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La vera storia degli immigrati che prendono più soldi degli invalidi civili

La macchina del fango di chi mal digerisce le politiche per l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati e per il sostegno ai rifugiati è sempre in funzione e sempre pronta ad attaccare i politici ritenuti maggiormente responsabili di quelle politiche. L’ultimo esempio dell’interesse a manipolare le informazioni per descrivere una realtà diversa è la bufala dell’esistenza di una cura di Cecile Kyenge e di Laura Boldrini che consentirebbe agli immigrati di ricevere più soldi degli invalidi civili.

 

Corteo "Accoglienza e solidarietà con tutti gli immigrati contro il razzismo"

 

IL FINTO ALLARME – Sul web da alcuni mesi circola su blog e social network in varie forme la notizia fasulla che avverte di una maggiore attenzione e di un maggiore esborso economico dello Stato italiano per il sostegno agli immigrati rispetto a quanto lo stesso Stato spende invece per gli invalidi civili. Ministro e presidente del Senato, in particolare, vengono regolarmente accusate per consistenti assegni mensili che verrebbero elargiti agli stranieri giunti clandestinamente sul nostro territorio, assegni più alti rispetto a quelli destinati a malati cronici costretti su sedia a rotelle.

I NUMERI DELL’ACCUSA – La realtà sembra invece ben diversa. La notizia degli immigrati che ricevono più soldi degli invalidi ripresa con vigore da chi critica le politiche per l’accoglienza e l’integrazione nasce da un post pubblicato in rete lo scorso 16 maggio dal blogger Franco Londei, malato di sla che si lamenta (non a torto) per l’assegno di invalidità civile ridotto a soli 286 euro anche per gli invalidi al 100%. Parlando del sostegno pubblico irrisorio, nel suo articolo Londei ha criticato aspramente l’esistenza di un contributo di Stato pari a 976,15 euro mensili destinati per i primi 35 giorni a coloro che arrivano in Italia e richiedono lo status di rifugiato politico, da ridurre poi a 557,80 euro in caso di respingimento della domanda. E ha criticato, altresì, una spesa da parte dello Stato di 40 euro al giorno (circa 1.200 euro al mese) in prestazioni dirette per ogni rifugiato e di altrettanti euro in prestazioni indirette (come la spesa sanitaria e i servizi generali dello Stato). Londei, quindi, ritenendo che «ogni clandestino che mette piede in Italia si dichiara perseguitato politico» giunge alla conclusione che ogni immigrato costa nel nostro paese circa 29.200 euro all’anno, ai quali andrebbero aggiunti poi una serie di benefit come le scuola materne gratuite e le case popolari.

LA CRITICA ALLA POLITICA – L’analisi di Landei non sembra del tutto avventata, considerando che il blogger nel suo articolo cita le fonti dei suoi dati. Ma certamente il modo semplicistico in cui viene presentato il fenomeno immigrazione e della richiesta di asilo (con equiparazione tra immigrati e rifugiati) genera un po’ di confusione che dà adito ai maliziosi (e ai razzisti di turno) di manipolare l’informazione. Tutto sembra più chiaro leggendo una discussione che ha coinvolto lo stesso Landei e altri blogger che hanno provato a sbufalare (o meglio, a far chiarezza) sulla storia dei 900 euro al mese per gli immigrati (in realtà rifugiati) e i soli 286 euro per gli invalidi al 100%.

IL CHIARIMENTO – Va precisato, dunque, che un immigrato clandestino in Italia rischia sicuramente il carcere ma non viene certamente sostenuto con un assegno. Stando poi a quanto riportato dalla Fondazione Leone Moressa (la stessa fonte citata da Landei) su 4,5 milioni di immigrati presenti in Italia, circa la metà ha un lavoro dipendente o in proprio, quasi mezzo milione è rappresentato da disoccupati e la restante parte è composta infine da minori e casalinghe. Ma soprattutto: i soldi che vengono destinati ai rifugiati politici o ai richiedenti asilo (per alcune settimane) fanno parte di un pacchetto comunitario a cui patecipano tutti i paesi dell’Ue. Non si tratta quindi di fondi di Stato italiani, si tratta di fondi che solo in parte versa l’Italia, e che dovrebbero essere restituiti all’Europa nel caso non venissero spesi del tutto. In sostanza, anche spendendo più soldi per gli invalidi civili (è questa la richiesta di Landei) certamente non verrebbero ridimensionate le cifre destinate agli immigrati. Al contrario, nessun ridimensionamento delle cifre investite dall’Ue nel sostegno ai rifugiati garantirebbe una maggiore spesa in favore degli invalidi.

(Fonte foto: LaPresse)