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The final Ricchiutidi Vincenzo Ricchiuti
pubblicato il 9 luglio 2008 alle 08:07 dallo stesso autore - torna alla home

Gianni Brera era un catenacciaro. Un reazionario. Un uomo bulldog dalla perenne Faccia all’Arme. Uno zulu lombardo. Un “misogeno” vecchio come ogni grande scrittore. Un ansiotico conservatore di quell’orrido calcio che fu, che era, chissà quando, mai stato. Un becchino d’ogni talento libero & bello, da seppellire vivo per ammuffirlo in un “vegeto”. Il frate ricco di spirito, in tutti i sensi, nel convento dei ricchi di altro. Un uomo che faceva provincia. Un uomo che faceva tanta provincia. Un uomo come Iddio la manda e comanda giù in terra, che faceva tanta ma tanta ma tanta ma tanta provincia. Eppure. Quale miglior scherzo del destino, allora, sentirlo usare fuori borgo per fare il cicchetto, sintetizzando il peccato, alle abatine in vacanza da sole. A proposito di immortalare qualcosa, titolare a Lloret de Mar (allora non era Ingrid): “il corpo della ragassa”. Hic.

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