L’ennesima sciagura del mondo del lavoro. E, oltretutto, un costo per lo Stato senza pari. Mentre basterebbe investire in sicurezza, e magari evitare che gli ispettori tornino in letargo…
Uno degli aspetti secondari del problema degli incidenti sul lavoro è dato dai costi sociali, da quei costi cioè sostenuti dalla collettività, derivanti dagli infortuni sul lavoro sia quando essi sono leggeri (mancate ore di lavoro) sia quando sono permanenti (invalidità o malattie professionali). In questi casi lo Stato, tramite l’Inail, spende delle cifre enormi, stimate intorno ai 45 miliardi di euro. Sebbene questo aspetto sia secondario rispetto alla vita delle persone è evidente che un processo di
riduzione dei costi dello Stato potrebbe passare attraverso un abbattimento di questo onere. Infatti se pur vogliamo considerare che probabilmente metà di questa cifra è dovuta alla componente “incidenti stradali” che fa parte degli infortuni sul lavoro resta una cifra enorme che giustifica investimenti in questo senso anche massicci. Se si guardano invece i provvedimenti in materia del governo si fa un gran parlare di sanzioni ma non si va al cuore del problema: la carenza dei controlli. In Italia l’addetto principale a questi controlli è l’ispettore del lavoro. Ebbene a fronte di circa 5 milioni di aziende si hanno circa 2800 ispettori.
POCHI CONTROLLI - Le stime parlano di u
n numero di aziende controllate pari a circa il 5 per cento (con la solita fortissima disparità tra nord e sud. E non che i controlli non scoprano nulla! Un dato tra i tanti, in Lazio, considerava che il 43 per cento delle aziende controllate era irregolare per quanto riguarda il lavoro sommerso mentre un altro studio indicava che il 65 per cento dei cantieri edili non era in regola. Il problema però è che fino a quando la probabilità di essere beccati è inferiore al 5 per cento (e in alcune regioni ancora più basso) il rischio è così basso che conviene affrontare una multa e non le spese connesse alla sicurezza. Per questo motivo il modo di guadagnare, salvando anche la pelle dei lavoratori, sarebbe quello di porsi come obiettivo l’aumento
della percentuale di aziende controllate.
INVESTIRE IN SICUREZZA CONVIENE – Se consideriamo che un lavoratore in media costa 50-100 mila euro all’anno un aumento di 1000 ispettori potrebbe essere ampiamente coperto da una riduzione di appena 1% degli incidenti sul lavoro. Ma se si aumentasse di 3-4 volte la percentuale di aziende controllate si avrebbe un effetto valanga per cui il rischio di farla franca sarebbe così basso che quasi tutte le aziende si metterebbero a posto: allora una fetta consistente di quel costo sociale potrebbe essere abbattuto. Ma ancora una volta da meno fastidio inasprire e sbandierare le sanzioni che non i controlli per cui, come mi disse una volta un ispettore del lavoro incontrato sul treno, con l’avvento del secondo governo Prodi gli ispettori si erano dovuti svegliare dal letargo dei 5 anni precedenti, letargo a cui, temiamo, il governo capitanato dal migliore degli amici degli imprenditori li ha di nuovo destinati.




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Non vedo il nesso. Se l’ultimo dei dipendenti pubblici è comandato dal capo del governo (chiunque esso sia), stiamo freschi.
I controlli vengono fatti se il capo di un ufficio dice di farli, se premia quelli che li fanno, se viene premiato dal suo dirigente se li fa fare, se il suo dirigente ha un premio (che può essere carriera o semplicemente salvare il suo posto) se fa un niumero x di controlli.
Poi c’è sempre quello coscienzoso che continua a fare il suo dovere e allora gli danno sempre più lavoro mentre gli altri si beccano vacanze e premi
Vedi il potere delle strutture piramidali può essere piuttosto forte quando si toccano interessi particolari. E tutto questo è a norma di legge ovviamente
Si possono fare i complimenti per questo articolo? ^_^
E’ importante la prevenzione, la necessità di investire risorse pubbliche (non sempre è uno spreco!) per qualcosa che non è un costo, ma un investimento. Investire in sicurezza è giusto e conviene!!
Un sorriso, è sicuro.
C.
Dopo annni e anni di lavoro serio, con ore di lavoro fuori orario NON PAGATE e uno stipendio uguale a quello dell\’impiegato imboscato in ufficio mi sto chiedendo: ma chi ce lo fa fare?
in questi giorni ho repirato porvere di vetro per alcune ore, mi sono arrampicato su impalcature e tetti, ho dovuto usare il telefono cellulare personale per chiamare l\’Ufficio, siamo stati minacciati da extracomunitari clandestini e da datori di lavoro che abbiamo \”pizzicato\” con parecchi dipendenti in nero.
ORA BASTA, che ci vada quell\’assenteista di Brunetta a fare questo lavoro.