Cepu ti manda in Spagna: “Qui laurearsi è molto più facile”
di Dario Ferri - “Salta difficoltà e esami di ammissione”: la via corta è sempre la migliore, secondo l’istituto privato. E non è la prima volta chelo dice C’è una newsletter di Cepu che in questi giorni si aggira per le email di mezza
“Salta difficoltà e esami di ammissione”: la via corta è sempre la migliore, secondo l’istituto privato. E non è la prima volta chelo dice
C’è una newsletter di Cepu che in questi giorni si aggira per le email di mezza Italia, e
recita così:
CONSEGUI LA LAUREA IN SPAGNA E LAVORA IN ITALIA!
Con Cepu ti iscrivi al corso di laurea in Fisioterapia in Spagna senza sostenere alcun test di ammissione, consegui la laurea e ti viene riconosciuto il titolo per accedere alla professione di fisioterapista in Italia. Il periodo di tempo che dovrai trascorrere in Spagna è limitato: studierai anche on line e potrai svolgere la pratica presso centri di fisioterapia pubblici e/o privati convenzionati con l’Università. Ti assisteremo lungo tutto il percorso e in tutto ciò che occorre per preparazione, lingua, alloggi e burocrazia. Il corso è a numero chiuso: ci sono solo 100 posti disponibili DIVENTARE FISIOTERAPISTA IN SPAGNA È VANTAGGIOSO. È una soluzione che ti permette di entrare subito all’università ed evitare attese e frustrazioni legate all’esito del test di ammissione. Concludi gli studi in minor tempo e accedi prima al mondo del lavoro. In più hai maggiori opportunità perché puoi iscriverti anche all’albo spagnolo dei fisioterapisti.
VIA FACILE – Un vero e proprio “insulto” all’Università di questo paese, invitare i giovani a usare scorciatoie per evitare gli esami d’ammissione. Per non parlare dello squallido accenno all’albo dei fisioterapisti spagnoli, di più facile accesso. Vale la pena di ricordare che un fisioterapista può rovinare il suo paziente, se non perfettamente competente. Ma in fondo, a Cepu, che importa? Quel giorno il povero malcapitato avrà già da tempo pagato la retta.
CORSI E RICORSI – Non è la prima volta, ad ogni modo, che Cepu usa come leva commerciale la semplicità di accedere ad albi stranieri per poi lavorare in Italia. LO aveva denunciato il Fatto Quotidiano a Luglio dello scorso anno, quando l’azienda aveva pubblicizzato un servizio simile (ora sparito dalla rete).
La scorciatoia promessa passa per la Spagna: è semplice e già nota da un po’. Ti laurei in Giurisprudenza, vai al di là dei Pirenei a sostenere la prueba per farti riconoscere il titolo e diventi subito abogado. Ti iscrivi all’albo spagnolo e poi, senza sforzo, a quello italiano, come avvocato “stabilito”. Tre anni e, avvocato, lo sei a tutti gli effetti. Senza i 24 mesi di gavetta come praticante e senza il rischio di continue bocciature all’esame di Stato. Per il 2010 è previsto un vero e proprio boom di richieste di riconoscimento della laurea italiana. Perché dal prossimo anno questo stratagemma non potrà più essere utilizzato: anche in Spagna verrà introdotto l’esame di Stato. E allora tutti a correre prima che la pacchia finisca. Comprese le aziende private che, sull’aiuto ai futuri avvocati, ci hanno costruito un business. Proprio come ha fatto Cepu.
