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Alle prostitute piace fare il loro lavoro?

Il cosidetto dibattito che Alice Schwarezer avrebbe voluto fare a Berlino per presentare il suo libro “Prostitution – ein deutscher Skandal” (Prostituzione, uno scandalo tedesco), più che una presentazione a molti è sembrato uno scherzo. Giovedì scorso infatti vi è stato questo “dibattito” che vedeva sul podio Alice Schwarzer e quattro persone che la pensano esattamente come lei, ovvero la co-autrice del libro, un’assistente sociale che si occupa di una prostituta, una ex prostituta e un inspettore capo della polizia, tutti reclutati dalla Schwarzer per raccontare la propria opinione sulla prostituzione, mentre nel pubblico vi è una grande quantità di persone che non potranno essere ascoltate, perchè per l’autrice del libro solo il suo pensiero è quello corretto. Mentre il dibattito è nel vivo, alcune donne issano uno striscione sul quale vi è scritto “il mio lavoro appartiene a me”, ma vengono subito allontanate dalla sala, riporta il Frankfurter Allgemeine.

Foto: DPA
Foto: DPA

IL FINTO DIBATTITO – Alice Schwarzer ha snocciolato dati e cifre di cui nessuno conosce l’origine: secondo l’autrice infatti il 90% delle prostitute vorrebbe smettere con la professione e il 90% delle ragazze giovani verrebeb dall’est Europa, e sempre il 90% delle prostitute sarebbero state costrette a cominciare a prostituirsi da piccole. Eppure bisognerebbe porsi delle domande: esistono delle persone che vedono la prostituzione come un lavoro normale? Si, esistono. Fanno del male a qualcuno? Fanno del male a loro stesse? No. Queste domande non passeranno mai in mente ad Alice Schwarzer che siede sul podio e fa una “lezione frontale” alla platea, non importa se ci sono delle lavoratrici del sesso che stanno protestando. In Germania le prostitute chiedono al governo di essere coinvolte nei processi legislativi che riguardano la loro professione, che hanno deciso di praticare liberamente.

IL PENSIERO A SENSO UNICO DELLA SCHWARZER – Nella mente della Schwarzer però non esistono donne del genere, forti e decise, nel mondo della prostituzione. Per la Schwarzer hanno subito qualche trauma. Per la scrittrice la prostituzione è soltanto una brutta manifestazione del patriarcato e non sarebbe solo una questione di soldi, ma anche di potere. L’assitente sociale ha  detto che a Stoccarda ha avuto a che fare con ragazze giovani, pover, spesso straniere che si sono prostituite perchè volevano e non riuscivano a credere che ci possano essere delle donne che si prostituiscono volontariamente. Per l’ispettore di polizia invece una prostituta di solito ha tra 18 i 20 anni e viene dall’Europa dell’est. Le attiviste per i diritti delle prostitute a questo punto insorgono per dire che quella non è affatto una descrizione onesta della realtà e che la prostituzione non è schiavitù se praticata volontariamente. Una donna del pubblico si cala i pantaloni in segno di protesta e corre con le natiche all’aria sul palco, mentre un uomo in sedia a rotelle ha detto di andare regolarmente a prostitute. Il messaggio della Schwarzer per il futuro è chiaro, le persone libere devono essere messe all’erta e in maniera grottesca dice all’uomo in sedia a rotelle che ci sono altri modi per essere sessualmente appagato: per la Scwharzer nessuna opinione che non sia la sua conta qualcosa