Ci hanno tolto proprio tutto!
08/07/2008 - La notizia è di quelle drammatiche, che lasciano senza fiato e fanno precipitare un intero popolo nello sconforto: quest’anno il Festivalbar non si farà, e mai vuoto fu più incolmabile. Un pezzo di storia che se ne va (pare solo
La notizia è di quelle drammatiche, che lasciano senza fiato e fanno precipitare un intero popolo nello sconforto: quest’anno il Festivalbar non si farà, e mai vuoto fu più incolmabile.
Un pezzo di storia che se ne va (pare solo momentaneamente) perché mancano le risorse economiche necessarie organizzare un’edizione degna dell’enorme prestigio accumulato in 44 anni vissuti pericolosamente. Erano già stati scelti i conduttori (gli antipaticissimi Teo Mammucari e Lucilla Agosti), era già stato definito lo staff, era già stato
contattato Vasco Rossi (che ha vinto praticamente tutte ultime venti le edizioni e dunque non è festival se non c’è Blasco), quando hanno cominciato a circolare le prime voci di difficoltà economiche.
UNA FINE ANNUNCIATA – Si è parlato di fare un festival in tre sole tappe (Padova, Palermo e la finale di Verona) ma poi, visto come si sono messe le cose, è stata presa la decisione di fermarsi per un anno per concentrarsi sulla realizzazione di una galattica edizione 2009. Non è giusto, non doveva finire così. In realtà il Festivalbar era già virtualmente finito da anni e anni ma andava avanti, continuando a trascinarsi sempre più stancamente. Per la precisione è finito nel 1998 nell’esatto momento in cui è salita sul palco Natalia Estrada per cantare Chiquita Bon Bon (forse una delle canzoni più trash della storia della televisione italiana) e poi si è trasformato in una mera scusa per vendere le relative compilation rossa e blu (tanto che sono uscite nei negozi anche quest’anno, nonostante il festival sia saltato – chiara dimostrazione che l’evento in sé non era poi più così importante). A dire il vero il pubblico non mancava, ma nemmeno gli organizzatori ci credevano più ed alla prima occasione utile hanno colto la palla al balzo ed hanno chiuso la baracca. Succede.
NOSTALGIA CANAGL
IA – Edizioni storiche come quella del 1996 condotta da Corona, come quelle megagalattiche degli anni ottanta, come quella 1997 dove vinsero Pino Daniele e il suo favoloso mullet ma la vincitrice morale fu Alexia oppure quella del 1994 dove chiudevi gli occhi ed un po’ ti sembrava di essere al Deejay Time restano un dolcissimo ricordo. Si potrebbe stare ore ed ore a recriminare contro il Premier che non è intervenuto per salvare questo autentico patrimonio nazionale (mentre ha preferito raddrizzare Alitalia, risolvere il problema dei rifiuti a Napoli, far sparire la disoccupazione e nominare la Carfagna Ministro della Repubblica), contro i soliti bolscevichi-che-il-Festivalbar-è-una-roba-di-destra-meglio-musica-noiosa (gli stessi esponenti di una certa sinistra che poi sta all’opposizione per sempre e se ne vanta), oppure contro Veltroni che vuole manifestare in autunno invece di smuovere da subito la situazione infiltrando i suoi manifestanti tra il pubblico nelle varie tappe del festival, ma non avrebbe neanche tanto senso. Si rischierebbe l’effetto nostalgia, che in casi come questo finisce solo per essere controproducente.È che i tempi sono cambiati e non c’è più spazio per i sentimenti. Conta l’apparire e non l’essere, conta il denaro e non il talento, conta l’amico influente e non la gavetta. La realtà purtroppo è questa, e non ci si può fare nulla. Una volta non era estate se non c’era il Festivalbar, oggi c’è Lucignolo Estate e tutti vissero felici e contenti.












per questo dalle mie parti si son portati via anche il sole.
senza il festivalbar non è estate, ecco.
(com’era bello sandy marton con i baffi
)