Esteri

Al-Qaeda non esiste più: parola di Loretta Napoleoni

9 dicembre 2008

Una delle “massime esperte di terrorismo internazionale” assicura che al-Qaeda non esiste più. Ma i jihadisti lo sanno? 

Visti i precedenti, non meraviglia di trovare la notizia in bella mostra su Rai News 24: “Al-Qaeda non esiste più, gli attentati a Mumbai hanno altri colpevoli”. A sostenerlo è Loretta Napoleoni, che Rai News definisce “tra le massime esperte di terrorismo internazionale”.  

L’ESPERIENZA NON È ACQUA - Partiamo proprio da quest’ultima definizione. Loretta Napoleoni è davvero una delle “massime esperte di terrorismo internazionale”? Insomma, abbiamo in giro gente come il reporter arabo Yosri Fouda che ha per primo raccolto le confessioni di Khalid Sheikh Mohamed, braccio destro di Osama Bin Laden e organizzatore degli attacchi dell’11 settembre; abbiamo giornalisti investigativi come Peter Lance, Steve Coll, Lawrence Wright, John Miller, Peter Bergen, J.M. Berger: gente che ha girato in lungo e in largo nelle roccaforti del terrorismo, che ha intervistato lo stesso Bin Laden, che gestisce database analitici sul terrorismo; abbiamo esperti istituzionali, in prima linea contro Al-Qaeda; abbiamo analisti e consulenti dei servizi anti-terrorismo e delle massime autorità mondiali in materia… e nessuno di loro si sogna di dire che Al-Qaeda non esiste più. Loretta Napoleoni è una economista: il fatto che abbia scritto un paio di libri e frequentato un master sul terrorismo basta a renderla “una massima esperta” in materia? Tutto può essere. Speriamo che questa definizione, però, non sia semplicemente tratta dalla Wikipedia italiana dove campeggia, senza riscontro di fonti, sin dal febbraio del 2008. Proprio nel 2008 la Napoleoni ha scritto, assieme a Ronald Bee (un esperto nel settore della proliferazione delle armi nucleari) il libro “I numeri del terrore. Perché non dobbiamo avere paura” nel quale si sostiene che la minaccia terroristica è gonfiata e in Occidente, sostanzialmente, non corriamo rischi. La frase ricorda da vicino quello che scrisse Larry C. Johnson, un altro massimo esperto di terrorismo internazionale, sul New York Times: “I cittadini americani sono tormentati dalle chiacchiere fantasiose sul terrorismo. Sembra che tutti credano che la più grande minaccia agli Stati Uniti sia il terrorismo e che questa minaccia stia diventando più grande e letale. Nessuna di queste preoccupazioni è fondata. Il terrorismo non è la più grossa minaccia alla sicurezza americana e non dovrebbe essere rappresentato in questo modo”.

ERA IL 10 LUGLIO DEL 2001 - Ma non vogliamo sminuire il personaggio Napoleoni: prendiamo atto che è una “massima esperta”, ma semplicemente prendiamo anche atto che ci sono esperti “più massimi” di lei, che dicono tutt’altro, e che qualche altro “massimo esperto” in passato ha detto la stessa cosa ma pare che quelli di Al-Qaeda non ne fossero a conoscenza. Non vogliamo nemmeno sostenere che gli attentati di Mumbai siano opera di Al-Qaeda: è vero, infatti, che c’è una certa leggerezza ad attribuire ad Al-Qaeda qualsiasi attentato in odore di fondamentalismo islamico, per cui preferiamo lasciare che siano gli investigatori ad accertare le responsabilità di questa strage e a verificare l’attendibilità delle varie rivendicazioni. Ci stupisce, però, il modo in cui la Napoleoni argomenta la sua affermazione. ”Al Qaeda non c’è più e i ragazzini in azione a Mumbai non sono certo stati addestrati nei campi di Osama Bin Laden“. Ma la Napoleoni pensa davvero che Bin Laden possa mantenere operativi i campi di addestramento che aveva prima dell’11 settembre del 2001? A quei tempi lo sceicco godeva del completo sostegno del governo Talebano in Afghanistan. Oggi un campo di addestramento a cielo aperto sarebbe individuato da satelliti e velivoli da ricognizione e distrutto nel giro di poche ore. 

