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Come si diventa un agente Fifa

In tempi di crisi ogni impiego in grado di aprire i propri orizzonti vale molto, moltissimo. E certo se poi c’è la speranza di guadagnare qualche soldo magari girando il mondo ed intavolando rapporti con intermediari, rappresentanti e presidenti delle più grandi società del mondo, allora la prospettiva sarebbe a dir poco allettante. Se infine si riuscisse a diventare un personaggio mediatico di spessore allora avremmo la quadratura del cerchio.

Confederations Cup - Conferenza Stampa
Sepp Blatter, presidente Fifa

IL MIRAGGIO DEI GRANDI PALCOSCENICI – Fantasia? Grande Fratello? No, più semplicemente, la strada maestra è rappresentata dall’esame di agente Fifa, ovvero diventare un «procuratore». Quante volte vi è capitato di vedere nelle interviste su canali nazionali o locali personaggi che cercavano di presentare un talento pescato da qualche parte nel mondo diventando improvvisamente esperti di mercato quando questo riusciva a fare il colpo? Quante volte la stampa ha dato risalto a personaggi del calibro di Ernesto Bronzetti, Mino Raiola o Andrea d’Amico, agenti Fifa diventati personaggi chiave del calcio italiano grazie alle procure di alcuni dei giocatori più famosi del nostro Paese, o non solo? Parliamo quindi di un lavoro in grado di soddisfare la persona sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista sociale visto che promette all’ambizioso agente un futuro luminoso.

L’ESAME FIFA – Una volta deciso d’intraprendere questa strada, bisogna pensare al secondo passo, ovvero all’esame. La Fifa prevede due prove l’anno che si svolgeranno nelle sedi delle singole federazioni nazionali. Ed è la Figc a comunicare per l’Italia l’apertura dei bandi e le date delle prove. L’ultima in ordine di tempo si è svolta a Roma, presso l’Hotel Rome Cavalieri, lo scorso 26 settembre. La prova, della durata di un’ora e mezza, ha riguardato 20 domande a risposta multipla, di cui quindici proposte dalla Fifa e cinque dalla federazione nazionale. Come spiega la circolare Fifa 1339, con la quale il governo del calcio ha convocato la precedente sessione svoltasi nell’aprile 2013. Nel testo sono specificati i requisiti e gli argomenti che verranno affrontati nella selezione, così da consentire agli aspiranti agenti di prepararsi al meglio.

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Mino Raiola

IL REGOLAMENTO IN VIGORE – Nello specifico, in quella prova la Fifa spiegò che le domande avrebbero riguardato le novità figlie del congresso di Budapest del 25 maggio del 2012, le nuove politiche di trasferimento decise in quell’occasione, le novità nell’ambito del calcio a cinque e nozioni del regolamento Agenti Fifa del 2008, più altre circolari relative al codice di condotta degli agenti. La Figc, nel bando, aggiunge che la prova costa 100 euro e che per partecipare all’esame è necessario essere cittadini italiani o residenti da almeno due anni, di essere diplomati, di godere dei diritti civili, di non aver riportato condanne per delitti non colposi, per non essere stato inibito in ambito sportivo nell’ultimo quinquennio per un periodo superiore a 120 giorni.

CHI È UN AGENTE FIFA – Per quanto riguarda invece il regolamento Fifa del 2008, l’agente non è altro che una persona fisica che mette in contatto giocatore e società di calcio al fine di rinnovare un contratto di lavoro o di concludere un trasferimento. La federazione, a seguito dell’esame, rilascia una licenza che consente al candidato di svolgere l’attività di agente in tutti i Paesi aderenti alla stessa Fifa. L’attività può anche avere una vocazione imprenditoriale, a patto però che i dipendenti dell’agente si limitino a funzioni amministrative. Unici esentati dall’obbligo di conseguire il patentino sono i genitori, i fratelli o il coniuge di un giocatore, oltre che un avvocato abilitato, mentre il candidato non deve ricoprire alcun ruolo all’interno della Fifa o delle società di calcio che andrebbe a rappresentare.

