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«Vi racconto cosa significa essere un gay di destra»

«Frocio, ti è andata bene. Poteva esserci benzina e non acqua». La bottiglia è arrivata in faccia a Salvatore Fiorello, giovane omossessuale di Roma. A lanciargliela in pieno volto due stranieri alla stazione Termini di Roma. Salvatore ha dei grandi occhi chiari ed è il presidente della Rosa Nera, associazione gay di destra. È stato minacciato pesantemente qualche giorno fa nel cuore della Capitale. Sono queste le ultime parole che ha sentito prima del lancio in viso e prima della sua denuncia alla stazione di Polizia situata a pochi passi. Il suo caso è stato denunciato dal Gay Center ma il giovane racconta di minacce continue. Contattato da Giornalettismo spiega: «Ieri uno in motorino in via XX Settembre mi ha investito e mi ha replicato: Che ti devo dire finocchio?».

People attend the annual Gay Pride parad

A TESTA ALTA – «Non so perché ricevo questi insulti – racconta Salvatore – non capisco». Il ragazzo si è battuto in prima linea per i diritti LGBT: «Ho minace forse perché mi sono esposto alle comunali (fu candidato con al Consiglio Comunale e municipale del IV Municipio con il “Fronte Giustizialista” ndr)? Ho fatto per anni l’animatore nei villaggi, sono ballerino, capito spesso in salotti televisivi e programmi. Continuerò a farlo uguale. A testa alta». Mentre la polizia sta acquisendo i filmati della sua aggressione, Salvatore, con il viso ancora gonfio, spiega perché Roma non è ancora sicura: «Trattiamo diversi casi ed è assurdo quello che succede in Italia mentre all’estero ci possiamo sposare». Nella Capitale con altri ragazzi sostiene un movimento particolare in difesa dei diritti gay dal punto di vista però dell’elettorato di destra. «Chi voto io? Silvio Berlusconi».

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(Photocredits LaPresse)

DI DESTRA E CATTOLICO – L’associazione di cui Fiorello fa parte ha lo scopo di fornire assistenza a chi è in difficoltà e a precisare una identità politica che spesso non è ben rappresentata: «Anche quelli di destra sono gay perché si cita solo la sinistra LGBT? Anche Lele Mora, Alessandro Cecchi Paone, Alfonso Signorini sono per i diritti gay e di destra. Per questo faccio parte di GayDiDestra». Il ragazzo è credente. «Io ho dubbi sull’identità trans per esempio. Alla fine non conta “la tuta” ma quello che si è dentro no? Quando ho ricevuto quelle minacce mi chiedevo perché? Cosa ho fatto di male? Piangevo. Ho pure pregato la Madonna». Il pensiero nella mente è verso chi nella stessa città ha deciso di farla finita: «Perché si deve arrivare a questo punto?».

MA POLITICA E CHIESA? – Ma se da esponenti del centrodestra ci sono remore sui diritti Lgbt, gli attivisti di un “altro” colore politco come reagiscono? Emilio Manaò coordinatore nazionale della Rosa Nera spiega: «Giovanardi contro Renzi? Ricordiamo però che Giovanardi a suo tempo espresse una sua proposta legislativa sugli attacchi agli omossessuali.  La sostanza è questa: se da una parte la sinistra vuole quei diritti non si spiega perché il cattivo debba esserci solo a destra». «Noi rivendichiamo – spiega – politiche che nascono dalla destra. La sinistra ha sempre rivendicato questa lotta ma se si vedono i contenuti ottenuti in questi anni sono pari allo zero. Camillo Benso conte di Cavour durante l’Unità d’Italia aveva già predisposto il registro ed una legge per le “unioni affettive“. Bloccato poi dalla posizione dei monarchici e della sinistra». Anche i termini per loro sono “differenti”: «Noi per esempio parliamo di gayfobia non omofobia. Non si attacca l’uomo in quanto esser umano. Noi vogliamo diritti pieni, riconoscimento giuridico e non slogan. Non abbiamo ancora una legge e non c’è sicurezza nelle nostre città. Noi guardiamo il piatto che piange. Pe esempio non ho notato attestazioni di stima nel mondo politico di sinistra sul caso del nostro Presidente». E sulla Chiesa? «Abbiamo apprezzato le recenti parole di Papa Francesco. Si tratta di una apertura eccezionale, una dichiarazione di accettazione in un mondo che sta cambiando. Il Papa vuole trovare una Chiesa che tenga aperte le sue porte anche davanti a persone come noi, cristiane».

TERRA MIA NON CI SEI – Salvatore Fiorello viene dalla Sicilia, da un piccolo paesino del catanese: «Purtroppo i miei non l’hanno presa bene. Per questo sono in giro “per il mondo”. Sono venuto qui a Roma per cercare un impiego nel mondo dello spettacolo». Il ragazzo afferma che è dura ma nonostante tutto tiene la testa alta: «Ogni giorno che passa sono sempre più forte. Non ho paura. Se sto bene io questo mi basta». E se avesse davanti ad un omofobo? «Cosa è un omofobo? Siamo tutti uguali ci si deve accettare per quello che si è. Ognuno ha il suo modo di vivere. E anche per i giovani: non drogatevi. La vita è bella. Bisogna saperla affrontare».