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Sportitalia: perché sono stati “oscurati” i canali sport1, sport2 e sport3

Mentre il destino dei lavoratori degli ex canali di Terek Ben Ammar è quantomai fosco, i giudici decidono che la società sorta dalle ceneri della vecchia impresa non può liverarsi degli impegni presi con la concessionaria della pubblicità.

VALTER LA TONA

LO SPEZZATINO DOPO IL FALLIMENTO – I tre canali e i dipendenti delle relative società sono diventati di proprietà del gruppo di Valter La Tona (già editore di Alice, Arturo, Leonardo, Marcopolo e Nuvolari) che lancerà un palinsesto nuovo di zecca. Sport Uno, Sport Due e Sport Tre, che poi ha tenuto i canali dentro al gruppo televisivo LT e spostato società e dipendenti in SITCOM MEDIA. Società di cui è azionista, ma che non gode di grande salute, tanto da avere già i dipendenti in cassa integrazione. La cosa ha assunto la forma di un accordo di partnership editoriale e commerciale con Sitcom Media srl (Gruppo Sitcom), la Società che ha rilevato da Edb Media srl (dove sono collocati i giornalisti ex SportItalia) il ramo d’azienda relativo ai canali 60, 61, 62 del digitale terrestre.

TUTTO CHIUSO – In pratica dopo l’acquisto Sportitalia è stata terminata e messa più o meno in liquidazione, giornalisti e tecnici che lavoravano al progetto non passeranno in LT. Ora però il Tribunale Civile di Milano, confermando integralmente il provvedimento già emesso dal Presidente l’11/09/2013 e confermato in data 30/09/2013 in accoglimento del ricorso di PRS ex art. 700 c.p.c., dopo aver sentito le parti in contraddittorio, ha ordinato ad EDB MEDIA ed alla SITCOM MEDIA Srl, quale successore del contratto di concessione stipulato tra PRS ed EDB Media Srl, di dare corso all’esecuzione del contratto di concessione pubblicitaria, ribadendo il rispetto dell’esclusiva in capo a PRS Srl in relazione alla commercializzazione degli spazi pubblicitari sui canali 60-61-62, precedente denominati “SPORTITALIA” ed attualmente denominati SPORT1 – SPORT2 e SPORT3.

DICONO I GIUDICI – Edb Media e Sitcom Media pertanto sono state inibite dallo svolgere attività di raccolta pubblicitaria, direttamente o indirettamente, sui canali televisivi di cui alle numerazioni 60-61 e 62 e ciò “anche in caso di cambiamento della denominazione” degli stessi, sui quali permangono i diritti di PRS Srl. Il provvedimento ha confermato infatti  anche il relativo obbligo di SITCOM Media Srl di trasmettere regolarmente la pubblicità raccolta da PRS.

FUTURO NERO PER I DIPENDENTI – Nel frattempo l’attività editoriale è cessata a Milano, i giornalisti della redazione milanese non possono svolgere la propria attività. Lo stesso dicasi dei tecnici milanesi che essendo legati a doppio filo alla produzione redazionale ed alla messa in onda dei programmi non possono al momento espletare il proprio lavoro. Ai dipendenti era stato comunicato che il piano industriale sarebbe stato pronto per il 14 di dicembre, ma che i soldi per pagare gli stipendi di ottobre non c’erano e da allora devono ancora saltare fuori. Secondo Valter la Tona, i problemi sorgono dal fatto che ha comprato all’asta società con i conti «non veritieri» e con un buco di 12 milioni di euro. Quello che è certo è che per gli ex lavoratori di Sportitalia il futuro si è fatto scurissimo.