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Evan Rachel Wood si arrabbia a morte per la sua scena di sesso orale censurata

Sul web impazza il dibattito dopo i tweet seccati di Evan Rachel Wood, che ha espresso tutto il proprio disappunto per le presunte pressioni fatte dalla Motion Picture Association of America al regista Fredrik Bond, affinché quest’ultimo modificasse la versione finale del suo film, eliminando una «scomoda» scena di sesso orale. La modifica si sarebbe resa necessaria per poter classificare il film come R (restricted), ovvero vietato ai minori di 17 anni non accompagnati dai genitori.

evan rachel wood sesso orale charlie countryman 2

IL MISTERO DELLA SCENA DI SESSO ORALE – Il film in questione è Charlie Countryman, ed è stato presentato allo scorso Sundance Film Festival e alla Berlinale. Racconta la storia di un giovane uomo che si innamora della donna sbagliata, sposata a un boss della criminalità che farà di tutto per eliminarlo. A ricapitolare tutta la storia della scena è Jezebel, che si chiede però cosa ci fosse di tanto scandaloso in quella scena da dover essere addirittura tagliata per poter permettere la distribuzione del film dopo il passaggio nel circuito del festival. Festival dove Charlie Countryman è stato mostrato senza censure, e che ha ricevuto recensioni positive che però non fanno riferimento alla scena incriminata, forse perché non sembrava essere particolarmente scandalosa, né importante ai fini narrativi.

 

LA REPLICA DI EVAN RACHEL WOOD – La Wood, tuttavia, è sembrata parecchio arrabbiata e ha criticato la MPAA per aver ritenuto necessario di «censurare ancora una volta la sessualità femminile» visto che la scena dove i due protagonisti fanno «l’amore» è stata alterata perché «qualcuno ha pensato che vedere un uomo che pratica sesso orale su una donna avrebbe fatto sentire a disagio gli spettatori, mentre le scene dove si vedono persone assassinate con la testa a pezzi sono rimaste tali e quali». E l’attrice 26enne non si ferma qui, spiegando che «questo è un sintomo di una società che vuole che le donne si vergognino, che rinuncino a fare sesso. […] Per me è difficile pensare che quella scena sarebbe stata tagliata comunque anche se i ruoli fossero stati invertiti o se fosse stata la scena di uno stupro. È tempo che la gente cresca, che la gente accetti il fatto che le donne non devono dire grazie dopo essere state sc***e. Abbiamo il diritto di provare piacere».