Il celebre sito apre una piattaforma dedicata agli mp3 in accordo con le più grosse etichette discografiche mondiali. E intanto, in America, gli mp3 sorpassano la “real music”. Tra i giovani, zero dischi acquistati nel 2007.
MySpace è un social network che dalla propria nascita ha voluto dare molta importanza agli mp3 caricati dagli utenti fornendo un player (esteticamente discutibile, ma efficace) dove poter allestire una “vetrina” musicale con i propri lavori. Si può affermare che quest’aspetto ha decretato il successo del servizio recentemente acquistato da News Corp. perché i numerosi musicisti indipendenti e appassionati di musica hanno avuto l’occasione di avere un proprio profilo online in modo rapido e semplice con la propria libreria di mp3 pronti per l’ascolto in streaming.
L’ACCORDO- E’ notizia recente che MySpace lancerà una propria piattaforma esclusivamente dedicata agli mp3 in collaborazione con le maggiori etichette discografiche mondiali: Universal, Sony-BMG e Warner (EMI per ora non fa parte dell’accordo). Una joint venture totalmente controllata da MySpace che dovrebbe pagare a Universal una cifra sull’ordine dei 100 milioni di dollari e cifre minori alle altre major (fonte: Silicon Alley Insider). L’accordo darà sicuramente una “scossa” alla vendita di mp3 online e c’è da aspettarsi una reazione del colosso iTunes di Apple che grazie al suo Store ha venduto circa 4 miliardi di brani (cifra dichiarata da Steve Jobs al Macworld Conference & Expo 2008). Non mancano i dubbi a riguardo, principalmente perché l’apertura dello store potrebbe “distrarre” gli utenti dallo
scoprire nuovi artisti indipendenti non coinvolti nella vendita online e non interessati a stringere alcun accordo con una casa discografica. Forse MySpace potrebbe modersi la coda causando una “migrazione” verso altri lidi, che forse garantiranno un’interfaccia grafica più gradevole del social network di Chris DeWolfe e soci. Come scrive Sarah Perez su ReadWriteWeb il social network sta diventando una caratteristica, qualcosa che contraddistingue la propria presenza sul web ma di sicuro non è un punto di arrivo, ancor meno se si tratta di un artista attento alla propria promozione.
CHI VINCE E CHI PERDE- Intanto, però, c’è un’altra notizia che riguarda il mondo della musica e l’on line: per la prima volta Apple, tramite iTunes, ha superato Wal-Mart (la principale catena di grandi magazzini Usa) nella vendita di musica in America. Secondo Ars Technica, che cita dati riguardanti il mese di gennaio e provenienti dal NPD MusicWatch Survey, il dato rappresenta per la musica il definitivo trionfo della vendita in rete rispetto a quella nei negozi. E la notizia fa il paio con una statistica che dice che il 48% degli adolescenti americani non ha acquistato nemmeno un CD nel 2007. E’ la morte della musica tradizionale?





















