Salerno, l’altra mancata vittoria del Pd
02/06/2011 - Vincenzo De Luca è stato eletto per la quarta volta sfiorando il 75% dei consensi. Ma è stato sostenuto da liste civiche, Psi e Sel, continuando la spaccatura col Partito democratico Il fatto che Bersani e Prodi abbiano festeggiato la
Vincenzo De Luca è stato eletto per la quarta volta sfiorando il 75% dei consensi. Ma è stato sostenuto da liste civiche, Psi e Sel, continuando la spaccatura col Partito democratico
Il fatto che Bersani e Prodi abbiano festeggiato la vittoria del centrosinistra a Roma, dove non si è votato, non è casuale. Non si può dire infatti che il loro Partito democratico abbia brillato. A Torino la vittoria seppur netta, era alquanto annunciata, avendo candidato un “pezzo da 90” quale Piero Fassino. A Bologna, roccaforte di sinistra, hanno perfino rischiato il ballottaggio, superando per una manciata di voti il 50%. A Milano e Napoli sappiamo com’è andata. Se nel primo caso il partito ha raggiunto il Pdl col 28% dei consensi, il candidato Sindaco è comunque di Sinistra, ecologia e libertà. Peggio ancora a Napoli, dove il Pd è arrivato solo al 16% e il candidato Sindaco Morcone è arrivato solo al 19%. Perfino a Salerno, la vittoria plebiscitaria dell’amatissimo dai salernitari “sceriffo” De Luca non è attribuibile al Pd.
CHI HA SOSTENUTO DE LUCA – Vincenzo De Luca è stato eletto per la quarta volta Sindaco di Salerno quasi ininterrottamente dal 1993, se non fosse stato per l’incandidabilità del 2001 causa i due mandati consecutivi (venne eletto comunque deputato). La sua vittoria è stata a dir poco schiacciante, avendo sfiorato il 75% dei voti, pari a 66.761 voti su 92.075 aventi diritto. Pur se figura tra i dirigenti del Partito democratico (e dei Ds prima della fusione), si è presentato alle elezioni con la lista civica Progressisti per Salerno, con la quale si è candidato fin dal 1993, e appoggiato da Campania libera, Salerno per i giovani, il Partito socialista italiano e Sel (in totale la coalizione si è aggiudicata il 64% dei consensi, 22 seggi su 30). Il Partito democratico non figura dunque neanche tra i partiti a sostegno, come se si trattasse di una nomenclatura da evitare, per non sciupare il filotto di vittorie schiaccianti cui è protagonista come detto dal ’93: ‘93-58%, ’97-71%, 2006-57%. Forse nella mente di Vincenzo De Luca brucia ancora la sconfitta dello scorso anno alle elezioni regionali campane. Sebbene in fondo annunciate. Il centrosinistra veniva dagli anni disastrosi della gestione Bassolino e calò l’asso De Luca per sperare nel miracolo. I danni furono quanto meno ridotti, giacché Caldoro ha vinto per 54% a 43%.
GLI ATTACCHI DI DE LUCA AL PD – Non a caso, lo scorso anno non sono mancate neppure le polemiche. Il 13 maggio 2010 ad un dibattito politico con il collega Gianfranco Valiante, auspicando un cambiamento di posizione interno al partito, si disse pronto a far “vivere in maniera autonoma l’esperienza politica di Campania Libera” e a lasciare il partito democratico. Inoltre in un comunicato stampa del 31 agosto 2010 riferendosi alla “Festa Nazionale del PD” ha espresso il “più vivo compiacimento per l’organizzazione della splendida “sagra” in corso di svolgimento a Torino”, stigmatizzando la scarsa attenzione del partito per il problemi reali del paese ed in particolare del mezzogiorno. Il 2 novembre, nell’ambito di un discorso sulla crisi dei rifiuti in Campania e delle beghe con la provincia per la realizzazione del termovalorizzatore cittadino, il sindaco De Luca rinnova le sue accuse e le sue dure considerazioni sul PD, “Il gruppo dirigente del partito -dice- è talmente logoro che, se anche dicesse qualcosa di chiaro, nessuno lo ascolterebbe. Mi batterò per una svolta radicale del gruppo dirigente e del programma. Non ci sono altre vie. L’alternativa è la morte politica, tra gli applausi”. Insomma, se in queste amministrative il Pd non dovrà riflettere sulle sconfitte, lo dovrà fare almeno sulle mancate vittorie del partito.












ma com’è possibile?
quando il centrosinistra vince è sempre “nonostante” il PD.
a milano è il secondo partito per un soffio, a Bologna farei ricordare che l’altra volta si è andati al ballottaggio.
a napoli non poteva NON andare così. a Torino ci sono state le primarie, le si è vinte e si è vinto in maniera inequivocabile anche alle amministrative.
per UNA volta che tutto va come deve andare, si sfornano questi articoli che solo Repubblica quando deve inventare i casi potrebbe partorire.