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La tempesta solare e la pioggia di radiazioni verso la Terra

Il Sole non ci invia solo luce e calore. Dalla nostra stella è in arrivo una tempesta di radiazioni che non può certamente la vita della Terra ma può senz’altro causare piccoli problemi alle comunicazioni. Ne parla oggi la stampa americana riprendendo il sito web scientifico Howstuffworks.com. A destare interesse tra i ricercatori è un’espulsione di massa coronale (Cme), ovvero un’espulsione di materiale dalla corona solare. La tempesta, spiegano gli esperti, si espande rapidamente, espellendo miliardi di tonnellate di particelle nello spazio e provocando un’onda d’urto che si propaga fino a miliardi di chilometri di distanza.

 

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LA TEMPESTA GEOMAGNETICA – Precisamente, il materiale espulso sotto forma di plasma nelle espulsioni di massa coronale, costituito prevalentemente da elettroni e protoni, viene trascinato dal campo magnetico della corona. Quando la nube raggiunge poi la Terra essa può disturbare il suo campo magnetico, comprimendolo o espandendolo, e, in seguito riconnessione dello stesso campo magnetico, generare migliaia di miliardi di watt di potenza diretti verso l’atmosfera superiore. Le espulsioni possono dunque disturbare le trasmissioni radio, creare interruzioni di energia e danneggiare satelliti e linee di trasmissioni elettriche.

I RISCHI PER LE COMUNICAZIONI – «L’esplosione di radiazione – spiega oggi Joe Kunches del Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration) a Boulder in Colorado – ha spinto alcune compagnie aeree a cambiare i percorsi degli aerei. Stanno cambiando il loro piano di volo al fine di garantire comunicazioni continue. Non battono rotte polari, ma più a sud». La Cme è prevista per oggi e rischia di interessare anche applicazioni Gps. Intanto la Nasa ha rinviato il lancio dalla Virginia del veicolo spaziale Cygnus, che dovrebbe portare rifornimenti alla Stazione spaziale internazionale. C’è, infine, una buona notizia: le tempeste geomagnetiche producono aurore mozzafiato. Uno spettacolo ben visibile, spiegano i media americani, soprattutto dal nord degli Stati Uniti.