Un giorno qualsiasi in fila alle Poste con chi attende per poter ottenere la tanto discussa Social Card del governo. Anziani e meno anziani in un clima di solidarietà e rassegnazione. Perché una somma del genere, soprattutto oggi…
Colpiva quel silenzio irreale. Mai vista così tanta gente alla posta attendere il proprio turno così, senza nemmeno lamentarsi per il furbo di turno che salta la fila. Alle dieci e mezza staccano il numero 157 –
appena servito il 113 – ed è sabato mattina.
SILENZIO IRREALE – Roma: una piccola filiale postale locale, di quartiere. Ma già in lontananza si capisce che qualcosa è diverso, oggi: c’è addirittura qualcuno che aspetta fuori, per evitare la calca. E forse non solo quella. Una volta si calcolavano le “missioni” alla Posta considerando “ad alto rischio coda infinita” due periodi in particolare: l’arrivo della scadenza ultima per pagare le bollette e il giorno della pensione. Sempre per questioni di soldi, insomma. E anche questa volta è così. Non vola una mosca, se non per il parlottare dei clienti alle casse. Nessuno che si lamenta a bassa voce della lentezza, dello sfascio del paese, e i politici che fanno? Nessuno che chiacchiera col vicino di sedia del più e del meno. Il colpo d’occhio è semplicemente questo: tantissima gente – anziani, ma non solo – in silenzio, con una serie di carte in mano. All’inizio sembra così irreale che si fa fatica a mettere a fuoco il motivo di quella fila. Poi dalla cassa si sente una signora dire rivolta al cassiere, andando via. “Certo che potevano anche metterli nella pensione, però… tutta questa trafila…” e capisci. Quel giorno, in quell’ufficio postale, è arrivata la Social card.

ELEMOSINA? – Allora si inizia a far più caso a quanto c’è intorno: qualcuno si scambia due parole “per fortuna ieri sono riuscito ad andare all’Inps“, “non dirmelo, vado avanti e indietro da una settimana“. Più in làdue signore e una ragazza parlano di quello che ci si può comprare e di quanto siano in termini di “giorni“: “In tv dicevano una settimana!” “Sì vabbeh, 40 euro una settimana…“. Dopo un po’ si salutano con un buon Natale che tutto sembra fuorché un augurio. Alle casse una mamma fa la richiesta a nome dei suoi figli: “ma quindi sono 40 euro per ognuno? Ma devo farla ogni anno? Quando arrivano i soldi?“. E’ lì da almeno venti minuti e se ne andrà solo mezz’ora di domande più tardi. Più in là qualcuno chiede se bisogna per forza avere 60 anni per fare richiesta, altri si lamentano perché “sono venuto apposta sabato, sperando non ci fosse nessuno e invece…“. Non si parla d’altro. Chi deve magari spedire un vaglia o prendere una postepay, s’infila saltando il turno ma nessuno gli dice niente, anche se tutti se ne sono accorti. “Non so, a me non sembra una buona idea, sembra di avere l’elemosina“, dice una signora al suo vicino, che annuisce. “Sì, ma 40 euro sono sempre 40 euro, e possono servire“, risponde allora una mamma
lì accanto. Intanto la processione alle casse continua, silenziosa: quando è il loro turno i clienti accennano a una battuta e intanto porgono le carte, senza dire niente. E senza dire niente i cassieri iniziano a ticchettare sulle tastiere. Ci si sente avvolti in una cappa di dignitosa solidarietà collettiva. Come se fosse l’ultimo passo prima del baratro, in un paese in declino ormai avanzato, e soltanto una sgradevole sensazione di deja-vu ci fa pensare che l’Italia, di ultime spiagge, ne ha vissute più d’una. E la prossima probabilmente sembrerà anch’essa l’ultima.
UNA BELLA SOMMETTA, DOPOTUTTO… - Alla fine del proprio turno non è possibile trattenersi. Presi la ricevuta e il resto la domanda viene alla bocca spontanea. Un solo tentennamento, con la cassiera cheguarda stupita: “Scusi..ma tutta questa gente è qui per la social card?“. Non dice sì o no, ma sorride e li guarda. “Ma da stamattina ne sono venuti tanti?“. Si vede che non vorrebbe rispondere, e infatti tace per un po’, ma alla fine lo fa: “Sì, molti“. “Quanti?“. “Non so di preciso, ma parecchi. Tanti“. Ancora silenzio. Riprende, dopo qualche istante: “Beh, alla fine 40 euro sono sempre 40 euro“.























