Economia

Comprereste BOT da queste persone?

IL DEBITO RISCHIOSO – Il premio per il rischio attualmente per i Btp a dieci anni è di 140 punti base superiore rispetto ai Bund tedeschi (si fa il paragone con la Germania perché viene considerato un Paese sicuro). Significa che il debito del nostro Paese, secondo il mercato, ha l’1,5% di probabilità in più di default rispetto al debito pubblico tedesco. I Btp inglobano anche il rischio a medio-lungo termine, il vero problema non sono dunque le dimensioni del debito, quanto la capacità o meno di rimborsarlo. Essendo l’Italia un Paese che, da più di dieci anni, cresce meno degli altri Paesi europei, il mercato scommette sulla nostra incapacità a far fronte al debito, anche in vista della possibile necessità di un intervento pubblico a sostegno delle banche. La forte presenza di tensioni sul mercato è evidente dai CDS (credit default swap), delle assicurazioni contro il rischio insolvenza. I CDS dell’Italia, sulla scadenza a 5 anni, hanno raggiunto 184,1 punti base (rispetto ai 179,5 punti base di martedì scorso), per assicurare 10 milioni di euro di titoli di Stato italiani servono 184.100 euro. Per avere un termine di paragone, i CDS della Germania sono a 42,3 punti base, quelli della Francia a 58,7 pb, quelli degli Usa a 60 pb e quelli della Gran Bretagna a 113,4 pb. Agli inizi di Novembre la Depositary Trust and Clearing Corporation (DTCC) aveva diffuso i dati sul mercato mondiale dei CDS, quelli sul debito italiano ammontavano a 22,6 miliardi di dollari, portandoci di diritto in testa alla triste classifica (ora ammontano a 17 miliardi di dollari, ma conserviamo gelosamente la prima posizione).

CHI HA I TITOLI DI STATO? – Secondo gli ultimi dati sugli investimenti è in crescita l’acquisto dei Bot da parte delle famiglie italiane, questo dato garantisce il buon esito dell’asta di dicembre, ma niente di più, a muovere i grandi numeri dei titoli pubblici non sono più le famiglie. La pubblicità fatta da Tremonti ai Bot e ai Cct ci riporta indietro negli anni, a prima del 1997. Prima di quell’anno i titoli di Stato erano saldamente nelle mani delle famiglie italiane, poco propense a investire in azioni o obbligazioni. Nel 1995 il 50% dei titoli pubblici era detenuto dalle famiglie, il 40% dalle banche e il restante 10% dagli investitori esteri. Ma a partire dal 1997 la situazione ha cominciato a capovolgersi, secondo i dati relativi al 2006, quasi il 60% dei titoli pubblici era in mano agli investitori esteri, il 30% presso le banche e il restante 10% presso le famiglie. Banche e investitori esteri non si fanno convincere dalla pubblicità fatta da un ministro (specie se di un altro Paese). Nel 2009 dovremo fare i conti con tutti questi problemi, scadranno infatti più di 200 miliardi di euro in titoli pubblici, oltre il 50% sono titoli a medio-lungo termine (in gran parte Btp, circa il 60%). I titoli reclamizzati dal ministro del Tesoro costituiscono circa il 24,6% dei titoli in scadenza, infatti i Bot sono circa l’11% mentre i Cct sono circa il 13,6%.

