Sabrina Misseri e quegli sms contro Sarah Scazzi

Discorsi espliciti fra la cugina della vittima e Ivano Russo portano alla conclusione peggiore: la giovane fu uccisa per gelosia....

Discorsi espliciti fra la cugina della vittima e Ivano Russo portano alla conclusione peggiore: la giovane fu uccisa per gelosia.

Sabrina Misseri e i suoi sms ad Ivano Russo: tutto il materiale che il Gip Martino Rosati ha sulla scrivania condurrebbe ormai ad una conclusione evidente, tanto che l’ordinanza emessa dall’ufficio giudiziario, e che conferma il carcere preventivo in attesa di giudizio a carico della giovane, tende sostanzialmente a marginalizzare il ruolo di Michele Misseri, il padre di Sabrina e costituitosi responsabile del delitto per poi rivelarsi tutto meno che il principale indiziato. La dimostrazione che la confessione, di per sé, non è mai sicura ammissione di un fatto di reato.

IL DIO DI AVETRANA – Sono le conversazioni scritte con Ivano Russo a chiarire il quadro psicologico e, perchè no, vitale, della giovane Sabrina. Un rapporto clandestino quello fra la Misseri e “il bello di Avetrana”, il ragazzo più conteso del paese. L’oggetto del desiderio e, probabilmente, il movente dell’omicidio. I messaggi che i due si mandano e che il Corriere della Sera pubblica sono abbastanza esemplificativi della loro situazione sentimentale.

C’era un dio capriccioso nel mondo di Sabrina. Un bamboccione sciupafemmine capace di cambiarle la vita da agra a radiosa con un semplice messaggino al cellulare.«Fossero tutte come te le donne… sei una bravissima ragazza», gli concede lui, magnanimo. «Sei perfetto così, Dio Ivano», «una bellissima visione così come 6, capito Dio Ivano?», lo venera lei. Si scambiano quattromila e cinquecento sms da gennaio ad agosto del 2010, Ivano Russo e Sabrina Misseri, praticamente fino alla morte della piccola Sarah, altro che una «buona amicizia» come, mentendo, hanno provato a far credere ai pm. E quei messaggi d’amore, sesso, gelosia, rancore,odio, raccontanomeglio di qualsiasi testimonianza sogni, vita e ossessioni della damina nera di Avetrana, fino a diventare la spina dorsale dell’atto d’accusa

Paganesimo adolescenziale quello di Sabrina Misseri, che si sente privilegiata perchè l’uomo per cui tutto il paese sta in fila le dedica attenzioni ben oltre i semplici sms. Sono “scopamici” come dice la stessa Sabrina in uno degli sms a disposizione dell’autorità inquirente.

SARAH UCCISA, LA ZIA ASSISTEVA – Linguaggio giovanile, ovviamente, per definire una coppia che non è una coppia ma che si intrattiene piacevolmente in rapporti sessuali senza troppo impegno. Anche se, evidentemente, la giovane Sabrina sperava di aver fatto colpo sul “bello di Avetrana”, tanto che gli raccontava nel dettaglio la situazione familiare in casa Misseri: dai suoi racconti, abbiamo uno spaccato di una famiglia in cui non tutto, anzi molto poco, va come dovrebbe andare.

«Trombamico» lo chiama lei in uno slancio d’ironia. E subito però si svela al suo dio in tutta la propria tenerezza, gli racconta una quotidianità terribile: «Scapperei ma non voglio lasciare mio padre nelle grinfie di mia madre. Piange di notte». «Ieri x salvare mio padre mi sono beccata 2 piatti addosso… ». «…il mio incubo è diventare come lei». «Oggi sto ’na merda sono sempre più convinta di farla finita».

Cosima Misseri, la grande e terribile madre contro Michele, il papà che persino la figlia protegge. Ma ora sono le due donne a ricadere, continua il Corriere, sotto “la spada di Damocle della premeditazione”: ci sono due versioni del delitto nella mente di chi indaga, cerca di capire e dovrà emettere una sentenza, l’una più raccapricciante dell’altra. Sarah uccisa in casa da un moto di gelosia di Sabrina, sostanzialmente in solitaria; o Sarah trascinata nella macchina da Cosima Misseri, dove la sua carnefice materiale, Sabrina, l’attendeva con la cinta, arma del delitto mai ritrovata. In ogni caso su Cosima pesa la quasi certezza degli inquirenti: la madre aiutò, confortò, sostenne Sabrina nell’intenzione e nella realizzazione dell’omicidio Scazzi. La bionda cugina, magra, di cui Sabrina era invidiosa, stava per entrare nella vita di Ivano. E questo, Sabrina non lo poteva accettare.

Dio Ivano è il sole, finché un giorno in scena entra Sarah,bella e flessuosa, che Sabrina s’è tirata dietro dall’infanzia ma che adesso comincia a guardare con terrore: «È così magra che mi fa + male», confessa in un ennesimo sms, nelle diciotto pagine su 90 che il giudice dedica ai messaggi tra i ragazzi.