sono quasi diventata triste.
a opensare che con 40 euro non ti paghi nemmeno un gigolò?
siamo nella merda che brutta fine di guesto passo diventeremo la seconda argentina
Che amarezza
però paghi l’ADSL ai tuoi figli che cercano lavoro (per uno/due mesi sperando che facciano in fretta) o i dolcetti da offrire ai parenti che vengono a trovarti per le feste o gli addobbi di Natale per rallegrare la tua casa almeno in quei giorni o 4 ricariche telefoniche da spartire in famiglia o un giubbino scontato per ripararti dal freddo o una coperta o l’abbonamento per due mesi al bus…Son tante le cose che si possono fare con 40 euro
pensa Ale, non ci pago uno gigolò, ma neppure una pochette di dior. la vita è dura.
che vita di stenti e privazioni, seré
Che pena..
e a sentirla non sembrava neanche male…meglio di niente.
A volte forse è meglio niente e tenersi la dignità.
Maledetti noi tutti senza distinzione.
Grazie per la tristezza di oggi
appunto: tenersi la dignità, e rifiutare le mance!
Beh, a conti fatti hanno offerto un caffè al giorno …. e qualche centesimino rimane pure.
E poi vuoi mettere la card = patente da sfigato
secondo me era molto meglio niente che sta’ presa per il ….
chi la concepita purtroppo non deve fare ne file ne code,ma bisognerebbe costringerli con la forza cosi almeno si rendono conto.oddio anche due o tre mesi nelle stesse condizioni non sarebbe male! dik
@ dik
Certo che chi l’ha concepita non deve fare ne file ne code: a loro pensiamo e per loro paghiamo noi.
Loro ci danno, appunto la mancia.
la bi
io non credo nelle mance!
http://it.youtube.com/watch?v=k_8kIO0CBNI
Questo pezzo è STRAORDINARIO.
Brava Maddalena.
Io continuo a pensare, ovviamente, che la Social card è una cosa inutile, anzi dannosa, che non è questo il modo, ecc..ecc…
Ma questa fila silenziosa e dignitosa di gente in fila alle poste mi fa pensare, e molto. Penso dovrebbe farci riflettere tutti. Ovviamente a partire da chi ci governa e da chi dice di voler fare l’opposizione.
Come diceva il padrone a mio nonno.2meglio la scorza dell’uovo che la gallina” “A scorcia a tia e u capuni a mia” Tutto questo negli anni cinquanta… Oggi niente guscio d’uovo… ma quaranta euro… e finalmente l’uovo si può comprare. W. l’Italia!
@ CORDAPAZZA
beh! però noi altro che “sei volte abbiamo riempito la tazza”! che altro vogliono i pidocchiosi?
@COMICOCOMIX
Veramente la mia idea è che tutti riflettiamo, meno chi dovrebbe riflettere
la b
Quella la chiami fila????
Dovresti vedere quando vado a portare le cose alla caritas quanta gente ci trovo dentro… gente che se ci parli non è ignorante, ma anche istruita ed alcuni ex-borghesi finiti male.
Comunque, sapete dove trovo le “regole” per accedere alla social card ed agli aiuti governativi?
C’è una signora che abita dalle mie parti che dovrebbe rientrarci, ma non sa come informarsi e mi ha chiesto il favore di farlo.
La vedete quella gente in fila alla posta? O chi si ficca in tasca un pomodoro al supermercato? Dico un pomodoro, non un Cartier. E voi qui a cincischiare se è elemosina, se l’han fatta bene la tesserina, se non era meglio dieci euro in più, o un isee in meno.
Aprite gli occhi e guardateli, sono loro quelli con dignità. Che per loro quaranta euro fanno comunque una bella differenza, che non stanno tanto a storcere il naso. Vorrei vedere a quel codapazza se gliene mancassero un pochini, di quei soldi che certamente ha altrimenti non starebbe qui a parlare di dignità e di mance. Vorrei vedere se ci sputerebbe così sopra.