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Le orribili selfie dei ragazzini che si tagliano da soli

Il fenomeno è in visibile espansione in gran Bretagna, dove si cerca di arruolare come mentori dei giovani in difficoltà quelli che hanno superato questa brutta esperienza.

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COME L’ANORESSIA – L’autolesionismo è una manifestazione patologica di disagio abbastanza diffusa tra gli adolescenti. Gli atti di autolesionismo di solito sono consumati in segreto dalle famiglie e un tempo erano conservati come un segreto. Oggi invece sempre più giovani riprendono le ferite che si sono procurati e le pubblicano in rete.

UNA RICHIESTA D’AIUTO – Un gesto che secondo gli esperti significa ricerca di solidarietà tra chi soffre le stesse pene, ma anche una richiesta di ascolto e di comprensione da parte del mondo degli adulti, generalmente all’oscutro di questi tormenti, un modo come un altro per far sapere a quanti sono loro vicini che hanno un problema. Anche se poi non mancano i gruppi o le comunità che, come accade per le anoressiche, si ritrovano coinvolti in discussioni e forum nei quali si scambiano esperienze e consigli, quando non s’innescano dinamiche competitive. Anche in questo caso la pratica è molto più diffusa tra le ragazze che tra i ragazzi.

NUMERI IN AUMENTO – In Gran Bretagna nel 2012 sono stati medicati all’ospedale 22.000 giovani vittime di episodi di autolesionismo, con un incremento del 41% sull’anno precedente, ben il 50% tra i dodicenni. Per contrastare il fenomeno alcune associazioni stanno formando adolescenti che sono passati per l’esperienza ad assistere i coetanei che hanno questo problema.

UNA PRATICA OGGI PIÙ TOLLERATA –  Purtroppo sembra che all’aumento dei numeri corrisponda un mutamento culturale che ha sdoganato questi comportamenti, un tempo respinti dagli adolescenti che non vi partecipavano, favorendone la diffusione molto più di quanto non accadesse un tempo.