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Le rivelazioni di Assange ai deputati del MoVimento 5 Stelle

Volano a Londra da Assange e tornano annunciando rivelazioni, ma è solo un exploit propagandistico.

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LA NOTIZIA – L’annuncio è apparso sulla pagina Facebook del Movimento 5 Stelle:

Il M5S ha incontrato Julian Assange a Londra!

Ecco cosa ci ha rivelato: http://goo.gl/G8zXyJ
Diffondete!

COS’HA RIVELATO? – Chi segue il link si trova indirizzato a una pagina del blog di Beppe Grillo nella quale c’è un post dedicato alla visita, ma nessuna rivelazione. Si riferisce che «i cittadini portavoce del M5S Carlo Sibilia, Maria Edera Spadoni, Mirella Liuzzi, Alessandro Di Battista, Angelo Tofalo e Paolo Bernini» hanno incontrato Julian Assange presso l’ambasciata dell’Ecuador a Londra e poi il post non è altro che una serie di slogan del partito di Grillo.

E ASSANGE? – L’unico riferimento all’incontro è nel passaggio: «Con lui abbiamo parlato del futuro dell’informazione, della rete e delle minacce che provengono da gruppi di potere nazionali e internazionali. Abbiamo discusso sul tradimento dei grandi media che hanno sacrificato sull’altare del denaro il loro meraviglioso ruolo di controllori del potere», per il resto ci sono solo petizioni di principio su quello che vuole e vuole fare il partito di Grillo, nessuna rivelazione, solo una ricostruzione a spanne dell’attività di Assange, nemmeno un «ciao» virgolettato.

COSA NE HANNO RICAVATO – La visita ha quindi fruttato una bella foto con Assange e un post di propaganda già vista. Difficile aspettarsi molti di più visto il profilo di alcuni della delegazione, tra i quali quello che ha denunciato l’impianto di microchip nel cervello per controllarci e quelli che parlano del 9/11 come di un auto-attentato. Impossibile attendersi di meglio, già l’azione parlamentare e pubblica del Movimento 5 Stelle e di Grillo hanno dimostrato da un lato l’incapacità di comprendere la dimensione del problema e dall’altra la poca voglia di porsi in maniera conflittuale ed evidente contro gli Stati Uniti. Non che il resto dei partiti italiani abbiano fatto di meglio, ma sembra abbastanza chiaro che l’interesse del M5S per Assange non vada oltre l’opportunità di strappare una foto e l’occasione per accostarsi abusivamente a un paladino della libertà d’informazione. E c’è già chi chiede: «Chi ha pagato il viaggio?». Un altro grande classico del grillismo.