MA CALDEROLI QUESTO NON LO SA - Tradotto in parole semplici, un cittadino calabrese e uno lombardo che hanno lo stesso reddito e, dunque, pagano lo stesso ammontare di tasse devono avere un livello di servizi pubblici uguale. Calderoli non ci crederà, ma questo principio è stato sancito anche dalla Costituzione Italiana, che prevede (Art. 117 e Art.119) che ci sia un finanziamento integrale delle funzioni attribuite a Regioni e Enti locali, che garantiscano uniformità di trattamento per tutti i cittadini del territorio nazionale. Finanziamento che viene assicurato naturalmente dalle entrate fiscali locali ma anche un fondo perequativo nazionale, che tenga conto del diverso livello di entrate fiscali pro capite. Fantascienza? No, scienza. E’ così in tutti gli Stati federali. Un recente studio dell’ISAE mostra che la quota di entrate fiscali attribuite a livello locale non supera mai il 40-50%. E in tutti questi paesi le spese locali sono in gran parte finanziate con Trasferimenti dello Stato centrale. Ma Calderoli, che non è uno stupido (anche se fa di tutto per sembrarlo) non ha detto, nel suo editto di Casal Pusterlengo, che il 90% del prelievo fiscale deve restare a livello locale? E il residuo 10% di perequazione sarebbe sufficiente? Non è dato saperlo, non essendo uno dei neuroni di Calderoli, ma si può rispondere con un ragionevole dubbio. L’Italia è un paese con differenze consistenti nel reddito pro capite tra Regione e Regione (e quindi, di entrate fiscali pro capite). Alcune simulazioni fatte nel 2003 - ma sempre valide - dicono, ad esempio, che se dovessero cessare di colpo tutti i trasferimenti dello Stato, un’ipotetica aliquota Irpef Regionale dovrebbe aumentare (base imponibile alla mano) di appena l’1% in Lombardia, e di circa il 24% in Calabria. Con buona pace di efficienza, efficacia ed equità. E la Svimez stima che il sud perderebbe circa un miliardo di euro.
CHE FARE? - Magari la soluzione è a portata di mano. Forse basterebbe consultare l’aruspice che abita alla sorgente del Po. Oppure, semplicemente, la risposta è che - se si parla di federalismo, o al limite di devoluzione - le idee (?) di Calderoli fanno a pugni con la Costituzione italiana, con i principi teorici e con quello che accade in tutti gli stati federali. Ma se si ha in mente un’altra cosa, tipo la rottura dell’unità nazionale, magari non nei confini geografici, ma nella ben più sensibile e importante materia dei diritti di cittadinanza, allora la proposta di Calderoli un senso ce l’ha. Bisognerebbe rifletterci, quando si entra nell’urna elettorale. Oppure, forse, è tutto un gioco. Il “piccolo padre” non sta parlando di Italia, e nemmeno di Padania. Ma solo della terra dei cachi, in una versione riveduta e corretta (A Lorenzago? A Gemonio? A Gallarate?) della Repubblica delle banane. Allora è meglio lasciar perdere, ed inchinarsi al piccolo padre, o al piccolo creti, o al piccolo e basta.
La complessità dell’approccio federale in diversi paesi europei: La parabola di Atlantide
Prove tecniche di federalismo. Studio effetti diverse ipotesi di federalismo sulle finanze locali
























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io sono per il federalismo fiscale ma anche politico se è per questo…e sono di roma. è uscito fuori che il lazio è la seconda o terza regione a rimetterci tra soldi messi in tasse e soldi ricevuti.
il punto è che massimo il 50% di soldi può rimanere localmente(la lega propone il 90% per 10 anni e poi il 50%, detto da maroni).
ovvio che prima va fatto un serio studio per fare una cosa come si deve, inoltre il federalismo si può fare solo se viene intavolata una seria lotta alla mafia, altrimenti diventa uno strumento degenerante.
Temo che in Italia si confondano troppo federalismo e deregulation. Il federalismo VERO prevede un controllo molto stretto da parte di uno Stato che si pone nella posizione di coordinare le regioni degli stati federali (o confederati, a seconda del tipo di organizzazione) secondo delle leggi sovraordinate che non possono mai essere aggirate o disattese dalle legislazioni locali. Le regioni hanno molta autonomia, è vero, ma anche altrettanto controllo.
Per me che di economia so poco e niente, è stato veramente illuminante…mi piace imparare, se c’è qualcuno che insegna bene è anche meglio.
@rigitans: Bisogna intendersi. “Una Regione ci rimette i soldi”, in un mondo sempre più globalizzato ed interdipendente, in cui anche gli stati nazionali perdono in parte di significato, è un affermazione su cui riflettere, perchè le regioni sono interdipendenti economicamente e socialmente, e alle ricchezze e ai redditi è difficile attribuire una “regionalità” con facilità
@Uyulala:Infatti. Si vende la semplificazione e la riduzione delle tasse con il federalismo. Ma sono cose diverse
@MariaTeresa: Ma chi è che insegna bene? Calderoli?
