La sporca dozzina del golpe Usa

10 dicembre 2008

Altro che lo sdegno di Berlusconi&c o di Uòlter&C per qualche intercettazione telefonica più o meno pecoreccia o comunque invasiva della privacy! Negli Usa grazie alle intercettazioni è stato arrestato addirittura il governatore di uno Stato, per l’esattezza dell’Illinois, mister Rod Blagojevich. E’ finito in manette con l’accusa di corruzione e frode perché pare proprio volesse vendere il “posto” di senatore lasciatovacante da Barack Obama una volta eletto presidente degli Stati Uniti. Gli investigatori a quanto pare sono stati autorizzati da un magistrato a registrare segretamente alcune sue telefonate. Con lui è stato arrestato anche il suo capo di gabinetto, John Harris. Insomma, è come dire che sono finiti in galera il capo di Stato e il capo del governo dell’Illinois. Da notare che il primo cittadino di quello Stato degli Usa è stato investigato in silenzio per ben tre anni, durante i quali sono state passate al setaccio tutte le nomine e tutte le assunzioni fatte dal governatore durante il suo mandato. Altro che Clemente Mastella o la tribolata indagine “Why not” del volenteroso De Magistris.… Tutto bene, dunque? Più o meno. Voglio dire: non capisco allora perché non sono finite in galera anche la trentina di persone che alle penultime elezioni americane con un trucco hanno rubato la presidenza degli Usa al democratico Al Gore per farla vincere ad un inetto come il repubblicano George Walker Bush, con il mare di sangue che ne è conseguito. Il trucco è stato svelato per filo e per segno e per nome e cognome di tutti i quasi 3O gaglioffi. “Una sporca dozzina” sì, ma moltiplicato due e mezzo. Lor signori però non sono stati arrestati. E neppure semplicemente disturbati. 

I fatti. In un seggio della Florida una telecamera dell’edificio pubblico adibito a seggio elettorale si dà il caso che si trovasse sopra la parete che delimitava lo spazio dove lavoravano gli scrutinatori addetti al riconteggio delle famose schede contestate. E si dà il caso che dalla sua posizione potesse riprendere da un lato la trentina di energumeni che urlavano come scalmanati, mentre un paio di loro prendevano a calci la porta del divisorio, e dall’altra gli scrutinatori man mano prima nervosi, poi spaventati e infine terrorizzati al punto da dover davvero interrompere lo spoglio. “Basta contare! Al Gore sta rubando le elezioni!”, protestavano gli urlatori e gli scalciatori. A parte l’idiozia dell’affermazione “sta rubando le elezioni”, visto che il povero (si fa per dire) Al Gore non stava rubando un fico secco, sta di fatto che quelle schede, che avrebbero sicuramente fatto la differenza, non sono poi state più controllate – e quindi conteggiate – perché la Corte suprema degli Stati Uniti con la scusa della “mancanza di tempi tecnici” bocciò, grazie  al voto di alcuni giudici eletti sia da Bush padre che da Reagan, la verifica chiesta da Gore. E così il parlamento della Florida, che era a maggioranza repubblicana, se se non ricordo male governata da Jed Bush, fratello di George Walker, potè tranquillamente nominare i 25 “grandi elettori” dello Stato che votarono per Bush. Il resto della storia è noto. Ciò che è meno noto è che nei due anni successivi Robert Greenwald, produttore cinematografico di Woody Allen, ha realizzato un documentario di 20 minuti con la fotografia e le facce dei 30 tizi, ognuno indicato con tanto di nome e cognome. E’ così saltato fuori che quasi tutti ricoprivano a Washington cariche o lavoravano alle dipendenze dei più alti papaveri repubblicani del Senato e del Congresso. In più, è emerso che erano stati inviati a bella posta da loro capoccia al preciso scopo di bloccare lo spoglio. Come in effetti urlano e scalciando riuscirono a fare.

Insomma, di fatto un colpo di Stato, sia pure senza carri armati, senza barricare e senza neppure mezza manifestazione. Un golpe la cui conseguenza è stata, tra l’altro, la guerra all’Iraq e il disastro finanziario di proporzioni immani sotto il quale rischiamo di finire schiacciati anche noi del Bel Paese. Chissà, magari citare per danni con una bella “class action” quella trentina di figli di mignotta? Ah, che bello sognare….

6 commenti a La sporca dozzina del golpe Usa

  1. Mi pare una ricostruzione alquanto fantasiosa. Ho inserito il link alla pagina di Wikipedia EN che spiega bene i diversi recount fatti in Florida. Tutti i recount iniziati ma non completati avrebbero dato Bush vincitore; se invece fossero stati ricontati TUTTI i voti della Florida e non solo delle 5 contee richieste dai democratici avrebbe vinto Gore. I margini dipendono dal grado di tolleranza nell’accettare le schede contenenti errori formali.

    Review Method Winner
    Review of All Ballots Statewide (never undertaken)
    • Standard as set by each county Canvassing Board during their survey Gore by 171
    • Fully punched chads and limited marks on optical ballots Gore by 115
    • Any dimples or optical mark Gore by 107
    • One corner of chad detached or optical mark Gore by 60
    Review of Limited Sets of Ballots (initiated but not completed)
    • Gore request for recounts of all ballots in Broward, Miami-Dade, Palm Beach, and Volusia counties Bush by 225
    • Florida Supreme Court of all undervotes statewide Bush by 430
    • Florida Supreme Court as being implemented by the counties, some of whom refused and some counted overvotes as well as undervotes Bush by 493
    Unofficial recount totals
    • Incomplete result when the Supreme Court stayed the recount (December 9, 2000) Bush by 154
    Certified Result (official final count)
    • Recounts included from Volusia and Broward only Bush by 537

  2. Gateo

    Non ricordavo piu’ che l’alternativa a Bush2 fosse Gore.
    In pratica, nel 2004 gli Usa non avevano speranza di avere un presidente sensato.

    Ora mi spiego perche alla fine hanno scelto il male minore, pero’.

  3. Io invece ho letto “I presidenti americani e l’arte di recitare”, di Arthur Miller.
    pino nicotri

  4. Roberta

    Caro “AMICO”o meglio DIRETTORE,non parlo di 12 golpe:
    forse solo di uno.
    CHIARIAMOCI sul tuo libro”LA VERITA’”: le foto di papa Wojtyla in piscina, furono realizzate da 4 quattro photoreporters, uno, ero io.
    Con “i soldi” come tu scrivi, non ho comprato una casa, ma una villa sull’Appia Antica, sai, quella che era di Soraya!? Ma già,io ho solo un discreto curriculum! La tua acredine.
    Le tue fantasie! C’eri quando dici che “m’impadronivo del sacchetto”, (della ‘monnezza)
    forse hai fatto confusione, avevi forse un’accattone per amico, ma doveva essere un’accantone finto, i veri li amo! Mi hai visto in macchina ad aspettare? Non eri a Milano a “coltivare” i tuoi limoni? Comunque in quei periodi passavo le mie festività a Parigi: Boulevard S.Germain, e, mi avrebbe fatto alquanto schifo raccattare la spazzatura di chicchessia, Orlandi o Nicotri.
    Forse eri un’amico, ora non sei ne UOMO ne GENTILUOMO.
    Addio AMICO!
    P.S. COME DICEVA TOTO’:”SIGNORI SI NASCE!”

  5. Gateo

    Mi sono incasinato, le elezioni Bush-Gore col fattaccio erano quelle del 2000.

    Rimane che tra Bush e Gore gli americani c’avevano poco da godere.

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