Quando Bocchino obbediva al Cavaliere

01/04/2011 - “Creai io il caso Villari, e l’episodio dimostra l’inaffidabilità di Berlusconi”, dice l’attuale dirigente di Futuro e Libertà. Nonché la sua fedeltà al capo di turno. Finchè il capo è il capo, è il capo. Poi, quando non è più

     
 

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“Creai io il caso Villari, e l’episodio dimostra l’inaffidabilità di Berlusconi”, dice l’attuale dirigente di Futuro e Libertà. Nonché la sua fedeltà al capo di turno.

Finchè il capo è il capo, è il capo. Poi, quando non è più il capo, se ne riparla: ma finchè è il capo, testa bassa e pedalare; gli ordini sono ordini e non si discutono. Si agisce. E Italo Bocchino, uomo fedele, ha agito, a suo tempo. Creando uno dei casi politici più ingarbugliati dell’attuale legislatura, quella guidata dal governo di centrodestra di Silvio Berlusconi. Un esecutivo che a volte non si è fatto problemi nel rendere la vita più difficile all’opposizione, che pure era uscita duramente sconfitta dalle urne. E la crisi di Riccardo Villari, insediato alla presidenza della Commissione di Vigilanza Rai senza l’assenso del suo partito, quello Democratico, fu uno dei punti più alti del post-elezioni, e uno degli episodi che minarono la già precaria segreteria di Walter Veltroni.

IL CASO VILLARI – Andò così. Andò che alla testa della commissione di Vigilanza sul servizio radiotelevisivo nazionale per prassi e per tutela di tutti siede un membro dell’opposizione. E le opposizioni si erano messe d’accordo per sostenere Leoluca Orlando, esponente dell’Italia dei Valori. Fino a che non ci si mise di mezzo un certo Riccardo Villari, senatore che si potrebbe definire “peone” del Partito Democratico, uno dei tanti eletti, uno più o meno senza arte né parte. Che finì, dal nulla, presidente di una delle più importanti e delicate articolazioni interne del Parlamento italiano: la Commissione di Vigilanza, appunto; votato dalla maggioranza in un blitz che a suo tempo fu per molti inspiegabile.

Il Pdl rompe gli indugi e con una forzatura senza precedenti elegge alla presidenza della commissione di Vigilanza sulla Rai un uomo del Pd, ma non quello indicato dall’opposizione. E’ Riccardo Villari, senatore, e non Leoluca Orlando, l’esponente dell’IdV indicato da tempo per quel posto. Ed è scontro tra i due poli. Il neoeletto dice: “Farò quello che dice il partito, ma prima mi consulterò con Napolitano, Schifani e Fini”. Walter Veltroni commenta così il comportamento della maggioranza: “E’ un atto inimmaginabile da regime, non da democrazia”. Anche Antonio Di Pietro insorge e parlando in Aula alla Camera attacca: “Berlusconi è come Videla, l’elezione di Villari è l’atteggiamento tipico di una dittatura argentina, ultimo atto di una deriva antidemocratica”.

Come vediamo, furono alti i toni dell’opposizione nel denunciare il golpe di Silvio: ma la verità fu che l’elezione di Villari era assolutamente legittima ed inattaccabile da un punto di vista anche di prassi, perchè uomo dell’opposizione era e rimaneva, e se le minoranze non erano riuscite a far eleggere il loro candidato, beh, problemi loro.

IL COMPLOTTONE – Oggi scopriamo qualcosa in più. Oggi scopriamo che in effetti complotto ci fu, e ad ordirlo fu proprio Italo Bocchino, su mandato diretto del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Ovviamente, quando i due erano ancora amici e militavano nello stesso partito: insomma, pare proprio che il piano fosse quello che poi si è realizzato. Sabotare l’elezione in commissione di Vigilanza, insediando un uomo gradito alla maggioranza pur essendo dell’opposizione.

Il caso-Villari come emblema di un partito ingovernabile, il Pd dove ognuno gioca per conto proprio. E’ stato Italo Bocchino oggi, durante la presentazione del suo libro ‘Una storia di destra’, a ricordare quell’episodio, spingendo Walter Veltroni, presente all’iniziativa, a chiosare che anche quella storia è tra le ragioni che lo spinsero a lasciare la guida del partito. “Mi chiamò Berlusconi – ha raccontato Bocchino – chiedendomi di trovare uno dell’opposizione (da eleggere senza il consenso del suo partito, ndr) che poi non si sarebbe dimesso. Io trovai Villari, Veltroni lo chiamò e dichiarò che si sarebbe dimesso nel giro di un’ora, Berlusconi si preoccupò e io lo rassicurai: quello non si dimette nemmeno se glielo chiede sua madre. Poi, però, una settimana dopo Berlusconi mi chiedeva di convincerlo a dimettersi…”.

Insomma, l’elezione di Riccardo Villari fu un piccolo golpe del PdL. Il che, si sapeva, ma sentirlo confermato da una delle voci che lo ordirono fa un certo effetto.

LAVORO SPORCO – E fa un certo effetto soprattutto se si pensa che fine ha fatto poi Italo Bocchino, che ora è segretario di Futuro e Libertà e nei mesi scorsi si è contraddistinto per dei toni molto critici, da opposizione feroce, proprio a Silvio Berlusconi, con una forza e un livore difficilmente notati altrimenti da chiunque altro, persino dalle opposizioni di sinistra. In Futuro e Libertà, molti sono gli esponenti scontenti dei suoi modi; Bocchino è noto per essere uno dei falchi di FLI, il che scontenta molti. La cosa forse divertente è che Bocchino racconta quest’aneddoto, presente Walter Veltroni che strabuzza gli occhi – evidentemente, non si era accorto di nulla – pensando di raccontare al popolo quanto sia inaffidabile Berlusconi. E invece finisce per dimostrarci quanto fosse lui disponibile a partecipare a complotti del genere.

Per Bocchino, un aneddoto per descrivere l’inaffidabilità di Berlusconi

Bocchino ci racconta tutto questo come se fosse una gita di piacere. Visto quello che ha fatto per rimanere agli ordini del capo, quando ce n’era necessità, dovrebbe spiegarci molte cose delle sue attuali posizioni politiche. Come può ora andare su tutte le Tv ad attaccare Silvio quando faceva il lavoro sporco per lui.

     
 

3 Commenti

  1. MORANDO SERGIO Crocefieschi Genova Malpotremo Lesegno Italy scrive:

    Tutti obbedivano..altri si univano in tanti fratelli nello STATO OMBRA ed in signoraggio tutto in ogni dove persino nelle piscine pubbliche comunali in TUTTO.
    Leggetevi la nuovissima lista dei NUOVI massoni illuminati su: http://www.uominiliberi.eu e aperta la pagina cliccate su elenco massoni ..nomi città e loro professioni..
    Sergio Morando.

  2. gianfranco scrive:

    questo ometto di nome bocchino cosa rappresenta per noi contrbuenti.

    • finilascialapresidenzadellacameraerestituiscel'appartamentoadAN scrive:

      Un enorme peso. Un quilibet che, prima che il berlusca scongelasse AN e il suo capo, nessuno conosceva e quei pochi che leggevano il suo cognome, tra i deputati al parlamento, lo pronunciavano con una certa circospezione.
      Un uomo astioso, senza cultura, contro la famiglia come il suo capo, un traditore dei suoi elettori, uno che si è montato la testa, complice berlusconi!

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