Esteri

Sesso, nucleare e videotape

9 luglio 2008

Da cittadini a personaggi scomodi: i beduini in Medioriente, dal piano sharon alla polizia specializzata passando per il video educativo che intima le ragazze a non andarci assieme: sono pericolosi, come le bandiere nere al mare.

Il deserto del Negev. Terra dolceamara che va a morire nel golfo di Aqaba nel Mar Rosso. Inquieto ossimoro della sparizione di quella che un tempo era conosciuta come la parte mediorientale della Via delle Spezie. Rotta di cannella, zenzero, pepe nero e oro. Luogo di bivacchi, commerci, sol leone e antiche tradizioni. Lungo quello che resta di quel percorso faticoso, ancora oggi alcune tribù di beduini vivono di allevamento e della vendita di dromedari e capre, si spostano lentamente accompagnati da colonne di animali e dormono in tende fatte di pelle di capra. Nomadi o seminomadi. La quasi totalità della popolazione è invece stanziale e vive in insediamenti permanenti (Township) o in Unrecognized Villages. In tutto circa 140.000 persone che rappresentano un problema annoso per Tel Aviv.

PIANI SULLA PELLE DEGLI ALTRI – Ben Gurion alla fondazione di Israele diede la cittadinanza a questo popolo, ma una legge sull’amministrazione territoriale del 1953 (che considerava accatastabile al demanio pubblico la terra che non era accompagnata da possesso scritto) espropriò de facto i beduini dei luoghi in cui si muovevano da secoli. La traduzione dall’inglese della catalogazione dei villaggi è più che esplicativa. Mancano i servizi sanitari, la rete elettrica, le fognature, le strade. Nel 2003 l’allora premier Sharon concretizzò il cosiddetto “Piano Sharon per i Beduini del Negev”. Votato alla Knesset prevedeva lo spostamento di tutti i beduini nelle township attraverso la negazione dell’esistenza dei villaggi permanenti (non esistono neppure sulle cartine geografiche), la mancata consultazione delle comunità interessate e, soprattutto, con la destinazione della maggioranza dei fondi per coprire i costi delle operazioni di demolizione delle case beduine, considerate illegali dalla legge israeliana. I famosi caterpillar in azione. Ritornano in mente le case degli insediamenti dei coloni in Cisgiordania, ma questa è un’altra storia. Addirittura il Ministero dell’interno ha creato un corpo di polizia specifico per i beduini: la Green Patrol.  Che cosa faccia di speciale non si sa, ma esiste.

RIPOPOLAZIONE ED EFFETTI COLLATERALI - Nel 2007 tre villaggi beduini, A Tir, Um al-Hiram e Twail abu Jarwal sono stati demoliti e gli abitanti fatti allontanare dalle aree abitate da polizia ed esercito. L’azione di sfollamento rientra in un progetto pubblicato dal Jewish National Fond che mira a trasferire in quelle zone del Negev 250.000 israeliani di religione ebraica e costruire 14 nuovi insediamenti. Il governo israeliano ha stanziato 4 miliardi di dollari (in parte pubblici, in parte privati) per rivitalizzare la zona desertica che occupa il 60% del territorio israeliano. Secondo il Negev Coexistence Forum, organizzazione che si occupa di monitorare e promuovere la coesistenza fra le diverse culture nell’area, formata da ebrei e arabi israeliani, l’azione di demolizione e l’uso di diserbanti per distruggere le colture beduine, è ormai normale amministrazione di “disturbo” da parte delle autorità israeliane.

3 commenti a Sesso, nucleare e videotape

  1. Jessica

    secondo me non è giusto arricchirsi slle disgarzie altrui, e non è tanto meno giusto espropiare dei cittadini dalla loro terra per scopi politici e per l’egoiscmo dell’uomo che vuole solo ciò che desidera senza pensare agli altri….Credo che sia giusto lottzare per avere la propria indipendenza e per riottenere la giustzai e la libertà…Ognuno deve ripsettare i diritti deli altri e perseverare nei proprio doveri senza però ostacolare la vita degli altri e senza togiere proprio ai quei pooli meno abbienti la felicità di vivere nel loro paese…lo disse anche Pascoli nell’opera “la Garnde Proletaria si è mossa”, lottiamo per la nostra libertà e imdipendanza dagli altri….

  2. Lorenzo

    Espropri, abbattimenti, colonizzazione di territori… storie che abbiamo già sentito, in ogni parte del globo. Riguardo a Informazione Corretta, al di là del lodevole scopo con cui è nato, non fa altro che attaccare chiunque critichi Israele. Senza fare distinzione, se parli male di Israele loro ti attaccano. Punto. e questo ne è un esempio. Vi pare normale un video didattico in cui si insegna con chi copluare e chi evitare? Per loro evidentemente si…

  3. Alessandro

    Informazione Corretta spesso è ringhiosa nelle analisi delle notizie. La leggo perché mi interessa il principio da cui parte: il monitoraggio sui media. Da un punto di vista squisitamente culturale è un’ottima cosa. Il problema è che, come si vede anche da questo pezzo, il monitoraggio è emozianale, partigiano e un pò cieco.
    La cosa sconvolgente è il video. Risposta quindi: no, non mi pare affatto normale farlo passare per didattico. E’ clamorosamente razzista.

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