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I ragazzi prostituti che si vendono per 5 euro

«Ci mettiamo vicino al centro direzionale. Cominciando dalle cinque, le sei, le sei e mezzo e restiamo là fino a mezzanotte o l’una, dipende». A parlare è un ragazzo romeno di 22 anni, arrivato in Italia quando ne aveva sedici: intervistato da Vincenzo Ammaliato per il quotidiano partenopeo Il Mattino, il giovane racconta quello che fa per vivere. Prostituirsi.

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LA STORIA DI ADAM –  Adam, così viene fittiziamente chiamato il ragazzo che parla nascondendo il volto alle telecamere, non è l’unico: ogni sera, dopo il tramonto, un nutrito gruppo di giovani – la maggior parte provenienti dall’Est europeo, ma ci sono anche nordafricani e qualche italiano  – popola il centro direzionale di Napoli e attende «clienti» a cui vendere i propri corpi. Adam descrive il centro direzionale come «un posto dove vengono i gay»: con loro parlano e, poi, hanno rapporti per cinque o dieci euro. Non ci sono né «protettori» né una libertà da riscattare marchetta dopo marchetta: questi ragazzi, appena ventenni, sul marciapiede ci sono finiti per scelta. O, come nel caso di Adam, per non aver avuto altra scelta dopo aver perso il lavoro ed essersi trovato senza casa e senza mezzi. «La prima esperienza  – racconta – l’ho avuta qua in Italia un anno e mezzo fa, quando sono rimasto senza lavoro e senza casa e non trovavo niente. La prima volta è stato nella Stazione Centrale. Stavo seduto là e mi si è avvicinata una persona».

IL PRESENTE DI ADAM – Adam è eterosessuale e come lui gran parte dei componenti del suo gruppo. Dei rapporti a pagamento dice che «la prima volta ti senti brutto perché è una cosa che alla fine fa schifo», ma che questa sarebbe l’unica soluzione per sopravvivere, nonostante le sue prospettive, al suo arrivo in Italia, fossero altre. Scrive Ammaliato:

Adam da a due anni di giorno vive in un cartone in un tunnel della City di Napoli; di sera sbuca fuori dai cunicoli del Centro Direzionale per soddisfare i libidinosi desideri di clienti sempre più esigenti. Sull’avambraccio destro ha tatuato il nome della sua fidanzata. È una ragazza napoletana con cui vorrebbe vivere e formare famiglia. Ma il suo presente in Italia è tutt’altro.

(Photocredit: Il Mattino)