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Ernesto Bronzetti al ritiro del premio La Torretta

L’ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA – L’esame si può sostenere per un numero limitato di volte. O meglio, se si viene bocciati la prima volta si può fare richiesta per la sessione successiva. In caso di seconda bocciatura, l’eventuale terzo tentativo dovrà avvenire ad almeno un anno di distanza dall’ultima prova. Se anche questa dovesse andare male, ecco che l’intervallo aumenta arrivando a due anni. Al momento della promozione viene chiesto all’agente di stipulare un’assicurazione professionale che possa coprire i rischi derivati dalla sua attività direttamente o indirettamente imputabili al lavoro da lui svolto. Se non ci si assicura, allora è necessario presentare una garanzia bancaria di 100.000 franchi svizzeri (pari a circa 86 mila euro). Questi soldi serviranno per estinguere eventuali condanne da parte di tribunali sportivi o amministrativi.

COME SI CALCOLA IL COMPENSO – Una volta presentati gli oneri, si può parlare anche degli onori. Un calciatore può essere rappresentato da un agente per un periodo di due anni, prorogabile per altri due. Ogni ulteriore proroga dev’essere scritta. Il pagamento all’agente deve arrivare direttamente dal calciatore che, però, può incaricare la squadra che onorerà così il compenso dell’intermediario. Per quanto riguarda i compensi, invece, vengono calcolati in base alla retribuzione annua lorda del calciatore sotto contratto negoziato dall’agente, premi compresi. Non valgono invece ai fini del calcolo i benefit come l’auto, la casa, i bonus.

UN 3 PER CENTO CHE VALE ORO – In caso contrario agente e calciatore possono concordare il compenso preventivamente. In caso contrario l’agente verrà pagato dal calciatore per la durata del suo contratto, anche se nel frattempo sarà scaduta la procura, mentre se non viene specificato il compenso o non si arriva ad un accordo, il procuratore incasserà il 3 per cento della retribuzione base. Infine, se un agente stipula un contratto con una società di calcio, dev’essere pagato in anticipo con una quota forfettaria. Per questo motivo negli ultimi tempi si sta assistendo ad un boom tra gli agenti Fifa. Chi non riesce a sfondare in campo per motivi tecnici o sventure di varia natura, si ricicla come intermediario tra squadre e giocatori, nella speranza di trovare un campioncino che possa fruttare molti soldi.

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Mino Raiola con Pavel Nedved

UNA CONCORRENZA SPIETATA – Ed a quanto pare in Italia questo mondo sta diventando via via più interessante. Come ci ricorda Avvenire, nel nostro Paese gli agenti al 28 febbraio 2013 erano 950. Il doppio rispetto a quelli registrati in Inghilterra (497) ed il triplo di quelli brasiliani (333), mentre l’Argentina è ancora più staccata con i suoi 217 agenti. Segno di una concorrenza agguerritissima che non consente voli pindarici. Come in tutte le professioni, chi è capace va avanti, chi non è in grado di stabilire relazioni durature, segna il passo. Questa è ad esempio la valutazione di Jean-Christophe Cataliotti, 41 anni, avvocato, agente Fifa e consulente di calciomercato per molti club italiani e stranieri, che spiega come «c’è chi guadagna cifre importanti come Raiola e chi invece fa fatica a stare al passo all’interno di un mercato fortemente concorrenziale come quello del calcio».

SERVE SPIRITO DI SACRIFICIO – «Perciò agli inizi -conclude Cataliotti- per svolgere questa attività, oltre a un investimento di partenza, è bene avere anche un’altra professione alle spalle che faccia da salvagente». Sempre l’agente spiega che ad ogni esame mediamente passa solo il 20 per cento dei candidati, segno che le venti domande spesso rappresentano un ostacolo insormontabile per i candidati. Ed una volta passato l’esame, bisogna essere pronti a sacrificarsi, a girare il mondo, pagare aerei, rimanere con il cellulare sempre acceso e studiare nuovi mercati che possono garantire successi, ma anche bidoni. Si tratta del rischio proprio dell’imprenditore, solo che in questo caso non s’investe su un prodotto ma su un giocatore.

FIFA, Conferenza Stampa Joseph Blatter

L’IMPORTANZA DEI RAPPORTI UMANI – Quindi, come in ogni professione, è importante riuscire a fare sistema tra le parti, come conferma l’ex calciatore della Roma Lionello Manfredonia, ripreso sempre da Avvenire: «Un agente di successo è quello che riesce a stabilire delle relazioni durature e vantaggiose con le società, ancor prima che con il calciatore che assiste». Insomma, quello che fanno le grandi squadre che si rivolgono a uomini di fiducia in grado di garantire i campioni di oggi o di domani. Un discorso sicuramente lineare e chiaro: l’agente Fifa non è la professione del futuro, bisogna essere in grado di tessere rapporti e fare sistema ma sopratutto bisogna dedicare anima e corpo alla ricerca di giocatori di talento da proporre alle squadre, sapendo che spesso più che il giocatore in sé sono i rapporti umani a fare la differenza.

