Magdi Allam si arrabbia con Libero

L’europarlamentare manda una piccata replica al quotidiano per l’articolo di ieri Magdi Allam non ci sta e si arrabbia con...

L’europarlamentare manda una piccata replica al quotidiano per l’articolo di ieri

Magdi Allam non ci sta e si arrabbia con Libero. Dopo l’articolo di ieri che riportava le dichiarazioni rese alla tv del Riformista, l’europarlamentare scrive una lettera al quotidiano diretto da Belpietro per smentire. Ecco la replica e  la risposta di Francesco Specchia, autore dell’articolo:

Caro Direttore,
sono rimasto esterrefatto leggendo l’articolo di Francesco Specchia dal titolo “Magdi Democristiano Allam, All’Europarlamento non ci vado però mi permette di mangiare”, pubblicato ieri da Libero. Si è trattato di una infelice e arbitraria rielaborazione di seconda mano di dichiarazioni estrapolate dal loro contesto, senza verificare la loro autenticità confrontandosi con me, per avvalorare una tesi pregiudizialmente critica e lesiva della mia onorabilità. Il fatto che la pubblicazione coincida con la chiusura della campagna elettorale che mi vede impegnato come capolista di “Io amo Milano”a sostegno della candidatura di Letizia Moratti, si traduce per me in un dannosul piano dell’immagine. Ilmio rammarico è ancor più forte trattandosi di una testata per la quale ho collaborato e dove i miei interventi sono sempre stati pubblicati con l’apprezzamento e la condivisione dei contenuti. Mi si rappresenta come un volpone che vorrebbe campare sulle spalle dei contribuenti lavorando poco e guadagnando molto, anzi moltissimo. Ebbene vorrei innanzitutto chiarire che se fossi stato veramente attaccato al denaro, non mi sarei mai dimesso volontariamente alla fine del novembre 2008 dalla vice-direzione del Corriere dellaSera, dove beneficiavo di un trattamento economico più che privilegiato, e sono rimasto di fatto disoccupato per otto mesi fino alla mia elezione nel giugno 2009. Al mio arrivo nel Parlamento Europeo ho riscontrato una realtà che non mi appartiene. Questa Europa è un colosso di materialità senz’anima e il Parlamento Europeo è un’istituzione funzionale al perpetuamento di questa realtà. Il dato citato sul mio assenteismo risale al primo anno della legislatura e si spiega con il fatto che per circa tre mesi, dal gennaio al marzo del 2009, non ho potuto frequentare perché impegnato nella campagna per la Presidenza della Regione Basilicata. Ma abitualmente frequento il Parlamento Europeo dal lunedì al giovedì così come è prassi. Spiace che si pubblichino cifre inesatte dal momento che lo stipendio del parlamentare europeo è di 6 mila euro e non di oltre 12 mila euro. Spiace soprattutto che si siano mescolati ad arte un insieme di estrapolazioni e di menzogne al fine di elaborare una tesi diffamante. Sono una persona seria e perbene che ha sempre pagato per fare delle scelte di vita dove ho anteposto la ricerca della verità, la salvaguardia della libertà e la realizzazione del bene comune rispetto a qualsiasi altra considerazione. Mi propongo di contribuire a fare di Milano il modello europeo dell’integrazione attraverso l’istituzione di un nuovo Assessorato all’Identità, Cittadinanza, Integrazione e Sviluppo solidale. Mi metto a disposizione non perché mi interessa un’altra poltrona ma perché sono fermamente convinto che dobbiamo agire per prevenire il rischio dell’esplosione della conflittualità sociale nel momento in cui si toccano con mano dei preoccupanti sintomi legati al venir meno del rispetto delle regole, del rifiuto dell’integrazione e della crescita del radicalismo islamico.

La replica di Specchia:

* * * * * Per carità, onorevole, nessuna menzogna o tesi diffamante. Mai dubitato del suo impegno, ma, scusi, di fare l’eurode – putato mica gliel’ha ordinato il medico. E sugli stipendi lordi o netti dei nostri europarlamentari (i più alti della UE) ci si sarebbe a dire assai. Ciò detto, onorevole Allam, lei non ha smentito affatto la sua videointervista che è pubblica e di cui mi pare d’aver riportato tutto. E sì che l’aveva fatta in italiano, mica in arabo…