Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
pubblicato il 12 dicembre 2008 alle 15:06 dallo stesso autore - torna alla home

Gli attentati in India hanno avuto un effetto collaterale: quello di ridare voce a certe facili generalizzazioni e semplicistici attacchi al mondo arabo. Un atteggiamento che traspare anche dalle parole di esponenti del clero cattolico

All’indomani degli attentati di Mumbai del 26 novembre, l’Occidente si è svegliato. Ha scoperto che il terrorismo affligge l’India da molti anni e che, dal 2002 a oggi, ha già assassinato 600 civili innocenti. 3099219992 8c47f919c2 lIslam non è cambiato dal Medioevo? Il Monsignore e la benzina sul fuocoQuando una notizia del genere arriva così “inaspettata”, spesso l’opinione pubblica reagisce attingendo ai vecchi stereotipi (per non dire pregiudizi), che sono del resto molto più semplici da accettare rispetto alla (molto intricata) realtà della situazione. Sulla scia dei numerosi attentati che hanno flagellato diversi paesi, islamici e non, in questi anni molte persone hanno iniziato a guardare all’Islam in maniera diversa dalle altre religioni. Monsignor Camillo Ballin, vicario apostolico del Kuwait, affermò nell’ottobre 2007: «Il fatto che la religione islamica diventi “sfida o minaccia” per l’Occidente dipende molto da noi perché l’Europa può diventare Eurarabia nel giro di 30-40 anni». Ognuno di noi dovrebbe affrontare gli argomenti di cui parla con un minimo di obiettività, evitando generalizzazioni pericolose: eppure, dopo questi attentati, ha ripreso vigore quella corrente di pensiero che vede nell’Islam un nemico storico, una “minaccia latente” che si nasconde nei cuori del miliardo e mezzo di persone che praticano questo credo.

ISLAM = TERRORISMO? – Ultimamente ho letto due articoli molto interessanti di Andrea Gilli sul sito epistemes.org che cercano di confutare questo genere di pregiudizi. Gilli sostiene, per esempio, che è assolutamente sbagliato incolpare “in toto” una religione e i suoi fedeli, basandosi solo sulle affermazioni e sulle gesta di pochi fanatici. Nessuno si sognerebbe mai di incolpare il cristianesimo per ciò che hanno fatto, nell’arco dei secoli, tutti coloro che si definivano cristiani.Il perché è ovvio: appartenere a un credo non equivale ad essere sempre e automaticamente dalla parte del giusto (o del torto), e, allo stesso tempo, nessun uomo può pretendere di rappresentare la sua religione (al più può cercare di attenersi ad essa). Parlando di questo argomento, è forte la tentazione di vedere un processo di continuità storica che lega gli attentati di oggi con l’espansione musulmana durante il Medioevo. Manca però qualsiasi presupposto per farlo: oggi i paesi islamici non hanno mire espansionistiche a livello 3099219990 fac8670cbd lIslam non è cambiato dal Medioevo? Il Monsignore e la benzina sul fuocomondiale. Perdipiù, alcuni di essi combattono attivamente la guerra al terrorismo (Egitto, Iraq, Afghanistan, Pakistan, Marocco, Algeria, ecc.). Un esempio di come “Islam” e “terrorismo” non siano sinonimi da usare a piacimento è l’Iraq: dal 2003 sono morti circa 100.000 civili di fede islamica ad opera dello stesso fanatismo che si dice “ispirato da Allah“. È evidente, quindi, che il problema in questione non è la religione.

ATROCITÀ E DIFFERENZE – Certo, si potrebbe obbiettare che alcuni passi del Corano si prestino ad essere, diciamo, “male interpretati“. Per esempio, il verso 56, Surah 4, dice: “Coloro che non hanno creduto ai nostri segni, noi li arrostiremo nel fuoco”. O il verso 4, Surah 47 : “Perciò, quando incontri i non credenti, colpiscili al collo, e quando avrai provocato un bagno di sangue fra loro, legali saldamente”. Oppure il verso 89, Surah 4 : “…se rinnegano la religione islamica, catturali e uccidili dovunque li trovi”. È chiaro che da queste frasi non emerge molta tolleranza verso il prossimo. Ma non si legge forse, nell’Antico Testamento, che Sodoma e Gomorra vennero distrutte per le abitudini sessuali, non proprio ortodosse, dei suoi abitanti? Eppure, i cristiani e gli ebrei di oggi non mettono al rogo gli omosessuali. Allo stesso modo, dunque, non si può dire che tutti gli islamici seguano alla lettera il Corano, né che chi commette quegli atroci delitti sia ispirato da esso. La differenza tra il nostro presente e il passato di queste religioni non sta nelle Sacre scritture, che sono rimaste le stesse, ma nei loro fedeli, che hanno accettato una loro diversa lettura.

LA SFIDA VERA – Intendiamoci: un problema, e grave, esiste. Monsignor Ballin non sbagliava quando sosteneva che “bisogna esigere la legalità: se nelle moschee un imam predica l’odio contro l’Occidente, deve 3099219994 c0de0abc80 lIslam non è cambiato dal Medioevo? Il Monsignore e la benzina sul fuocoessere espulso”; sbagliava invece quando metteva sullo stesso piano Islam e fanatismo islamico. Mentre una religione non può essere, né lo sarà mai, una “sfida” per l’Occidente, il terrorismo lo è già ora. Il fatto che ci siano degli invasati che vogliono imporre con la forza una religione (o meglio, una particolare interpretazione della stessa) nella vita pubblica e privata di milioni di persone è una grave violazione dei principi di tolleranza e libertà su cui si basano i paesi civili. In sostanza, non c’è da preoccuparsi nel vedere aumentare il numero di islamici in Europa (la Costituzione c’è apposta per difendere i diritti di ognuno, indipendentemente dalla propria fede); c’è da allarmarsi quando le nostre istituzioni e i nostri cittadini vengono presi di mira, all’estero o in patria, dalle stesse persone che opprimono anche i musulmani nei loro paesi d’origine.

57 commentistampa - fallo leggere