentono il vicepresidente di Futuro e Liberta’ e gli chiedono quale sia la sua versione ‘Rispondo – mette a verbale Bocchino – che l’affermazione del Bisignani risulta imprecisa e che il Bisignani abbia riassunto piu’ (nostri) colloqui: ricordo che in un primo tempo io mi limitai a dire al Bisignani che vi erano semplicemente delle voci generiche e vaghe su talune attenzioni giudiziarie sull’onorevole Papa da parte della procura di Napoli; ricordo, invece, che della vicenda delle schede intercettate io parlai con Bisignani successivamente dopo che tale notizia era uscita sui giornali. In precedenza erano solo rumors e boatos e non ricordo da chi con precisione…Ricordo di aver parlato con Bisignani della vicenda da dicembre ultimo ad oggi, forse quattro o cinque volte; ricordo che il Bisignani si mostrava preoccupato e che era ancora piu’ preoccupato dal fatto che Alfonso Papa sottovalutava la questione’. I pm Francesco Curcio e Henry John Woodcock, viste le dichiarazioni contrastanti, decidono di mettere i due a confronto, che avviene sempre il 14 marzo. Ecco cosa si dicono Bocchino e Bisignani. Bisignani: ‘Confermo quello che ho gia’ detto. Ti ricordi Luigi che presso la Galleria Sordi, prima che la notizia fosse uscita sulla stampa, mi dicesti che avevi raccolto notizie sul fatto che vi era un’indagine che aveva ad oggetto le schede telefoniche di Papa. Ricordo bene che tu, preoccupato, in quanto sei mio amico, mi chiedesti se per caso non avessi anche io usufruito delle schede del Papa. Io, mentendo, ti dissi di no e ricordo che tu ne fosti molto sollevato. Nel senso che recepisti che io non ero coinvolto in questa storia’. Bocchino: ‘La circostanza che tu hai riferito e’ in se’ esatta ma la collochi in un momento sbagliato. E’ vero che ti dissi dell’indagine sulle schede del Papa e che verosimilmente ti chiesi se per caso anche tu le avessi utilizzate. Tuttavia cio’ avvenne in un momento successivo alla pubblicazione delle notizie su questa storia’. Bisignani: ‘io ricordo che mi hai detto questo fatto in epoca precedente’.












P2 P3 P4 NWO.. lista massoni dal nord al sud su: http://www.uominiliberi.eu