Miccichè lascia il PdL e il governo

09/06/2011 - “Esco dal partito ma resto in maggioranza, il mio incarico è nelle mani di Berlusconi”, dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Era ampiamente annunciato, ma oggi è arrivata la ratifica. Gianfranco Miccichè, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, lascia ufficialmente

     
 

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“Esco dal partito ma resto in maggioranza, il mio incarico è nelle mani di Berlusconi”, dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio

Era ampiamente annunciato, ma oggi è arrivata la ratifica. Gianfranco Miccichè, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, lascia ufficialmente il Popolo delle Libertà e il suo posto nel governo, rimettendo l’incarico nelle mani del premier. Il quale oggi aveva detto di aver parlato con il leader di Forza del Sud e di aver saputo che non se ne sarebbe andato del tutto se non dopo l’estate.

L’INTERVISTA AL MESSAGGERO – “Rivoltiamo la frittata. Noi di Forza del Sud siamo stanchi di essere succubi della Lega. Faremo capire che il Meridione c’è e che deve contare”, aveva affermato Micciché stamattina in una intervista al Messaggero, nella quale confermava l’intenzione di non assicurare l’indiscriminato sostegno al governo da parte del suo gruppo Forza Sud, composto da 7 senatori e 12 deputati. “Sono stufo. L’unico problema di questa maggioranza sembra essere quello di spostare o meno i ministeri a Milano. Una follia – prosegue -. Bossi e Berlusconi, a causa della crisi dei loro partiti, hanno perso il contatto con il Paese reale. Basta guardare alla Lega: una volta si batteva per i problemi veri della sua gente, ora pensa solo a come prendere la fondazione Cariplo, dove spostare i ministeri, quali poltrone accaparrarsi. Io questa situazione qui non la reggo più”.

L’AMICIZIA PER SILVIO - “Qui è scontata solo l’amicizia per Berlusconi – aggiungeva – e spero e prego di poter restare alleato della maggioranza. Ma i nostri voti in Parlamento non sono scontati: decideremo caso per caso e diremo sì solo ai provvedimenti che ci troveranno d’accordo”, “se questo è utile al Sud, siamo prontissimi a condizionare ogni scelta del governo. Diremo: o si fa così, o non votiamo. La Lega ci ha insegnato molto”. Chiedete poltrone? “L’opposto, le posizioni di governo non ci interessano. Vogliamo essere liberi”. Si dimetterà da viceministro? “Se farò un gruppo all’interno del centrodestra non ne vedo motivo. Diversamente il mio incarico sarà a disposizione del presidente del Consiglio”. Berlusconi cosa ha detto? “Nulla. Non ci ho parlato. Siamo amici, ma la mia scelta e quella del partito sono in piena autonomia. Punto a creare un gruppo autonomo, ma non è così facile: servono 20 deputati e attualmente siamo poco più di dieci. Vedremo. L’importante è che Forza del Sud cresca e si radichi sul territorio, restare nel gruppo Misto non sarebbe un problema”. E conclude: “Ormai non posso più andare a casa mia a Palermo, trovo gente che chiede l’elemosina, madri con bambini in braccio che implorano aiuto per comprare il latte: al Sud non ci sono più i soldi per mangiare. Ed è questa è l’Italia che Berlusconi, Bossi e Tremonti non vedono dai vertici di Arcore”.

     
 

4 Commenti

  1. aol scrive:

    Si si, va bene, lasci il pdl ma resti in maggioranza, ciò significa che devi ricattare il nanerottolo per ottenere qualche cosa… ma andatevene tutti a fancccccccccuuu

  2. VOTA si scrive:

    chiaccherone lo sappiamo che vuoi in cambio qualche poltrona!!!

  3. lamafiasicilianaricatta scrive:

    Miccicchè vaffanculo tu e tutta la sicilia! Se ti cacciano il ricatto che cosa ti resta, mafioso di merda. Chi ti conosceva prima che berlusconi ti partorisse? Stupida figura sottomafioso-ricattatrice

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