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pubblicato il 9 dicembre 2008 alle 10:31 dallo stesso autore - torna alla home

Vediamo come, tra giovedì e venerdì, il Governo ha cercato di difendere il decreto legge 185/2008 dalle accuse di inadeguatezza alla pesante crisi con alcune uscite poco appropriate, soprattutto ricordando l’appello all’ottimismo lanciato qualche giorno fa da Berlusconi.

Comincia Tremonti dicendo che “non possiamo fare i fenomeni” a causa del nostro debito pubblico, aggiungendo che il problema non è tanto l’Europa con i suoi vincoli, ma il mercato, perché ora il nostro debito “sarà in competizione con le emissioni crescenti fatte da altri Paesi a sostegno delle ricapitalizzazioni 3094379908 11806eb5d9 Comprereste BOT da queste persone?bancarie“. Sacconi scatenato è andato oltre, troppo oltre, parlando di rischio default del Paese, perché “non possiamo permetterci neanche lontanamente che vada deserta un’asta pubblica di titoli di Stato. Ci sarebbe una carenza di liquidità per pagare pensioni e stipendi e faremmo come l’Argentina“. Panico.

RÉCLAME – L’Italia come l’Argentina? Neanche per sogno. Sacconi corregge il tiro, effettivamente le sue intenzioni non erano quelle di accostare l’attuale situazione italiana a quella dell’Argentina di sei anni fa, ma voleva indicare i motivi per cui il Governo è stato costretto a “tenere alto il livello di guardia sul debito pubblico“. Insomma, il pericolo non è paventato, ma scampato. Tuttavia, siccome nella contabilità delle dichiarazioni ce n’erano due negative e una positiva, è dovuto intervenire anche Tremonti, dicendo di essere “convinto che alla fine della crisi, l’Argentina saranno gli altri. L’Italia, se stiamo insieme uniti, ha in sé elementi di grandissima forza“. Comunque state calmi, il debito pubblico italiano è “assolutamente solido“. Cosa aspettate, “comprate i titoli di Stato italiani che sono la cosa migliore del mondo. Bot e Cct sono la cosa più sicura e più solida [...] State tranquilli. Comprateli, perché sono anche semplici“, parola di Giulio Tremonti.

UN 2009 DIFFICILE – Un ministro del Tesoro che reclamizza i titoli del debito pubblico può far pensare che la situazione sia grave, 3094363648 818d79a0ae Comprereste BOT da queste persone?anziché tranquillizzare, potrebbe spaventare. Inoltre è in contrasto con l’invito precedente di Berlusconi al consumo. Ma Tremonti non poteva fare altrimenti, se avesse lasciato passare le dichiarazioni (anche se smentite) di Sacconi, avremmo corso il rischio di incontrare difficoltà nelle aste dei titoli di Stato già da questo mese. Proprio a Dicembre invece il Tesoro spera di fare il pienone nelle aste, per mettersi un po’ al riparo da un 2009 problematico, proprio per i motivi evidenziati da Tremonti, ossia la “competizione con le emissioni crescenti fatte da altri Paesi“. Paesi che in alcuni casi possono fregiarsi del rating a tripla A e che, in piena crisi di fiducia del mercato finanziario, andranno a ruba, mentre noi con la nostra modesta A faremo una magra figura. La situazione non è drammatica, ma è difficile. Quando il mercato verrà invaso da titoli pubblici o obbligazioni garantite dallo Stato emesse dalle banche, per riuscire a collocare i nostri titoli pubblici, e le obbligazioni emesse dalle nostre banche garantite (con la singola A) dallo Stato italiano, dovremo pagare un premio per il maggior rischio sui nostri titoli.