LE COSE CAMBIANO, E L’11 SETTEMBRE NE HA CAMBIATE PARECCHIE –  ”Tra l’altro, chi ha orchestrato gli attentati conosceva benissimo Mumbai, mentre Osama bin Laden se ne sta da anni nascosto nelle montagne del Waziristan“. Se è per questo, nessuno dei diciannove dirottatori dell’11 settembre conosceva gli Stati Uniti, prima di recarvisi. E anche all’epoca Bin Laden se ne stava in Afghanistan, mica passeggiava per Central Park. Non è esattamente l’argomentazione che ci si aspetta da una “massima  esperta” di terrorismo. ”Esiste un movimento insurrezionale dell’estremismo islamico che si ispira a quel che ha fatto Al-Qaeda. Ma è strumentale addossare la colpa semplicemente ad Al-Qaeda: serve solo a seminare la paura, farci vivere nel terrore e distrarre l’attenzione dal fatto che i problemi veri, attualmente, sono le banche che potrebbero liquefarsi”. In altre parole, la Napoleoni ci sta spiegando che non dobbiamo avere paura, perché adesso i terroristi si ispirano ad Al-Qaeda ma non appartengono ad Al-Qaeda. Ora, non è che vogliamo essere pedanti a tutti i costi, però se qualcuno intende farsi esplodere sull’autobus o sul treno dove stiamo viaggiando, non è che per noi faccia molta differenza se è di Al-Qaeda o se si ispira solamente ad Al-Qaeda. Noi, che non siamo “massimi esperti” di terrorismo, abbiamo l’insana tendenza ad essere preoccupati in entrambi i casi. Per carità, sicuramente siamo noi che sbagliamo. Potremmo suggerire di creare un marchio, qualcosa come “Al-Qaeda DOCG”, terrorista di origine controllata e garantita, di modo che si sappia che se è DOCG allora dobbiamo avere paura, altrimenti possiamo lasciarlo tranquillo a trafficare con esplosivi, detonatori e fili elettrici, e preoccuparci invece della crisi bancaria.

10 commenti a Al-Qaeda non esiste più: parola di Loretta Napoleoni

  1. osama

    per fortuna abbiamo noi il tuttologo john che settimana dopo settimana ci apre gli occhi ….perche’ non si limita a parlarci di gattini bonsai o scie chimiche e lascia le cose serie alle persone serie… Lui che fa le pulci agli altri che competenze ha ? che ne sa di terrorismo internazionale ? ha scritto qualche libro ? O si limita a gettare fango sugli altri nascondendosi dietro ad uno pseudonimo.
    Non bastava dire che non era d’accordo con la napoleoni, non vedo il senso di tutta questa polemica.Vedo solo molta frustrazione e invidia.

    Anche la bbc riporta che :
    “Some analysts have suggested that the word al-Qaeda is now used to refer to a variety of groups connected by little more than shared aims, ideals and methods.”

  2. Strababaus

    Per essere in disaccordo con qualcosa bisogna che questo qualcosa abbia un senso.
    Quello che ha detto la napoleoni è chiacchiera da bar mentre il il signor john b sottolineava l’inconsistenza delle tesi della napoleoni.
    Signor osama prima di parlare faccia l’analisi logica del testo e dopo se vuol dissentire dissenta e che cio’ non provochi dissenteria neuronale nei lettori dei suoi commenti.
    …..dai dite la verità siete voi di giornalettismo che mettete dei commenti da elementari per flammare un po’….o no?

  3. di fatto, però, il grosso degli analisti internazionali confermano quel che dice la napoleoni. la rete ha perso seguito e potere. quel che invece ha preso piede è stato il bran, diciamo così, dei qaedisti. che però non hanno alcun legame strutturale con osama bin laden, ma si riferanno solamente alla sua linea. e, sin qui, temo che la linea del tutti contro tutti tagliata con l’accetta non abbia pagato granché.

  4. Greg

    strababaus, ti garantisco che l’inconsistenza argomentativa del primo commento è invece assolutamente autentica

  5. Vincenzo

    Mah! Non mi avventurerei in nessuna analisi del tipo fatto dal critico della Napoleoni. Non conosco con precisione cosa dice quest’ultima, ma è voce troppo ricorrente che Osama Bin Laden non sia Tra Pakistan ed Afghanistan, ma in un appartamento sotto la Casa Bianca o,ancora più credbilmente, al n. 10 di Downing Street.Eè, la mia una affermazioneparadossale, ma se metto assieme Kim d Kipling e Shantaram (di cui non ricordo il nome del’autore)il sospetto che i Servizi occidentali ne sappiamo molto di più di quello che ufficialmente dicono è molto, ma molto forte, tale cioè da legittimare le risposte anche più incredibili. Una del tipo ad esempio: quanto è conosciuto il fondamentalismo islamico in India ed i suoi legami con forti poteri economico-mafiosi a Mumbai? Siamo del tutto certi che l crisi economica non sia elemento tale da poter costituire una occasione ghiotta per poteri occulti che – dietro il fondamentaliso – nascondono ben altri interessi?

  6. L’articolo per smentire le affermazioni della Napoleoni (di cui vengo a conoscenza proprio grazie a questa smentita) mi pare inutile tanto quanto le parole della Napoleoni. E’ vero: chi se ne frega se i terroristi erano o no di Al-Quaeda. Ma è anche vero che tra tutte le minacce che viviamo oggi, quella del terrorismo (cifre e buonsenso alla mano) appare la più spettacolare e la più immediatamente paurosa, non certo quella più imminente. Che sia strumentalizzata e gonfiata (anche in buona fede, per carità) per deviare l’attenzione e la paura su una questione che (apparentemente) si può risolvere, perchè causata da un nemico esterno, alieno, che si può eliminare, mi pare difficile da smentire. Magari ha male argomentato le sue tesi, ma non si può dare torto alla Napoleoni: i pericoli veri sono altri, e sono tutti in casa nostra (inquinamento, crisi finanziaria, povertà economica, culturale e sociale in espansione). Pensare che catturare Bin Laden renda il mondo un posto davvero migliore è come pensare che mettendo una fragola sopra un merda questa diventi golosa.
    Inoltre, la Napoleoni si firma col suo nome: solo per questo è più credibile di un “John B.” che potrebbe essere chiunque.