Edit: riceviamo e pubblichiamo:
In risposta a quanto scritto nell’articolo del 26 maggio, ”CEpu ti porta in Spagna”, si precisa quanto segue, con preghiera di pubblicazione: L’ affermazione, assieme all’ altra dove si mette in relazione il voto espresso dall’ On. Polidori a favore della fiducia al governo con l’ emendamento alla riforma Gelmini a favore delle università telematiche e a quella sui rapporti di parentela tra l’ On. Polidori e Francesco Polidori, sono smentite dalle seguenti circostanze più volte ribadite anche alla stampa dall’ On. Polidori, la quale: non ha alcun rapporto di parentela con Francesco Polidori non ha alcun interesse, diretto o indiretto, nella Cepu, che non è detenuta né partecipata neppure da membri della sua famiglia; non ha votato il provvedimento cui viene fatto riferimento nell’ articolo, ovvero il decreto di programmazione 20102012 presentato dal Ministro Maria Stella Gelmini, contenente anche i provvedim enti sulle università telematiche; non ha avuto alcun coinvolgimento nell’ emanazione del decreto di attivazione della ECampus di Novedrate nel 2006, in quanto all’ epoca non era deputata; ha un percorso politico e distinto e autonomo da Silvio Berlusconi nonché da quello appena avviato da Francesco Polidori. Avvocato Fabio Roscioli Studio Vassalli e Associati












Non sò cosa pensare di quest’opportunità, è vero che l’ideale sarebbe ovviamente passare il test d’ingresso, ma chi comunque, studiando molto, e avendo una forte passione, non riuscisse a passare? dovrebbe rimanere bloccato nella vita per un test? dovrebbe adattarsi a fare un altro lavoro che sicuramente non riuscirebbe a dargli nessun tipo di soddisfazione? Non riesco a trovare una risposta sinceramente, ognuno dovrebbe essere libero di studiare quello che preferisce, tutti parlano a vanvera qui, l’unica cosa che manca in Italia è un “briciolo” di meritocrazia.
Chiudo qui, perchè non ho nient’altro da dire.
Vi parlerò in modo molto diretto, con toni duri. Sono un FISIOTERAPISTA laureato. Sapete come ho fatto ai tempi? Ho finito un istituto tecnico per geometri, quindi un piano di studi BEN diverso da un liceo scientifico. Poi, ho studiato tutta l’estate con gli Alpha test, subito dopo la maturità. In poche parole, mi sono fatto il CULO per 3 mesi (studiando tutto il giorno). E ho passato il test di ammissione, al primo colpo. Eppure, con me vi erano una MAREA di persone che MANCO AVEVANO TOCCATO UN LIBRO. E infatti, non sono passate. Padre muratore, madre impiegata, ZERO conoscenze o STRONZATE varie che qualcuno ignorante accenna. E non mi reputo Einstein, ma sono dotato di determinazione e forza di volontà, e quando voglio ottenere un risultato, mi impegno al massimo per riuscirvi. Tutto questo la maggior parte dei giovani d’oggi non lo fa. No, questa oramai è la gioventu’ del ”tutto subito, senza sforzi, sia mai!! ” , la gioventù che cerca sempre le scorciatoie. Il numero chiuso è SACROSANTO, quindi se volete entrare in un corso di laurea a numero chiuso, rimboccatevi le maniche e studiate, sfaticati che non siete altro, anzichè cercare sempre le scorciatoie di sta mi***ia. Anzichè passare l’estate a cazzeggiare al mare, preparatevi SERIAMENTE per il test di ammissione. Imparate a sudarvele le cose, a conquistarvele, a combattere per averle. Questa è la VITA, vi servirà per il futuro. Nessuno vi regala nulla, anzi se possono ti tolgono molto. Smettetela di lamentarvi e piagniucolare, pensate ad agire. Studiate come si deve, ed entrerete anche voi, in qualsiasi corso di laurea vogliate. Magari non la prima volta, ma la seconda, o la terza. Ma iniziate a darvi una SVEGLIA.
Io sono ASSOLUTAMENTE contrario ai numeri chiusi credo sia il mercato e il paziente/cliente a dover scegliere non l alpha test se no rischiamo come SEMPRE succede in Italia di avere bravi laureati che oltre a passare l alpha test hanno poi anche studiato… E di avere laureati che hanno fatto il test per quattro o cinque facoltà ed hanno poi scelto a caso alla faccia della passione… Che come risaputo è quello che nella vita fa avere i risultati…
Per concludere credo che l ingresso a certe professioni ” vocazioni” dovrebbero essere valutate diversamente e non parlo solo del fisioterapista .. Nicola
salve,volevo sapere se gli esami che vengono effettuati sono in italiano o in spagnolo.aspetto una risposta grazie
Desidero informarmi sulle agevolazioni d’invalidità relative allo studio, se ci sono delle novità potreste inviarmi delle informazioni
anche presso il mio indirizzo di residenza postale, Michele Longo in Via Padre Pio N.1, 66021
Casalbordino ( CH ).