|

Quante persone vivono di politica in Italia (e quanto ci costano)

Uno studio del sindacato Uil ci spiega e racconta quanto costa agli italiani la politica, quante persone fanno i politici di mestiere e quanto costa al cittadino. Il Corriere della Sera, in un articolo a firma di Enrico Marro, ne riporta un sunto:

 

Di politica vivono direttamente o indirettamente 1 milione e 100 mila persone, pari al 5% degli occupati in Italia. E la politica costa in media a ogni cittadino 386 euro, neonati compresi, oppure come dice la Uil 757 euro a testa considerando solo la platea di chi paga effettivamente l’Irpef (circa 30 milioni di contribuenti). Secondo Angeletti i costi della politica si potrebbero tagliare di quasi un terzo, risparmiando così 7 miliardi da destinare all’alleggerimento delle imposte sul lavoro.

COSTI POLITICA

Ma vediamo nel dettaglio i risultati:

Per gli organi istituzionali delle amministrazioni centrali e decentrate, nel 2013, si spenderanno 6,1 miliardi, il 4,6% in meno del 2012, ma con performance molto diverse: le Regioni, infatti, hanno tagliato dell’11,5%, la presidenza del Consiglio aumenterà invece le spese dell’11,6%, passando da circa 411 milioni nel 2012 a 458 nel 2013. Per tutte le consulenze pubbliche la spesa sarà di 2,2 miliardi mentre 2,6 miliardi serviranno per i costi di funzionamento degli organi degli enti e delle società partecipate. Ben 5,2 miliardi sono invece destinati ad altre voci: auto blu, personale di nomina politica, direttori delle Asl. Per arrivare a 23,2 miliardi restano appunto 7,1 miliardi, quelli che si potrebbero tagliare, secondo Angeletti, e che si riferiscono al «sovrabbondante sistema istituzionale», come lo definisce il rapporto curato dal segretario confederale Guglielmo Loy.

Nel dettaglio:

3,2 miliardi si potrebbero risparmiare sulle spese di funzionamento (non quelle per gli organi istituzionali) accorpando gli oltre 7.400 Comuni con meno di 15 mila abitanti, un altro miliardo e 200 milioni potrebbe arrivare da un taglio delle spese delle Province, e un altro miliardo e mezzo da un ulteriore taglio delle uscite delle Regioni. Infine, 1,2 miliardi in meno di spesa potrebbero arrivare da «una razionalizzazione del funzionamento dello Stato centrale degli uffici periferici, anche a seguito dell’avvenuto decentramento amministrativo».