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pubblicato il 8 luglio 2008 alle 08:39 dallo stesso autore - torna alla home

In questa pagina vengono ospitati alcuni dei contenuti inviati alla mail di Giornalettismo, ma che non necessariamente rappresentano la nostra linea di pensiero sugli argomenti trattati.

di Doriana Goracci (megachip)

Non avrei mai immaginato che, per noi donne, il 3 luglio è arrivato il gel per l’orgasmo femminile, ma efficace solo su chi già prova piacere e che distribuito nella zona della clitoride stimola l’afflusso di
sangue. Continuo a leggere questa ‘curiosità’, grazie al quotidiano online Maremmaoggi, che si occupa di dare notizie dalla Maremma laziale, questa volta però di entità nazionale, dunque proseguo:’Solo
il 32% delle donne raggiunge l’orgasmo regolarmente, contro il 63% degli uomini, e per il 17% delle donne il piacere sessuale è un emerito sconosciuto. Numeri che emergono dalla ricerca «Sexual Wellbeing Global
Survey», indagine condotta su un campione di 26.032 persone in 26 Paesi’. E arriva la domanda: che fare?

Ecco che Alessandra Graziottin, dalle pagine del Corriere, riportate da Maremmaoggi, ci consiglia : «Un prodotto innocuo, dato che gli ingredienti sono tutti naturali. Ma va sottolineato che risulta
efficace solo su donne che hanno già orgasmi, e non su quelle impossibilitate a raggiungerli. Oltre agli elementi che lo compongono, riveste un ruolo importante il fatto stesso di massaggiare la
clitoride, che predispone una situazione favorevole al piacere». Sarebbe tutto un passatempo godurioso questa lettura da praticare ma lo sconcerto è che la stessa amabile signora così incline al prodotto
Durex, è anche direttore del Centro di ginecologia e sessuologia medica dell’ospedale San Raffaele Resnati, quell’ospedale, accreditato nel 1999 come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico
(I.R.C.C.S.),che fu fondato nel 1969 da don Luigi Maria Verzé, che ne è tuttora presidente.

L’ inno ufficiale dell’ospedale è la canzone ‘Angelo Raffaele’, scritta e incisa da Al Bano Carrisi, amico del don Luigi Maria Verzé, che scrisse al momento della nascita dell’Ospedale: « Carissimi, voi siete ospiti del San Raffaele, Tempio della Medicina e della Sofferenza. Siate Benedetti! ».

E mi cominciano a ruotare le domande confuse: ma non era già il Presidente del Movimento per la Vita ambrosiano, Sorbi, a dire e vantare che al San Raffaele non si praticano aborti? Non ci fu il 19
aprile 2008 uno splendido convegno nello stesso ospedale, riportato dall’Avvenire dal titolo ‘Sull’aborto una nuova conoscenza’ con il teologo Maurizio Chiodi, il sociologo Tommaso Vitale e coordinato dal
filosofo Massimo Reichlin , docente di Filosofia mo­rale presso la facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raf­faele di Milano per l’Associazione Medici Cattolici di Milano? Possibile che
queste sono le pratiche concrete seguite alle parole di Benedetto XVI, invitato a benedire l’istituto e il suo nuovo Dipartimento di medicina molecolare e a dare il suo messaggio per l’inaugurazione
dell’anno accademico 2008-2009 dell’università Vita-Salute San Raffaele?

O forse la Graziottin si è presa cura di noi, come Vella Charles con la sua ‘Etica a servizio della persona malata. Esperienze e riflessioni maturate al San Raffaele di Milano’ che brilla nella bacheca ‘Libreria

del Santo’ per le Edizioni Paoline? E’ pur vero che nello stesso Ospedale San Raffaele ci sono stati medici
come Angelo Vescovi , uno dei maggiori specialisti al mondo in cellule staminali. Insomma, la ricerca ferve in questo sito di cura: per il piacere o per il procreare?

Ci sono stati anche frequenti impeachment: il professore Coppi, urologo del Policlinico di Milano, lamentava che la Regione aveva riconosciuto ” il litotritore per la distruzione dei calcoli alle
cliniche di Ligresti, al San Raffaele, alla San Donato, ma non alla clinica di urologia dell’Università statale”; se non mi inganna la memoria erano emersi tre episodi di violenze sessuali avvenuti a fine
2005 ai danni di una sudamericana e due italiane, pazienti in semincoscienza per le terapie, al San Raffaele. Gli fu chiesto allora: ‘quale peccato assolverebbe più facilmente il Luigi Verzé sacerdote?
Egli rispose:’Quello di cui uno si sente più colpevole. Comunque, mi creda, l’unico vero peccato è non amare il prossimo’.

Tornando al gel che è lavabile facilmente con acqua, eventualmente commestibile senza problemi, ed ha un efficacia media di circa 10/15 minuti, vengo al nome: si chiama ‘0′. E allora come concludere?

Con un Maremma maiala, tenuto conto che Maremma sta a Madonna in certe zone della Toscana?

Già proprio come quella Madonna cantata con amarezza infinita da Elena Ledda in Tre Madri di De Andrè: una donna, costretta ad accettare la privazione di un figlio.

Qui con il gel, nessuna lamentazione, se non rantoli di piacere, a San Raffaele piacendo…

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