Caso Orlandi: sicuri che Cossiga non ne sappia nulla?

9 luglio 2008

La fuffa mediatica sul caso Orlandi vien via che è un piacere: “Perchè state buttando fango su Renatino? Ha fatto del bene a tutto Trastevere, state attenti a sputare su un uomo che è morto”, ha detto a “Chi l’ha visto?” l’ennesima voce anonima lunedì. Il telefonista si è presentato come “il biondino amico di Renatino De Pedis”, e ha aggiunto riferendosi al pentito Mancini: “Lo sa chi sono, e io voglio dire che lo sto cercando“. Sui criminali “benefattori” c’è una lunga casistica che involve mafiosi, camorristi e così via, e quindi c’è anche da capire chi vuole “difendere” la memoria del Dandi, e minacciare il Freddo (copyright “Romanzo criminale”). Ma la cosa triste, nel caso in questione, è che stavolta rischia di avere ragione l’anonimo: “”C’è chi dice che assomiglio all’identikit che avete pubblicato, quello del rapitore della Orlandi. Ma se anche fosse non significherebbe nulla. La verità è che non c’entro nulla così come non c’entra nulla Renatino. Quella casa sulla Gianicolense non era la prigione di Emanuela ma il rifugio segreto dove si nascondeva Renatino ricercato dalla polizia…” ha detto Rufetto a Repubblica qualche giorno fa. La pista Banda della Magliana rischia di essere l’ennesimo caso di disinformatzia, dopo le barzellette del Turkesh e della Phoenix, nella storia infinita di Emanuela Orlandi. Strano che Cossiga non abbia ancora detto la sua sulla vicenda: che sappia qualcosa? (Nota per Dagospia: l’affermazione precedente è ironica)

E a proposito di Cossiga: ieri il Corrierone ha pubblicato una fantastica intervista all’emerito, degno possessore del laticlavio vita natural durante. A parte le solite considerazioni su Aldo Moro, il presidente è stato protagonista di un fantastico scambio di battute. “Quale idea si è fatto sulle stragi definite di Stato? La Dc ha responsabilità dirette? Sapeva qualcosa?” «Non sapeva nulla e nessuna responsabilità aveva. Molto meno di quelle che il Pci (penso all’”album di famiglia” della Rossanda) aveva per il terrorismo rosso». Perché lei è certo dell’innocenza di Mambro e Fioravanti per la strage di Bologna? Dove vanno cercati i veri colpevoli?
«Lo dico perché di terrorismo me ne intendo»“. E qui, uno potrebbe partire con tutta una serie di considerazioni maliziose… per fortuna che poi l’emerito aggiunge: “La strage di Bologna è un incidente accaduto agli amici della “resistenza palestinese” che, autorizzata dal “lodo Moro” a fare in Italia quel che voleva purché non contro il nostro Paese, si fecero saltare colpevolmente una o due valigie di esplosivo”. Oddio, a parte l’ennesima dichiarazione ad muzzum – come quella su Ustica e i francesi, del resto – fa un po’ specie sentirli chiamare “amici“, i palestinesi, soprattutto se dovesse essere andata davvero così. Ma sicuramente era ironico. Spero.

Antonio Speziale, il giovane accusato di aver ucciso l’ispettore Filippo Raciti, è stato rinviato a giudizio al termine di un’indagine che, tra Gip e Gup, è andata avanti un anno e mezzo. E, nella quale, la Cassazione aveva impedito la carcerazione preventiva per mancanza di indizi. L’Espresso aveva parlato di “pista blu” da seguire (nel senso delle divise degli agenti di polizia): “La perizia del Ris esclude la ricostruzione della Procura sull’omicidio. E mette nel mirino tracce di vernice. Che potrebbero accusare una jeep Discovery della polizia” (la stessa perizia venne definita “non priva di errori metodologici” dal Gip di Catania).

Ultime sul provvedimento che toglie ai ricchi per far credere di ridare ai poveri. Il presidente della Commissione Finanze, Gianfranco Conte, aveva detto che sarebbe stata cancellata, e poi si era subito corretto; ieri, direttamente dalla foresta di Sherwood, Giulio “Robin Hood” Tremonti ha dichiarato che “la struttura resta invariata”. Traduzione per i più piccini: ci siamo accorti che l’idea non è un granché, ma non rinunciamo a tutta la propaganda che ci abbiamo fatto su, perché nel frattempo un sacco di gente ci è cascata e non ha capito che quello che tu togli dalle tasche di banchieri e petrolieri, loro lo toglieranno ai consumatori in un modo o nell’altro, come insegnano storia e analisi. Ma non importa: tanto ha ragione Goebbels, sul tema. Mario Seminerio sottolinea una considerazione disarmante di Guido Tabellini sulla politica economica del governo: “L’unica ragione per non ridurre le imposte è che mancano le risorse. Il ministro Tremonti lo ha enfatizzato nella sua audizione in Parlamento: «Se il Pil dovesse riprendere a correre» si potranno restituire i soldi ai contribuenti. E altrimenti? Se questa fosse l’impostazione, avremmo una politica fiscale prociclica che amplifica gli shock esterni: quando le cose vanno male si tira la cinghia, quando vanno bene anche la politica fiscale diventa più espansiva. Esattamente il contrario di ciò che bisognerebbe fare”. Già. Questo dovrebbe portare minimo minimo a una rivolta nelle piazze, guidata dagli elettori più inferociti del centrodestra e in primis dalla Lega, altro che i Girotondi. Siamo sicuri che tra poco arriverà…

Max Mosley, il boss della Formula 1, parla finalmente dell’orgia nazista nella quale si è fatto beccare qualche tempo fa. “E’ un piacere solo per esperti. Certe pratiche piacciono a molti. Ma quelle foto per mia moglie furono uno choc”. Vabbeh, speriamo che la seconda dichiarazione sia meglio.

(La vignetta è di Controcorrentesatirica.com)

5 commenti a Caso Orlandi: sicuri che Cossiga non ne sappia nulla?

  1. cordapazza

    “Strano che Cossiga non abbia ancora detto la sua sulla vicenda: che sappia qualcosa?”

    In realtà aspetta il suo momento naturale. Quando si tratterà di picconare la lapide!

  2. Curioso

    Attendo con ansia il momento in cui Cossiga sarà affetto da demenza senile per vedere fin dove può spingere i suoi discorsi.

  3. cordapazza

    ma se è già in rigor mortis avanzato!!!

  4. Curioso

    @ cordapazza: non dappertutto purtroppo per lui.

  5. cordapazza

    nel dubbio gli assegnerei un calcio di rigore:
    a chi di noi due l’onore?:-)

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