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Baby squillo: le foto delle ragazzine che prendono il taxi

Continuano ad essere scoperti documenti e testimonianze choc relative all’inchiesta sulle baby prostitute scoperte a Roma. A renderli pubblici, con un servizio mandato in onda ieri sera, è la trasmissione di Italiauno Lucignolo 2.0 condotta da Enrico Ruggeri. Si tratta delle dichiarazioni di mamme che si giustificano e cercano di spiegare il cambiamento delle figlie davanti ai giudici, ma anche di scottanti intercettazioni telefoniche di sfruttatori e minorenni sfruttate.

 

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LO SFRUTTATORE CHIAMA – «Al volo, al volo – dice uno dei procacciatori di clienti ad una delle adolescenti-, devi uscire, dobbiamo andare sulla Tiburtina… 100 tutto compreso, 50 te e 50 io, questo già lo conosco, gagliardo… è forte, c’ha i soldi… Dai al volo, cotta e magnata».

L’EX FIDANZATA RACCONTA – Parla anche l’ex fidanzata di Mirko Ieni, uno degli uomini finiti in manette, dicendosi sorpresa di quanto emerso. «Forse le persone che parlano non lo conoscono veramente. Io che lo conosco so che non è un mostro come dicono tutti. Forse è una bella persona… Tutto quello che stanno dicendo… lo stanno infangando… di storie di cui non sono a conoscenza». Una buona impressione ribadita anche se ci sono messaggi in cui lo sfruttatore afferma: «Ti devi fare questo cliente… oggi te ne sei fatti cinque… oggi te ne sei fatti sei…». «A questo – dice l’ex fidanzata – non so rispondere, non so che dire». la giornalista incalza: «Come motivi il fatto che lui abbia detto ad un certo punto che si prostituiva anche lui?». La risposta: «Non lo so».

 

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LA RAGAZZA – Spuntano poi le foto dei clienti. Delle ragazze che salgono nei taxi. Al vaglio dei magistrati ci sono immagini, filmini e materiale pedopornografico diventati oggetto di uno specifico filone di indagine. Materiale scottante accompagnato da chiare ammissioni. Dice una delle ragazze: «Non voglio dire chi mi ha fatto provare per la prima volta la cocaina. Mimmi mi ha chiesto di fare delle foto nude. Io ho fatto solo diverse foto, tra cui una con una canna in mano, un’altra con un costume rosso ed un’altra senza reggiseno».

 

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LA MAMMA CHIEDE SOLDI – Nei guai anche le mamme, che chiedono alle figlie di darsi una mossa per fare soldi. «Ma tu che fai oggi, nun te movi?», chiede una delle donne. La sua ragazzina risponde: «No, perché sto male…». E ancora, la madre: «E come facciamo…? Perché io sto a corto… Dobbiamo recuperà». «Eh, mo’ domani vedo che posso fa’… comunque, pure se comincio tardi… cioè oggi, ma’, veramente sto male».

LA MAMMA SI DIFENDE – Toni diversi nella difesa di una mamma davanti ai giudici, il 7 ottobre scorso. Parlando con gli inquirenti la donna si giustifica: «Ho due figli. Loro padre è stato completamente assente dopo la separazione. Sin dal IV ginnasio ha cominciato ad avere atteggiamenti aggressivi, si vergognava della nostra condizione economica e diceva di odiare il fratello perché attribuiva a lui l’origine di tutti i nostri problemi. Lei voleva uscire durante tutta la settimana, non solo il sabato. Avevamo degli alterchi. Prendeva coltelli, mi minacciava. Per due volte ho chiamato i carabinieri».

 

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«IO LA OSTACOLAVO» – «E l’amica?», chiedono gli investigatori. «Guardi che non la volevo dentro casa mia perché è ineducata, sguaiata,  e vestiva in modo non adeguato alla sua età. Sua madre un giorno venne a lavoro da me e mi disse che le ragazze facevano cose strane. Era la scorsa estate. Pensavo che si riferisse ai tatuaggi oppure al fatto che bevessero. Mia figlia mi rassicurò sul fatto che non facevano nulla di strano. Mi disse che aveva trovato lavoro in un bar. Quando tornava a casa con delle cose nuove, delle scarpe, dei vestiti, diceva che gliele avevano prese le amiche perché potevano permettersele». «E le le credeva?», incalzano gli interroganti. «Un giorno – continua la mamma – mi disse che vendeva fumo ai suoi amici. Io la ostacolavo. Non ho mai preso soldi da mia figlia. Non sapevo gestire questa situazione, non sapevo con chi aveva a che fare, e avevo paura per lei. Non sapevo chi dovevo denunciare».

 

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IL FENOMENO DIFFUSO – Poi ancora le conversazioni delle ragazze, che allo sfruttatore dicevano: «Sul sito abbiamo messo sesso di coppia gold… devi lasciarci subito casa, stiamo venendo in tre», si legge nel testo di un’intercettazione. Purtroppo non un caso isolato. Le inchieste in diverse città mostra che il fenomeno delle adolescenti che si vendono è parecchio diffuso. I microfoni di Lucignolo 2.0 provano ad indagare anche su questo aspetto. Trovando una spiacevole conferma. «Si vendono a 11 o 12 anni per una ricarica da 5 euro», raccontano dei ragazzi ad una telecamera abbassata. In effetti, come dimostra una finta baby squillo che dice di aveere 17 anni, trovare clienti non sembra essere molto difficile.

 

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(Fonte immagini: Italiauno / Mediaset / Lucignolo 2.0)