Chi ha visto le foto di Bin Laden?

04/05/2011 - Qualcuno ha potuto vedere gli scatti che non saranno mai pubblicati. Ma il cittadino potrà averli? Le foto di Osama Bin Laden, lo sceicco del terrore che è stato ucciso nel compound di Abbottabad, non saranno rese pubbliche. La decisione

     
 

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Qualcuno ha potuto vedere gli scatti che non saranno mai pubblicati. Ma il cittadino potrà averli?

Le foto di Osama Bin Laden, lo sceicco del terrore che è stato ucciso nel compound di Abbottabad, non saranno rese pubbliche. La decisione direttamente dalla Casa Bianca è giunta in serata, a smorzare il dibattito che era stato causato all’interno dell’opinione pubblica di tutto il mondo riguardo l’eventualità della diffusione del materiale in possesso dell’amministrazione americana. Le foto ci sono, ripetono da Washington, ma non saranno mostrate.

MOTIVAZIONI – Una decisione per molti versi inattesa: ci si aspettava il passo lungo da parte del presidente democratico, dopo che la salma, gettata in mare, era stata sottratta a qualsiasi esame autoptico o di diverso tipo. Come essere sicuri che la notizia diffusa ai quattro venti, ovvero, la morte di Bin Laden, fosse vera e autentica, senza nessuna prova? Quella del Dna l’hanno effettuata gli ufficiali americani, e dunque non c’è certezza indipendente della sua veridicità; c’erano le foto, ma non saranno pubblicate. Dovremo fidarci: secondo Obama, la diffusione di questo materiale sarebbe stato rischioso per la sicurezza nazionale a stelle e strisce.

La decisione di Barack Obama di non pubblicare le foto di Osama bin Laden ucciso è stata presa per motivi di sicurezza nazionale. Lo ha detto il presidente alla CBS in un’intervista registrata oggi che non è ancora andata in onda. Il portavoce della Casa Bianca Jay Carney ha riferito che Obama ha detto che rendere le foto pubbliche “avrebbe creato un rischio per la sicurezza nazionale”. Il segretario alla Difesa Robert Gates e il segretario di Stato Hillary Clinton hanno appoggiato la decisione di Obama di non far uscire le immagini.

“Non esponiamo trofei”, ripetono dalla Casa Bianca. Il cadavere del nemico pubblico n. 1 non deve diventare un motivo di vanto per l’amministrazione americana.

COMMISSIONE FORZE ARMATE – Il che farebbe il paio con le affermazioni di Leon Panetta, il capo della Cia che ha materialmente coordinato l’operazione sul suolo afghano: “Avremmo catturato Bin Laden, se non si fosse opposto: siamo stati costretti ad ucciderlo”. In ogni caso, ormai è fatta, e le foto finiranno dentro gli archivi federali: bisognerà aspettare la decadenza del segreto militare per visionarli, come gli atti, debitamente omissati, sul caso Kennedy o sui tanti misteri americani. In ogni caso, una “ristretta cerchia di parlamentari americani” ha già avuto modo di vedere le foto.

In un intervista con la Fox News di Boston, il Senatore Scott Brown (Repubblicano del Massachussets) ha rivelato di aver visto la tanto discussa fotografia del volto di Bin Laden. (…) Brown siede nella Commissione Forze Armate del Senato, che esercita il controllo legislativo sui soldati americani, incluso il dipartimento della Difesa, la ricerca e sviluppo militare e – presumibilmente – le missioni operative speciali come il team dei Navy SEAL che ha agito nel complesso militare pakistano in cui si nascondeva Bin Laden. Se tutti i membri della commissione avessero avuto accesso alle foto, significherebbe che, insieme a Brown, il leader della commissione Carl Levin e i senatori John McCain e Joseph Lieberman, e altri membri della Commissione Forze Armate le dovrebbero aver viste.

Quindi è il ristretto staff legislativo-militare d’America ad aver visionato il materiale top-secret, secondo l’Atlantic.

FREEDOM OF INFORMATION – Ma non è detto che siano i soli. Come abbiamo già visto qualche tempo fa, c’è una potenziale falla nella strategia di Obama per mantenere celate le foto del terrorista che ha raso al suolo le Torri Gemelle di New York: si chiama Freedom of Information Act, ed è in vigore negli Stati Uniti fin dall’amministrazione di Lyndon Johnson. Proprio questa legge permetterebbe al cittadino comune di tentare, almeno, di recuperare dagli archivi federali il materiale su Bin Laden, poichè è stato reperito durante una missione controllata da organismi statali soggetti a tale normativa.

“Se qualcuno sollevasse una istanza FOIA per guardare la foto, e il governo l’avesse mal classificata, credo che il governo perderebbe. [...] In base alla legge, le agenzie governative, ma non la Casa Bianca, possono essere costrette ad esibire qualsiasi documento, foto, video o altro materiale fin quando non ci sia nessuna ragione esplicita per trattenerlo. Se Obama si rifiutasse di pubblicare una foto di Bin Laden, ci sarebbero due ostacoli nel mantenimento del segreto: 1) Visto che è stata probabilmente staccata da un Navy SEAL in servizio presso una missione congiunta della Cia e del Dipartimento della Difesa, sarebbe proveniente da una agenzia federale sottoposta al FOIA e 2) non ci sarebbe alcuna ragione apparente secondo la norma FOIA per mantenere il segreto.

A parlare è uno dei più esperti funzionari in materia di accesso agli atti, ovvero David Metcalfe, già capo dell’ufficio Informazione e Privacy al ministero della Giustizia.

     
 

1 Commento

  1. Satana scrive:

    Il FOIA è uno strumento complesso. Spesso i documenti che si ottengono sono di due tipi quelli integrali, perchè il loro contenuto non minaccia la sicurezza nazionale e quelli pesantemente censurati, ho visto foto di documenti ottenuti col FOIA dove c’erano intere pagine nere totalmente inutili. Inoltre la procedura per ottenere un documento richiede molto tempo. In definitiva, il FOIA è più che altro uno strumento per ricercatori di storia più che per investigatori o giornalisti.

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