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Le Iene e il tabù del sesso dei disabili

Come gestire le esigenze sessuali di tutte quelle persone, soprattutto giovani, che, essendo disabili, non possono avere rapporti in maniera autonoma? È l’interrogativo al quale hanno provato a dare una risposta le Iene di Italiauno con un servizio di Sabrina Nobile mandato in onda nella puntata di ieri.

 

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LA ESCORT – A parlare ai microfoni di Mediaset è innanzitutto una escort che racconta di aver ricevuto un cliente tetraplegico e che si mostra soddisfatta per avergli donato un momento di felicità. «È stato bellissimo. Ho mangiato un gelato. L’ho aiutato, perché lui naturalmente non muove le mani e quindi dev’essere imboccato. Una volta capita la faccenda siamo rimasti io e lui. L’ho aiutato a spogliarsi. Siamo stati insieme tre ore. Mi sono lasciata gentilmente toccare… baciare. Era molto felice». Per lui era la prima volta, all’età di 30 anni, precisa il servizio di Italiauno. Ed era evidente forte la sua voglia di consumare un rapporto. Alle Iene la escort racconta di un’incredibile reazione del corpo del suo cliente: «Avendo disabilità alle gambe, non riuscendo cioè a distenderle, avere un rapporto con la penetrazione – dice – per loro è un po’ impossibile. Ma il desiderio era talmente forte che la gamba si è quasi distesa… È terapeutico da morire».

 

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IL PAPÀ – Le persone disabili, spiega nel servizio Sabrina Nobile, difficilmente riescono a vivere delle esperienze sessuali. A volte non possono muoversi. Spesso hanno difficoltà ad esprimersi. Oppure hanno dei deficit mentali che non gli permettono di affrontare l’argomento. Proprio per questo diventa fondamentale l’aiuto dei genitori. Ai microfoni di Mediaset parla anche il papà di Fabio, un 35enne affetto da sindrome di Down. In particolare racconta di aver contattato le escort al telefono e di aver ricevuto parecchi rifiuti: «Quando ho specificato che era un ragazzo Down l’80% di loro non se la son sentita». Poi spiega: «Non è facile. Per questi ragazzi il sesso non è solo un fatto meccanico e basta. Hanno bisogno di affetto, di comprensione… perché son ragazzi e sono empatici». La mamma di Fabio, intanto, racconta che parlare dell’attività sessuale dei ragazzi è difficile, anche con le altre mamme di disabili. L’argomento genera imbarazzo.

 

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FABIO – Non è invece un tabù per Fabio, un ragazzo molto attivo. Parla al telefono con l’inviata delle Iene e dice che gli piace il sesso, anche se gli manca esperienza. Poi aggiunge, un po’ amareggiato: «Per la mia sindrome non posso fidanzarmi con le altre ragazze normodotate». Fabio racconta di aver provato a fare sesso con le escort. Con successo. «È andata benissimo!», esclama ricordando la sua avventura. Poi aggiunge: «Però non posso fare di più perché è solo sesso a pagamento».

 

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L’ATTIVISTA – I disabili, insomma, chiedono visibilità per emergere da un mondo sommerso: chiedono in particolare che il problema della loro sessualità non venga affrontato solo attraverso la prostituzione. Max Olivieri, blogger, web designer e attivista per i diritti dei portatori di handicap, alle Iene fornisce i dettagli di un’importante iniziativa intrapresa con l’obiettivo di far introdurre anche in Italia l’assistenza sessuale per i disabili. «Abbiamo fondato – dice alle Iene – il primo comitato di promozione per l’assistenza sessuale in Italia. L’assistenza sessuale innanzitutto capisce o no se una persona ha delle mancanze profonde o no a livello sessuale e relazionale. Si occupa di insegnare la persona a conoscere innanzitutto il proprio corpo, quindi carezze, abbracci, fino ad arrivare alla masturbazione se c’è bisogno. Funziona come supporto fisico. Ci sono tanti supporti… per andare in macchina, per scrivere al computer… per la sessualità invece non c’è niente». Max, in sostanza, non vuole essere costretto a fare sesso con una prostituta, ma avere contatti con una persona formata, una figura riconosciuta a livello istituzionale. Non è l’unico.

 

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LE RICHIESTE – Da quando è cominciata la sua battaglia Max, infatti, riceve centinaia di messaggi da ragazzi e ragazze disabili, che soffrono per la loro situazione e spesso gli confidano i propri desideri. Come ad esempio quel ragazzo che racconta di voler abbracciare una ragazza nuda e di fumare una sigaretta con lei. «È la normalità – spiega Max – che manca a queste persone. Abbracciare una persona nuda e fumare una sigaretta sono due cose normali».

 

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L’ASSISTENTE – In Germania, Svizzera, Olanda, Danimarca la figura dell’assistente sessuale esiste oramai da diversi anni. Chi lo ha fatto finora in Italia, lo ha fatto, spiega ancora Sabrina Nobile, in maniera del tutto autonoma. Come Debora De Angelis, una delle promotrici del progetto Lovegiver, che alle telecamere di Italiauno racconta di aver aiutato un suo amico disabile a provare piacere, senza vergogna.

 

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(Credit immagini: Le Iene / Italiauno / Mediaset)