  7. “Inoltre, la Napoleoni si firma col suo nome: solo per questo è più credibile di un “John B.” che potrebbe essere chiunque.”

    Questo sarebbe vero se John (il cui cognome è comunque noto e pubblico) usasse se stesso come fonte (e, dall’alto della sua auctoritas, affermasse: “io, che sono un esperto, vi dico che è così”). Invece Jomn utilizza informazioni di pubblico dominio delle quali l’autrice della tesi non tiene conto, senza spiegarne il perché.

    Volevo inoltre mettere in luce altre due “perle” presenti nel commento:

    “Che (la lotta al terrorismo) sia strumentalizzata e gonfiata (anche in buona fede, per carità) per deviare l’attenzione e la paura su una questione che (apparentemente) si può risolvere, perchè causata da un nemico esterno, alieno, che si può eliminare, mi pare difficile da smentire”.

    Bontà sua, l’autore ammette perlomeno l’esistenza in parte della buona fede. Ma non dichiara come e in che modo sarebbe strumentalizzata, non porta prove a sostegno della propria affermazione. In una parola, ci spiegasse tecnicamente in che modo gli Usa hanno messo a ferro e a fuoco Mumbay, se ne è capace. Poi possiamo anche fargliela passare liscia, l’argomentazione. Una volta finito di ridere.

    “Magari ha male argomentato le sue tesi, ma non si può dare torto alla Napoleoni: i pericoli veri sono altri, e sono tutti in casa nostra (inquinamento, crisi finanziaria, povertà economica, culturale e sociale in espansione).”

    Questo invece è il tipico slogan benaltrista. Succede nei peggiori talk show: si parla dell’economia al sud in crisi, e quello che non sa che dire se ne esce con un: “sì, ma il problema più grave è il debito pubblico”. Al cazzo. Adesso parliamo di economia al sud, se non sai che dire non cambiare discorso, semplicemente taci.

    Nel commento in questione il tutto si ammanta di un interessante senso del ridicolo: la tesi secondo la quale Al Qaeda non esiste più dovrebbe spingerci a fare di più contro l’inquinamento. Uno normale si potrebbe chiedere: perché?

  8. Osama, John è il mio nome, B. è l’iniziale del mio cognome e sul Web trovi tutto il resto che mi riguarda. Tra me e te, indovina chi è che si nasconde dietro uno pseudonimo? Comnque la soluzione al tuo problema è semplicissima: non leggere i miei articoli.
    =====
    Sonia: “di fatto, però, il grosso degli analisti internazionali confermano quel che dice la napoleoni. la rete ha perso seguito e potere”. Ma la Napoleoni non dice questo: dice che “la rete” non esiste più. Il che è diverso da dire che ha perso colpi. Del resto, non trovi una certa contraddizione nel sostenere che “la rete ha perso seguito” e subito dopo “quel che invece ha preso piede è stato il bran, diciamo così, dei qaedisti” ? Non sono forse tutti quelli che uccidono in nome di Al-Qaeda, il miglior “seguito” che Al-Qaeda possa chiedere?

    Vincenzo: “è voce troppo ricorrente che Osama Bin Laden non sia Tra Pakistan ed Afghanistan, ma in un appartamento sotto la Casa Bianca”. La voce ricorre propagandosi attraverso il vuoto delle scatole craniche di chi vi crede.
    ;-)

  9. Enrico Baria

    Per Osama:

    Peter Lance, Steve Coll, Lawrence Wright, John Miller, Peter Bergen, J.M. Berger. Ecco le fonti su cui si basa il commento alle affermazioni della Napoleoni. Non ti bastano ? Vediamo un pò: mi spieghi perchè Iran, Cina e Russia (che certo non sono paesi amici degli Usa) sostengono che Al Qaeda esiste ed è un pericolo ?

    Per Vincenzo:

    meglio avere prove concrete, prima di ipotizzare poteri occulti etc. basta applicare un pò del rasoio di Occam.

    Per Lucaborello:

    \”Ma è anche vero che tra tutte le minacce che viviamo oggi, quella del terrorismo (cifre e buonsenso alla mano) appare la più spettacolare e la più immediatamente paurosa, non certo quella più imminente\”

    Per chi è morto al WTC o a Mumbai, per i 100\’000 iracheni morti per le autobombe, per gli Spagnoli, gli Inglesi, i Marocchini, gli Algerini, gli Egiziani morti negli attentati organizzati da Al Qaeda, o da chi per lei, il terrorismo è stato LA MINACCIA, quella che ha posto fine alle loro vite. Forse per TE il terrorismo non è una minaccia, per le famiglie dei militari italiani morti in Afghanistan e Iraq puoi dire lo stesso ?

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