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Il ragazzo che muore per fermare un kamikaze a scuola

In Pakistan è diventato una sorta di eroe nazionale il 14enne Aitazaz Hasan, uno studente che ha perso la vita per fermare un kamizake pronto ad innescare una bomba in una affollata scuola di Hangu, nella provincia settentrionale di Khyber Pakhtunkhwa. A raccontare l’episodio sono stati i testimoni dello sventato attacco dell’attentatore.

 

ragazzo suicida pakistan per fermare kamikaze 2

 

LA CORSA CONTRO L’ATTENTATORE – Stando a quanto ricostruito dal The Express Tribune, Aitazaz, giunto in ritardo a scuola, era stato tenuto lontano dalle lezioni e stava chiacchierando all’esterno dell’edificio con il suo fratello maggiore Majtaba, quando un altro studente ha improvvisamente avvertito della presenza di un uomo dotato di detonatore. Mentre gli altri ragazzi correvano ai ripari, invece di fuggire Aitazaz si sarebbe dunque avvicinato di corsa all’attentatore (apparentemente di età compresa tra i 20 e i 25 anni), il quale avrebbe poi fatto esplodere l’ordigno uccidendo solo se stesso e il giovane e coraggioso studente. «Non avrei mai pensato per mio fratello una morte così grande. Ha sacrificato la sua vita per l’umanità», ha raccontato Mujtaba in un’intervista al The Express Tribune.

L’ELOGIO DEL PRESIDENTE SU TWITTER – In effetti il rischio di strage era altissimo. Nella scuola Ibrahimzai erano presenti circa 2mila studenti. L’attacco, avvenuto in una regione a prevalenza sciita, è stato rivendicato dal gruppo anti-sciita Lashkar e Jhangvi. Ad esprimere la propria vicinanza alla famiglia di Aitazaz e di elogio per il gesto eroico compiuto dal giovane, su Twitter, anche il presidente del Pakistan Imran Khan e una dei più noti giornalisti del paese, Nasim Zehra. Il preside della scuola di Hangu, Lal Baz, sempre dal sito di microblogging, intanto, ha denunciato la mancata visita dei funzionari della provincia alla famiglia del giovane martire. I giovani pakistani, infine, sul web chiedono che al loro concittadino (molto amato nel suo villaggio) venga assegnato un adeguato riconoscimento.

(Credit immagini: Afp / Twitter)