Da cittadini a personaggi scomodi: i beduini in Medioriente, dal piano sharon alla polizia specializzata passando per il video educativo che intima le ragazze a non andarci assieme: sono pericolosi, come le bandiere nere al mare.
Il deserto del Negev. Terra dolceamara che va a morire nel golfo di Aqaba nel Mar Rosso. Inquieto ossimoro della sparizione di quella che un tempo era conosciuta come la parte mediorientale della Via delle Spezie. Rotta di cannella, zenzero, pepe nero e oro. Luogo di bivacchi, commerci, sol leone e antiche tradizioni. Lungo quello che resta di quel percorso faticoso, ancora oggi alcune tribù di beduini vivono di allevamento e della vendita di dromedari e capre, si spostano lentamente accompagnati da colonne di animali e dormono in tende fatte di pelle di capra. Nomadi o seminomadi. La quasi totalità della
popolazione è invece stanziale e vive in insediamenti permanenti (Township) o in Unrecognized Villages. In tutto circa 140.000 persone che rappresentano un problema annoso per Tel Aviv.
PIANI SULLA PELLE DEGLI ALTRI - Ben Gurion alla fondazione di Israele diede la cittadinanza a questo popolo, ma una legge sull’amministrazione territoriale del 1953 (che considerava accatastabile al demanio pubblico la terra che non era accompagnata da possesso scritto) espropriò de facto i beduini dei luoghi in cui si muovevano da secoli. La traduzione dall’inglese della catalogazione dei villaggi è più che esplicativa. Mancano i servizi sanitari, la rete elettrica, le fognature, le strade. Nel 2003 l’allora premier Sharon concretizzò il cosiddetto “Piano Sharon per i Beduini del Negev”. Votato alla Knesset prevedeva lo spostamento di tutti i beduini nelle township attraverso la negazione dell’esistenza dei villaggi permanenti (non esistono neppure sulle cartine geografiche), la mancata consultazione delle comunità interessate e, soprattutto, con la destinazione della maggioranza dei fondi per coprire i costi delle operazioni di demolizione delle case beduine, considerate illegali dalla legge israeliana. I famosi caterpillar in azione. Ritornano in mente le case degli insediamenti dei coloni in Cisgiordania, ma questa è un’altra storia. Addirittura il Ministero dell’interno ha creato un corpo di polizia specifico per i beduini: la Green Patrol. Che cosa faccia di speciale non si sa, ma esiste.
RIPOPOLAZIONE ED EFFETTI COLLATERALI - Nel 2007 tre villaggi beduini, A Tir, Um al-Hiram e Twail
abu Jarwal sono stati demoliti e gli abitanti fatti allontanare dalle aree abitate da polizia ed esercito. L’azione di sfollamento rientra in un progetto pubblicato dal Jewish National Fond che mira a trasferire in quelle zone del Negev 250.000 israeliani di religione ebraica e costruire 14 nuovi insediamenti. Il governo israeliano ha stanziato 4 miliardi di dollari (in parte pubblici, in parte privati) per rivitalizzare la zona desertica che occupa il 60% del territorio israeliano. Secondo il Negev Coexistence Forum, organizzazione che si occupa di monitorare e promuovere la coesistenza fra le diverse culture nell’area, formata da ebrei e arabi israeliani, l’azione di demolizione e l’uso di diserbanti per distruggere le colture beduine, è ormai normale amministrazione di “disturbo” da parte delle autorità israeliane.
BANDIERA NERA - La zona del Negev è particolarmente delicata per un’altra questione: esercitazioni militari e ricerca nucleare. Nel bel mezzo del deserto, c’è la centrale nucleare di Dimona, che Ben Gurion inaugurò nel 1958, e molte basi militari da dove partono le ricognizioni degli Apache e degli F16
dell’aviazione israeliana. Da Be’er Sheva, capoluogo di distretto e sesta città più grande di Israele, fino alla turistica Elat che si affaccia sul Mar Rosso, il Negev è prevalentemente firezone, di notte e di giorno. Si prende una pausa nei fine settimana per motivi turistici. La questione Beduini ha poi avuto negli ultimi giorni anche una deriva “sessuale” che ha fatto discutere molto in Israele e anche in altre parti del globo. La municipalità della cittadina di Kiryat Gat in collaborazione con la polizia locale ha proiettato in una scuola pubblica, prima dell’inizio delle vacanze estive, un video in cui compaiono interviste ad un ufficiale di polizia e ad un membro di un non ben precisato Dipartimento Anti-Assimilazione che esorta le ragazze israeliane a non copulare con i Beduini. Chaim Shalom, il responsabile del progetto di “educazione sessuale” ha così dichiarato:”Io lo paragono ad una gita al mare. Se c’e’ la bandiera nera che indica pericolo e divieto di balneazione non ci si deve tuffare. Con i beduini e’ lo stesso, sono pericolosi”.
PARALLELI CINEMATOGRAFICI E NON SOLO - Il video è tristemente intitolato Sleeping with the enemy “A letto con il nemico”, ma non ha Julia Roberts come protagonista. Anche Repubblica ne ha scritto ricevendo le critiche di Informazione Corretta un sito che si occupa di monitorare come i media italiani presentano Israele e il Medioriente. Chissà se i beduini hanno cominciato a mettersi in fila per lasciare le proprie impronte digitali, ma questo per fortuna succede solo in Italia. Alla faccia della cittadinanza.


























secondo me non è giusto arricchirsi slle disgarzie altrui, e non è tanto meno giusto espropiare dei cittadini dalla loro terra per scopi politici e per l’egoiscmo dell’uomo che vuole solo ciò che desidera senza pensare agli altri….Credo che sia giusto lottzare per avere la propria indipendenza e per riottenere la giustzai e la libertà…Ognuno deve ripsettare i diritti deli altri e perseverare nei proprio doveri senza però ostacolare la vita degli altri e senza togiere proprio ai quei pooli meno abbienti la felicità di vivere nel loro paese…lo disse anche Pascoli nell’opera “la Garnde Proletaria si è mossa”, lottiamo per la nostra libertà e imdipendanza dagli altri….
Espropri, abbattimenti, colonizzazione di territori… storie che abbiamo già sentito, in ogni parte del globo. Riguardo a Informazione Corretta, al di là del lodevole scopo con cui è nato, non fa altro che attaccare chiunque critichi Israele. Senza fare distinzione, se parli male di Israele loro ti attaccano. Punto. e questo ne è un esempio. Vi pare normale un video didattico in cui si insegna con chi copluare e chi evitare? Per loro evidentemente si…
Informazione Corretta spesso è ringhiosa nelle analisi delle notizie. La leggo perché mi interessa il principio da cui parte: il monitoraggio sui media. Da un punto di vista squisitamente culturale è un’ottima cosa. Il problema è che, come si vede anche da questo pezzo, il monitoraggio è emozianale, partigiano e un pò cieco.
La cosa sconvolgente è il video. Risposta quindi: no, non mi pare affatto normale farlo passare per didattico. E’ clamorosamente razzista.