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I segreti del sesso degli antichi romani

Le mura dell’antica città di Pompei erano piene di immagini pornografiche che raccontavano la stravagante vita amorosa dei romani. Il sesso era considerato un dono benevolo degli Dei sul quale gli uomini non avevano il pieno controllo. Le cose sono cambiate però quando il cristianesimo ha iniziato ad influenzare la vita degli antichi romani. Come l’archeologo spiega nel suo libro “From Shame to Sin: The Christian Transformation of Sexual Morality in Late Antiquity”, c’è stato un cambiamento nella morale forte e rapido dopo il 313, quando l’imperatore Costantino con l’editto di Milano concesse a tutti i cittadini, e quindi anche ai cristiani, di onorare le proprie divinità. La notizia è stata riportata da 20 Minuten.

Foto: Wikipedia/Tyler Bell
Foto: Wikipedia/Tyler Bell

IL SESSO DOPO L’EDITTO DI MILANO – Harper spiega però che non tutti partecipavano volontariamente alla vita sessuale disinvolta dei romani: poche erano le donne che prendevano parte di propria spontanea volontà alle orge e molti erano gli schiavi che erano costretti ad avere rapporti sessuali. Lo sfruttamento delle donne e degli schiavi fu favorito dallo stato. L’etica cristiana vedeva la sessualità sotto una luce completamente diversa. Per San Paolo la fornicazione era il simbolo della ribellione dell’uomo contro Dio, qualsiasi rapporto al di fuori del matrimonio era considerato peccato. Quando i cristiani salirono al potere, diffusero questa idea in tutto l’impero. I rapporti omosessuali vennero considerati come il peggiore dei peccati e la prostituzione fu vietata. I predicatori diffondevano nuove idee d’odio in tutto l’imperp riuscendo a stabilire una rigoros morale sessuale che è sopravvissuta fino ai giorni nostri.