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Paolo Bianco: lo scienziato alla gogna per «colpa» di Stamina

A Favore della Sperimentazione Animale rilancia una vignetta pubblicata su Facebook da Manuele Bozzoni, fondatore del Comitato bresciano pro stamina, che mette alla gogna Paolo Bianco, Direttore del laboratorio cellule staminali dell’Università La Sapienza di Roma, che settimana scorsa aveva pubblicato sul Corriere della Sera un appello al ministro della Salute Lorenzin affinché rendesse pubblico il protocollo del metodo Vannoni. La vignetta vede il professor Bianco con la testa e le mani infilate in una gogna, e la scritta: «Paolo Bianco, noi ti si vorrebbe così… Almeno smetti di scrivere boiate».

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IL MINISTRO LORENZIN PUBBLICHI IL RAPPORTO – Dopo che il 4 dicembre scorso il Tar del Lazio aveva sospeso il decreto di nomina della commissione che ha bocciato il metodo Stamina di Davide Vannoni, Paolo Bianco aveva scritto una lettera al direttore del Corsera, Ferruccio de Bortoli, spiegando perché ritenesse fondamentale che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin togliesse il segreto sul protocollo Stamina, in modo che questo potesse essere liberamente valutato dalla comunità scientifica. Un appello che Bianco, insieme ad altri eminenti scienziati italiani tra cui Luigi Frati, patologo e rettore de La Sapenza di Roma, aveva già sottoscritto lo scorso agosto con una lettera al ministro Lorenzin. Nella sua nuova lettera, Bianco ha sottolineato ancora una volta che il ministero della Salute dovrebbe rendere pubblico il protocollo Stamina per fare in modo che gli esperti potessero «fugare i dubbi che la sentenza del Tar genera nei loro confronti presso l’opinione pubblica»:

Gli accordi di riservatezza (di diritto privato), sottoscritti dai membri della Commissione, non vincolano il ministro. E il ministro stesso ha rimarcato che l’interesse pubblico alla chiarezza non è sottoposto all’interesse commerciale privato che sottende alla «riservatezza». Anche perché il caso in questione è particolare. Le sperimentazioni di nuove terapie, infatti, sono di norma finanziate da privati e ammettono il diritto alla riservatezza su quanto di originale, nella terapia proposta, configuri una proprietà intellettuale. Nel caso Stamina, però, la sperimentazione in questione non sarebbe finanziata da un privato, ma dallo Stato; è lo Stato, in ultima analisi, proponente sperimentatore e sponsor; ed è scopo dello Stato la chiarezza e l’informazione del pubblico.

APPELLO ALLA CHIAREZZA SU STAMINA – Quindi l’invito del professor Bianco alla «chiarezza», in modo da tutelare l’interesse pubblico:

Cosa c’è nel materiale tenuto segreto oggi? Per questo, sembra necessario che sia il ministro a fare chiarezza, rendendo noti il protocollo Stamina e i rilievi della Commissione. Tanto più se la Commissione sarà sostituita da una diversa. Il ministro può farlo, e ha molte ragioni per farlo. Tra queste, l’interferenza di interessi commerciali che lo Stato non può anteporre all’interesse pubblico.

LA REPLICA DI LORENZIN – Il ministro Lorenzin, dal canto suo, aveva replicato che il ministero non avrebbe potuto pubblicare il protocollo ma che riteneva opportuno che fosse Stamina stessa a farlo:

Capisco il senso di quell’appello – aggiunge Lorenzin -, perché tutti vogliono sapere di che cosa si tratta veramente visto che i risultati vengono messi sempre in dubbio. Io continuo a ribadire che sarebbe stato opportuno da parte di Stamina Foundation rendere pubblico il metodo, considerando che ci saranno altri modi per proteggere il loro investimento finanziario». «Il metodo non è stato brevettato e quindi Stamina Foundation ha fatto firmare al Ministero un vincolo di riservatezza» conclude Lorenzin.

SOLIDARIETÀ A PAOLO BIANCO – In coda alla vignetta pubblicata da A Favore della Sperimentazione Animale, seguono diversi commenti di solidarietà nei confronti del professor Bianco, che con il suo invito alla chiarezza e alla trasparenza ha attirato su di sé lo scherno dei sostenitori del metodo Vannoni.

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