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Usa: il nuovo paradiso della cannabis libera

Il Colorado ha dato il via con la liberalizzazione della vendita della cannabis, ora anche lo Stato di New York ha allentato le restrizioni, anche se limitandolo il consumo delle droghe leggere ai soli fini terapeutici. Come lo è stato il proibizionismo contro l’alcol, ora anche il divieto di marijuana inizia ad apparire in relitto del passato negli Stati Uniti.

Cheyenne Fox

VENTUNO STATI – Negli Usa in 21 Stati la marijuana potrà essere consumata fini terapeutici. Alla lunga lista si è aggiunto lo stato di New York, su impulso del governatore democratico Andrew Cuomo, in passato contrario a qualsiasi allentamento delle severe leggi anti cannabis. La carriera del’attuale governatore di New York è stata infatti costruita su un chiaro profilo di garante dell’ordine, costruito con un apprezzato percorso da Attorney General, sorta di ministro della Giustizia statale. Ora però il clima negli Stati Uniti è mutato, e la dura repressione della guerra alla droga, che ha storicamente colpito sopratutto i consumatori della marijuana e dell’hashish, appare parzialmente sorpassata, quantomeno per quanto riguarda la cannabis. Secondo gli ultimi sondaggi si è formata una maggioranza di favorevoli alla legalizzazione a livello nazionale, un radicale mutamento rispetto a solo pochi anni fa. Un cambiamento di opinione costruito sopratutto grazie ai più giovani, che sono favorevoli ad una depenalizzazione completa delle droghe leggere in modo quasi plebiscitario.

INTERESSE POLITICO – Come nota Spiegel Online, nella scelta di Andrew Cuomo c’è un evidente calcolo politico. Dopo la liberalizzazione della marijuana e dell’hashish nello stato del Colorado il clima, sopratutto nella base progressista, è tutto orientato verso la depenalizzazione della cannabis. Per questo motivo il governatore di New York ha annunciato che il suo stato si aggiungerà alla lista degli altri 20 che consentono la marijuana a scopi terapeutici. Tempo fa l’amministrazione Obama aveva lanciato un vero e proprio scontro contro la California, dove la vendita per scopi terapeutici della cannabis aveva generato un vero e proprio boom di quest’industria, con una forte infiltrazione della criminalità. La guerra alla marijuana appare però fuori dal tempo, un po’ come lo è stato il probizionismo contro l’alcol imposto alla fine degli anni dieci, e che favorì l’ascesa della mafia negli Stati Uniti. Cuomo ha ambizioni presidenziali, e per vincere alle primarie democratiche il sostegno alla depenalizzazione della cannabis appare un posizionamento politico assai conveniente.

DEMONIZZAZIONE FINITA – Nel 2005 la Corte Suprema confermò il divieto delle droghe leggere a livello federale, ma da allora la marcia della liberalizzazione della marijuana è apparsa inarrestabile. Le proteste contro questa svolta arrivano solo da esponenti delle generazioni più avanti negli anni, come la nota giornalista Tina Brown, che ha scritto come con la cannabis libera gli americani saranno più grassi e più stupidi, incapaci così di competere coi cinesi. Posizioni che però convincono solo la parte anziana dell’elettorato, perchè i più giovani non si fidano più degli antichi stereotipi. La crescita demografica delle minoranze etniche è un ulteriore fattore che spiega la spinta pro droghe leggere. Benchè consumata da bianchi come da neri o ispanici, la severa legislazione anti stupefacenti degli stati americani ha colpito in modo prevalente solo gli afro-americani, ed in subordine i latinos. L’America multietnica è stanca di questa palese discriminazione, per un’attività che ormai non viene più condannata socialmente come capitava fino a qualche anno fa.

PUBBLICITÀ VERDE – La marijuana piace anche al business a stelle e strisce, che vede un nuovo mercato potenzialmente miliardario su cui investire. Secondo alcuni osservatori, le cui stime sono riportate da Der Spiegel, la liberalizzazione degli stupefacenti cannaboidi potrebbe portare a tassi di incremento di questo specifico mercato del 18%, con un giro d’affari pari a 100 miliardi di dollari. Cifre assai interessanti, forse esagerate, ma che vengono in parte confermate dalle nuove pubblicità che ammiccano all’erba libera. La campagna low cost Spirit propone vendite scontate nel nuovo paradiso della cannabis, il Colorado, spiegando di aver spento il segnale dei non fumatori, che caratterizza tutti gli altri voli. La marca di gelato Ben & Jerry’s invece ha proposto una pubblicità che ha come tema la fame chimica che colpisce chi fuma la marijuana o l’hashish. Segnali di come le droghe leggere siano sempre più accettate socialmente, e valutate come interessanti dagli agenti economici che vogliono realizzare profitti.