I CORSI CHE PROMETTONO LA PROMOZIONE – Allora ci si chiede per quale motivo sulla rete abbondano gli annunci di corsi preparatori all’esame di procuratore. Corsiagentefifa propone un tutor on-line al costo di 249 euro attraverso il quale è possibile scaricare tutti i testi necessari per preparare l’esame, mentre vengono proposti incontri frontali con esperti del settore che analizzeranno i contenuti degli esami in inglese, la lingua della Fifa, come spiegato dalla presentazione:

Il corso è particolarmente utile per chi non domina perfettamente l’inglese: gran parte dell’esame verterà su temi che andrebbero preferibilmente studiati sui testi originali redatti in inglese, la lingua ufficiale della normativa Fifa

Che poi in realtà le lingue della Fifa sono quattro, inglese, francese, spagnolo e tedesco. Indipendentemente da questo, non si fa menzione dell’assicurazione da stipulare obbligatoriamente mentre si spiega che ci vorrà almeno un anno per ingranare, anche se poi il successo è garantito dal fatto che la Fifa racchiude 209 federazioni.

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UN MERCATO APERTO – Calciomercato.com invece ci parla del corso di Jean-Christophe Cataliotti realizzato con l’avvocato Massimo Lanotte, esperto di diritto sportivo, illustrato nel sito Football Workshop e dal costo di 400 euro più Iva per due giornate di studio ed una dispensa che consentiranno ai candidati di preparare al meglio l’esame. Lo stesso Cataliotti, in compagnia di Luca Talotta, come spiegato da Calcionews 24, ha scritto un libro dal titolo «I segreti dell’agente dei calciatori», con prefazione di Xavier Jacobelli, edito da Mursia e dal costo di 15 euro per 189 pagine. Volendo esistono corsi più costosi come quello garantito dalla European School of Economics di Milano che tra febbraio e marzo 2014 proporrà otto lezioni da quattro ore dove verranno studiati gli argomenti d’esame e compiute simulazioni al costo di 1452 euro per un numero massimo di 25 partecipanti.

L’OBIETTIVO – La pagina Facebook Esame Agente Fifa invece ha proposto in concomitanza con l’esame di settembre un weekend full immersion con prove d’esame e spiegazione delle nozioni base per un totale di 399 euro più iva per un massimo di 10 persone. Team Soccer Life non propone un prezzo insieme alla presentazione dei suoi corsi ma spiega che

la difficoltà reale dell’esame non è data tanto dallo studio della normativa Figc – Fifa, quanto dall’applicazione delle stesse normative nei casi di specie proposti dalla Fifa. Nello specifico due sono gli argomenti che generalmente portano al non superamento dell’esame: il contributo di solidarietà e l’indennità di formazione. Le domande che vertono su questi due argomenti sono dei veri e propri esercizi di matematica, il semplice studio della teoria non basta. Il corso serve ad interpretare correttamente le norme da applicare neli casi di specie e svolgere gli esercizi nel minore tempo possibile.

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UN PO’ DI REALISMO NON GUASTA – Il punto vero però è dato dal fatto che, come spiega Istituti professionali, questi corsi danno diritto solo ad un attestato di frequenza privato. Magari, come in quest’ultimo caso, vengono proposti programmi di studio della durata di alcune decine di ore, ma che in realtà, fatte le debiti riflessioni, non appaiono utili ai fini dell’obiettivo conclusivo. Anche perché, leggendo le testimonianze, ciò che serve per diventare procuratore non viene insegnato nelle scuole. Servono conoscenza del mondo calcistico, voglia di sacrificarsi e capacità d’intavolare relazioni, ovvero ciò che non viene insegnato in corsi che promettono molto ma che in definitiva si risolvono nel momento esatto in cui si passa (o non si passa) l’esame. Per i candidati, il sogno di poter ambire ad una professione appagante ma a conti fatti molto difficile. Per chi prepara i corsi, un’occasione di business, utilissima specie in tempi di crisi.