Il paese dove morire di parto è normale
04/04/2011 - La Cambogia ha tra i più elevati tassi di mortalità materna al Mondo, secondo l’Onu muoiono 5 partorienti al giorno Quello che per molte donne è un momento da ricordare, atteso con ansia e entusiasmo (a parte i naturali timori
La Cambogia ha tra i più elevati tassi di mortalità materna al Mondo, secondo l’Onu muoiono 5 partorienti al giorno
Quello che per molte donne è un momento da ricordare, atteso con ansia e entusiasmo (a parte i naturali timori per le doglie ovviamente), in Cambogia è diventato un vero incubo. In questo Paese infatti, le partorienti rischiano seriamente la propria vita e il tasso di mortalità è di fatto inquietante.
MUOIONO CINQUE PARTORIENTI OGNI GIORNO – “Oggi, nulla spaventa le donne cambogiane più di dover dare alla luce”, dice Mu Sochuea, ex ministro per gli Affari delle donne. “Partorire è costoso, rischioso e non sicuro, sia per le madri che per i bambini”. La Cambogia ha acquisito la triste notorietà di avere tra i più elevati tassi di mortalità materna: cinque donne muoiono ogni giorno durante il parto, secondo i rapporti delle Nazioni Unite. Ci sono 461 casi di mortalità materna ogni 100.000 nascite, dato che non è cambiato molto dal 1997. L’Onu si è prefissato un traguardo ambizioso: portare i casi di mortalità a 140 ogni 100mila parti. Un obiettivo che suscita però scetticismo: “E ‘altamente improbabile che il target di 140 decessi ogni 100.000 parti possa essere raggiunto”, ha rivelato il “Millennium Development Goals (CMDG), Aggiornamento 2010”, il rapporto che è stato prodotto congiuntamente dal governo cambogiano rispetto a quello dell’Onu. “L’obiettivo per il 2015 è quindi stato recentemente adattato a un livello realistico, ovvero di 250 decessi, che rappresenta comunque tuttora una grande sfida”.
LE CAUSE DI QUESTA PIAGA SANITARIA - Esperti di salute pubblica attribuiscono questo dato allarmante alla scarsità di ostetriche e centri sanitari, oltre che ai costi dei servizi sanitari, e alla scarsa preparazione patita nelle zone rurali. Un numero limitato di ostetriche e personale ostetrico competente in ospedali e centri sanitari ha contribuito alla mortalità materna. Quasi il 40 per cento delle nascite in Cambogia, “non sono assistite da personale ostetrico competente, che potrebbe salvare la vita delle donne in caso di emergenze”, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). “La mortalità materna nelle zone rurali è di tre volte superiore nelle aree urbane”, spiega Chea Tua, il consulente sanitario nazionale presso l’ufficio Cambogia di Plan International, un’agenzia britannica per i diritti dei bambini. Le ostetriche sono pagate circa 10 dollari per l’assistenza e il governo sta puntando ad aprire 1.600 centri sanitari nuovi in tutto il paese, con ciascuno che ha un massimo di due ostetriche. Questo segnerebbe un aumento consistente rispetto ai meno 1.000 centri sanitari che attualmente sono in Cambogia. L’elevato costo dei servizi sanitari in un paese dove più di un terzo della popolazione vive in condizioni di povertà è un’altra causa dell’alta mortalità. “Il pagamento per una media di sei giorni di soggiorno in un ospedale è di 130.000 riel (circa 27 dollari)”, dice Henk Bekedam, direttore del settore Sviluppo della salute presso la sede dell’OMS in Cambogia. Le partorienti poi possono trovarsi nella stessa stanza di altri pazienti sottoposti ad altre operazioni o affette da malattie.
PARTORIRE IN CAMBOGIA E’ COME “ATTRAVERSARE UN FIUME” – Hak Sam Ath trattiene ancora le lacrime quando ricorda come Ouch Lay, la figlia maggiore, è morto in una clinica che serve la sua comunità di pescatori sulle rive del fiume Stung Slot. “Aveva la pressione arteriosa alta quando si è ricoverata” ha detto Sam Ath. “Ma questo problema è stato trascurato ed è morta nella notte quando ha iniziato a partorire”. La morte di madri come Lay, avvenuta più di un anno fa in questo villaggio a 60 chilometri a sud-est di Phnom Penh, spiega perché un detto locale comune nella lingua khmer sui pericoli del parto risuoni ancora attuale in questo paese di circa 14 milioni di persone. “L’espressione ‘che attraversa il fiume’ è usato in Khmer per descrivere il momento in cui una donna dà alla luce” – dice Sochuea, ora un parlamentare dell’opposizione – “e lo paragona al rischio e al pericolo dell’attraversamento di un fiume; un’esperienza del tutto incerta, proprio come il parto”.













la triste eredità di un assassino comunista: polpot
io figli non ne faccio,le doglie le lascio volentieri alle altre.anche qui non si muore ma non ti fan neanche l’epidurale.