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La bufala di Sophia Loren che non doveva finire in carcere

Ieri la Cassazione ha dato ragione a Sophia Loren su un contenzioso con il fisco inerente il condono fiscale del 1982. La sezione tributaria della Suprema Corte, con una sentenza depositata ieri, ha infatti accolto il ricorso dell’attrice contro una decisione della Commissione tributaria centrale di Roma risalente al 2006. Attenzione, perché proprio ieri l’avvocato della Loren ha dichiarato questo:

“E’ una vicenda kafkiana durata quaranta anni quella vissuta dalla signora Loren, per di piu’ per delle tasse correttamente pagate: adesso la Cassazione ha reso, finalmente, il fisco ‘giusto’. Ma l’amministrazione tributaria, senza arrivare a disturbare la Cassazione, avrebbe potuto autocorreggersi da sola prendendo atto delle dichiarazioni in autotutela presentate dalla contribuente Loren anni orsono!”. Cosi’ l‘avvocato Giovanni Desideri che ha difeso Sofia Loren nel ricorso in Cassazione, insieme al collega Roberto Aloisio, ha commentato il verdetto degli ermellini spiegando che non fu per questa vicenda, legata alla dichiarazione del modello 740 relativa all’Irpef del 1974 – anno per il quale l’attrice con il marito Carlo Ponti dichiararono zero lire – che la Loren sconto’ 16 giorni di prigione nel carcere di Caserta nel 1982. La condanna al carcere era relativa ad altre vicende fiscali della diva due volte premio Oscar: nel 1962 per la sua interpretazione ne ‘La Ciociara’ di Vittorio De Sica, e nel 1991 come riconoscimento alla sua carriera.

Eppure, sia ieri che oggi i giornali italiani continuano a dire che la Loren ha vinto e «non doveva andare in carcere». Questo è Libero:

sophia loren carcere

E insomma, sembra proprio che qualcuno sia ossessionato dalla questione dell’evasione fiscale e del conseguente carcere. Chissà perché, eh?