@tutti: Un sorriso economicomico
Non prendiamoci in giro,in l\’Italia attualmente non è una nazione pronta ad accogliere il federalismo,perchè non ci sono i presupposti per il pieno rispetto del principio di equità orizzontale,che peraltro è costituzionalmente sancito. Insomma per noi della Campania sarebbe il colpo di grazia e la defenitiva paralizzazine degli investimenti economici…SIAMO ALLA FRUTTA!!
A mio avviso le Regioni incassano già l’addizionale Regionale dell’Irpef e dell’Irap. Allo stesso modo le Provincie incassano l’imposta Provinciale sui trasporti, mentre i Comuni possono contatare sull’ICI e sull’addizionale comunale dell’Irpef.
Quindi possiamo dire che già il Federalismo Fiscale è presente.Ora se le Regioni vogliono il 90% di quanto viene pagato dai cittadini da un punto di vista etico può essere corretto, ma la correttezza
impone che le tasse vengano pagate da tutti con equità e non solo dai dipendenti. Provate a vedere cosa succede in termini di ricevute nelle città Universitarie sugli affitti o sui Bar di paese quanti scontrini vengono rilasciati, o sui medici e dentisti che a fronte di una non ricevuta da emettere abbassano i preventivi.Quindi o si controlla seriamente e tale controllo può essere fatto solo dagli Enti Locali, oppure i soliti pagano ed i benefici solo poi di tutti.
ragazzi su svegliatevi…. voi pensate che la lega vuole che si attui il federalismo(sia fiscale che non) per i bilanci della propria lombardia???
oppure lo fanno per sbaraccare fuori tutti gli extra comunitari?? io penso che sia la seconda…
e fanno bene…. riduzione di furti,, riduzione di delinquenza,,, riduzione di stupri,,, piu tranquillita delle famiglie sia per loro sia per far uscire tranquilli i propri figli… riduzione di spaccio di droga… non metto in dubbio che certi italiani siano peggio di loro… ma almeno ognuno si tenga i suoi…..
@Mike: Nulla da aggiungere. Il post sostiene esattamente questo punto di vista.
@Valentino Amadilo:Le regioni incassano oltre ad Addizonale IRPEF e IRAP anche la Compartecipazione all’IVA, l’accisa sulla benzina e il bollo auto, nonchè altri tributi minori. Il federalismo fiscale, in quella forma, fu attuato con il D.Lgs. 56 del 2000, scritto dall’allora sottosegretario Giarda.
Esso è stato applicato (male, con motivi che Giarda e Bordignon hanno in varie occasioni spiegato, una è riportata negli altri link utili presenti nel post) durante il Governo Berlusconi scatenando problemi a non finire e proteste, soprattutto nelle regioni del sud, capitanate, ad esempio,da un certo Fitto, allora presidente della Puglia e all’epoca “homo novus” di Forza Italia. E quindi, sospeso. Quello che propone la lega è ancor più devastante. Se lo faranno - nei modi in cui lo descrivono - sarà inapplicabile. Se non lo faranno, vuol dire che avranno preso in giro i loro elettori
@MarcoPecci: Non penso che il federalismo Fiscale abbia qualcosa a che vedere con lo “sbaraccamento” degli extra comunitari. Sul fatto che sarà un beneficio, avrei da obbiettare moltissimo. Tieni presente che producono ormai una fetta consistente di PIL, in Italia. Naturalmente parlo dei moltissimi onesti lavoratori, non della minoranza di delinquenti, che va combattutta a prescindere dalla nazionalità. E’ un altro mito da sfatare: l’espulsione di tutti gli extra comunitari che lavorano manderebbe l’Italia in ginocchio.
@tutti. Grazie ancora per i vostri interventi
Ma secondo te ora l’equità orizzontale c’è?
A me risulta che i cittadini del centro sud -più sud che centro- dallo stato percepiscano più di 200 euro di servivi pro capite mentre quelli del nord un po’ più di 100.
In ogni caso la costituzione o qualche legge europea sono “vecchie”. Vecchie per un paese come il nostro che ha ancora un sacco di diversità al suo interno e devono andare modificate visto che l’equità orizzontale non ci potrà mai esistere in maniera perfetta, è un’utopia come il principio del comunismo.
Infatti ora al nord tira avanti la baracca e i servizi sono carenti e guarda caso i leghisti più combattivi perchè il federalismo di faccia sono i sudisti che per lavorare si sono trasferiti al nord..
[...] il quale ha ottenuto 2 mesi fa valanghe di voti nel Nord Italia, la Lega Nord aveva scritto che il vero Federalismo passava per il trattenimento della quasi totalità delle tasse incassate in loco nei territori. [...]