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Internidi Maddalena Balacco (loska)
pubblicato il 9 dicembre 2008 alle 13:34 dallo stesso autore - torna alla home

Un giorno qualsiasi in fila alle Poste con chi attende per poter ottenere la tanto discussa Social Card del governo. Anziani e meno anziani in un clima di solidarietà e rassegnazione. Perché una somma del genere, soprattutto oggi…

Colpiva quel silenzio irreale. Mai vista così tanta gente alla posta attendere il proprio turno così, senza nemmeno lamentarsi per il furbo di turno che salta la fila. Alle dieci e mezza staccano il numero 157 – 3093202577 a4e761c6e8 Alla fine 40 euro sono pur sempre 40 euroappena servito il 113 – ed è sabato mattina.

SILENZIO IRREALE – Roma: una piccola filiale postale locale, di quartiere. Ma già in lontananza si capisce che qualcosa è diverso, oggi: c’è addirittura qualcuno che aspetta fuori, per evitare la calca. E forse non solo quella. Una volta si calcolavano le “missioni” alla Posta considerando “ad alto rischio coda infinita” due periodi in particolare: l’arrivo della scadenza ultima per pagare le bollette e il giorno della pensione. Sempre per questioni di soldi, insomma. E anche questa volta è così. Non vola una mosca, se non per il parlottare dei clienti alle casse. Nessuno che si lamenta a bassa voce della lentezza, dello sfascio del paese, e i politici che fanno? Nessuno che chiacchiera col vicino di sedia del più e del meno. Il colpo d’occhio è semplicemente questo: tantissima gente – anziani, ma non solo – in silenzio, con una serie di carte in mano. All’inizio sembra così irreale che si fa fatica a mettere a fuoco il motivo di quella fila. Poi dalla cassa si sente una signora dire rivolta al cassiere, andando via. “Certo che potevano anche metterli nella pensione, però… tutta questa trafila…” e capisci. Quel giorno, in quell’ufficio postale, è arrivata la Social card.

3093202573 1f164df0f6 Alla fine 40 euro sono pur sempre 40 euro

ELEMOSINA? – Allora si inizia a far più caso a quanto c’è intorno: qualcuno si scambia due parole “per fortuna ieri sono riuscito ad andare all’Inps“, “non dirmelo, vado avanti e indietro da una settimana“. Più in làdue signore e una ragazza parlano di quello che ci si può comprare e di quanto siano in termini di “giorni“: “In tv dicevano una settimana!” “Sì vabbeh, 40 euro una settimana…“. Dopo un po’ si salutano con un buon Natale che tutto sembra fuorché un augurio. Alle casse una mamma fa la richiesta a nome dei suoi figli: “ma quindi sono 40 euro per ognuno? Ma devo farla ogni anno? Quando arrivano i soldi?“. E’ lì da almeno venti minuti e se ne andrà solo mezz’ora di domande più tardi. Più in là qualcuno chiede se bisogna per forza avere 60 anni per fare richiesta, altri si lamentano perché “sono venuto apposta sabato, sperando non ci fosse nessuno e invece…“. Non si parla d’altro. Chi deve magari spedire un vaglia o prendere una postepay, s’infila saltando il turno ma nessuno gli dice niente, anche se tutti se ne sono accorti. “Non so, a me non sembra una buona idea, sembra di avere l’elemosina“, dice una signora al suo vicino, che annuisce. “Sì, ma 40 euro sono sempre 40 euro, e possono servire“, risponde allora una mamma 3093202575 fb4707f0d5 Alla fine 40 euro sono pur sempre 40 eurolì accanto. Intanto la processione alle casse continua, silenziosa: quando è il loro turno i clienti accennano a una battuta e intanto porgono le carte, senza dire niente. E senza dire niente i cassieri iniziano a ticchettare sulle tastiere. Ci si sente avvolti in una cappa di dignitosa solidarietà collettiva. Come se fosse l’ultimo passo prima del baratro, in un paese in declino ormai avanzato, e soltanto una sgradevole sensazione di deja-vu ci fa pensare che l’Italia, di ultime spiagge, ne ha vissute più d’una. E la prossima probabilmente sembrerà anch’essa l’ultima. 

UNA BELLA SOMMETTA, DOPOTUTTO… - Alla fine del proprio turno non è possibile trattenersi. Presi la ricevuta e il resto la domanda viene alla bocca spontanea. Un solo tentennamento, con la cassiera cheguarda stupita: “Scusi..ma tutta questa gente è qui per la social card?“. Non dice sì o no, ma sorride e li guarda. “Ma da stamattina ne sono venuti tanti?“. Si vede che non vorrebbe rispondere, e infatti tace per un po’, ma alla fine lo fa: “Sì, molti“. “Quanti?“. “Non so di preciso, ma parecchi. Tanti“. Ancora silenzio. Riprende, dopo qualche istante: “Beh, alla fine 40 euro sono sempre 40 euro“.

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