TREMONTI-BOND – In realtà la situazione non è così grave come i dati sullo spread e sui CDS farebbero pensare, è vero che la tensione è forte e non si conoscono gli effetti a medio termine, tuttavia è più pericoloso l’allarmismo. Restano ovviamente le preoccupazioni, anche o soprattutto in vista di possibili Tremonti-bond (obbligazioni bancarie convertibili sottoscritte dal Tesoro), si tratta di titoli garantiti dallo Stato che il Governo dovrà usare per l’eventuale ricapitalizzazione delle banche in difficoltà che ne facessero richiesta. L’Italia sembra intenzionata ad aspettare il prossimo vertice europeo dell’11 e 12 Dicembre, mentre altri Paesi si sono già mossi. Da noi ci sono troppe incognite per correre il rischio. Quale tasso di interesse dovranno pagare le banche al Tesoro per la sottoscrizione dei bond? Quali effetti produrranno le obbligazioni sottoscritte dal Tesoro? Oltre alle preoccupazioni c’è anche qualche dato positivo, infatti “grazie” alla crisi di fiducia sul mercato finanziario si assiste al ritorno verso gli strumenti finanziari a garanzia statale, inoltre la Bce ha ridotto i tassi portandoli al 2,50% e si prevedono ulteriori riduzioni, c’è chi assicura si arriverà all’1% nel corso del 2009, questo riduce la spesa per gli interessi sul debito. Quando i tassi erano ancora al 3,25% si stimava un risparmio di circa 4 miliardi di euro per l’Italia, ne avremo bisogno, magari per conquistare quel minimo di credibilità sulla capacità di rimborsare il debito, creando innanzitutto chiare prospettive di crescita per il nostro Paese, perché nonostante il debito pubblico, ci sono interessanti suggerimenti su politiche fiscali meno “inadeguate”.

5 commenti a Comprereste BOT da queste persone?

  1. mario

    ma come mai, qualcuno mi aiuti a capire, sempre commenti contro questo governo e contro Berlusconi e il centrodestra?
    Forse che gli altri sono tutti bravi e lindi? Quello che sta succedendo a Firenze, Bologna, Napoli, Sardegna e Abruzzo non lo avvallerebbe poi così tanto…..e allora? qualcuno è di parte?

  2. Lkv

    Mario, se credi che manchino questi articoli sui governi regionali puoi sempre porre rimedio a questa carenza scrivendoli tu.

    Comunque l’articolo piu’ che contro questo governo a me sembra un articolo su una situazione creatasi negli ultimi 20 anni. Poi sai com’e', a me potrebbe non fregarmene nulla di Firenze ed essere molto interessato alla Sardegna, ad un altro non importargli nulla dell’Abruzzo ed essere interessatissimo alla Campania. Ma l’Italia, quella interessa un po’ tutti. Poi, e’ un caso che tu sia capitato qui proprio mentre c’e’ il Governo Berlusconi (non che sia facile beccare gli altri governi, sono cosi’ fuggevoli, pochi mesi e se ne vanno).

  3. AG

    Ma cosa sta succedendo a Bologna? Io stamane mi son svegliato e mi pareva tutto a posto.

  4. RITA

    Allora condensiamo il tutto, i bot sono i prestiti delle famiglie e delle persone che “prestano” del denaro all’Italia in modo che questa possa andare avanti correntemente, da 40 anni a questa parte NON è mai sceso il debito e si continuano a emettere bot sperando sulle maggiori entrate (che vista la crisi difficilmente ci saranno)……….
    Praticamente ogni anno si emettono un po di bot in più per pagare gli interessi degli anni di prima, mi sa tanto di piramide, avete presente quelli che chiedono 100 promettendo interessi del 23%, i primi interessi li pagano così invogliano più clienti e dopo un po di tempo menano il botto…………… mi sembra uguale per i bot, se avete soldi teneteveli, vi serviranno in futuro come a tutti…………….

  5. I bot come una truffa a piramide? Non più di qualsiasi transazione con lo Stato di mezzo. Il problema è sempre quanto ci si debba indebitare, per quali scopi e con quali prospettive di poter gestire il debito.
    Tremonti e Sacconi si sono lasciati andare un po’ troppo, ma un punto è drammaticamente attuale e fnano bene a muoversi in fretta, come hai fatto notare: la frenesia stimolatrice porterà ad un drastico aumento dell’offerta di titoli di Stato e garantiti dallo Stato – oltre al mercato dei CDS, anche quello delle emissioni di enti sovranazionali ha ormai spread un tempo impensabili; a meno di una deflazione, meglio emettere ora che più avanti.

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