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Le foto del terribile carcere di Nelson Mandela

Una visita di 30 minuti ogni anno. Una lettera ogni sei mesi. Un secchio di ferro come toilette. Sono le disumane condizioni imposte a Nelson Mandela durante gli anni trascorsi a Robben Island, piccola isola vicina a Città del Capo, nel terribile carcere del regime razzista dell’apartheid.

 

nelson mandela carcere robben island 6

 

LE CONDIZIONI DISUMANE – È l’inverno del 1964 quando il leader sudafricano viene rinchiuso in cella. Da qual momento vivrà per 18 anni (27 anni gli anni trascorsi dal leader politico in prigione) in una stanza di 4 metri quadrati, quasi completamente impossibilitato ad avere contatti con la famiglia perfino per corrispondenza. Costruito due secoli fa, il carcere di Robben Island, chiuso definitivamente nel 1996, ha una lunga storia di orrori e maltrattamenti. Dai paesi colonizzatori come l’Olanda e la Gran Bretagna è stato utilizzato finanche come lebbrosario o manicomio. In seguito, dopo la vittoria del Partito Nazionale di Hendrik Verwoerd nel 1948, è diventato luogo di detenzione in cui i prigionieri trattati diversamente a seconda della loro etnia. Nel carcere di Robben Island perfino i pasti variano a seconda del colore della pelle. Ma varia anche a seconda del colore anche il trattamento, e i reclusi dalla pelle nera sono costretti delle peggiori condizioni.

 

 

LA STORIA – La storia dei trattamenti disumani comincia a metà del 17esimo secolo, quando, durante la colonizzazione degli olandesi, a Robben Island vengono inviati schiavi e prigionieri per svolgere lavori forzati per la costruzione di insediamenti in città. Alla fine del 18esimo secolo, con l’arrivo degli inglesi, l’isola viene poi utilizzata come luogo di detenzione per prigionieri militari, politici e criminali, soprattutto neri. Un decimo dei detenuti sono donne, che vengono poi trasferite, nel 1835, in un penitenziario in città. Dal 1846 Robbn Island diventa ospedale dove malati vengono trasferiti da altre parti del paese. Si trasforma dunque in una colonia di lebbrosi con oltre mille reclusi. Nel 1959, infine, Robben Island diventa carcere di massima sicurezza per i condannati del regime razzista e criminali comuni. Gli ultimi prigionieri politici lasceranno l’isola nel 1991. Oggi la prigione fa parte del patrimonio Unesco ed è diventata località turistica facilmente raggiungibile in barca da Città del Capo.

(Fonte foto: Huffington Post)